Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7717 del 05/04/2011

Cassazione civile sez. III, 05/04/2011, (ud. 16/02/2011, dep. 05/04/2011), n.7717

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. AMATUCCI Alfonso – rel. Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 15259-2006 proposto da:

F.G. (OMISSIS) elettivamente domiciliato in

Roma Via Salaria 227 presso lo studio dell’avvocato IASONNA STIANTA,

rappresentato e difeso dall’avvocato D’ANTRO PAMELE giusta delega a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

GENERALI ASSICURAZZONI S.P.A. (OMISSIS), in persona del suoi

legali rappresentanti pro tempore Dott. C.T. e Sig.

R.G. elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUIGI

SETTEMBRINI 28, presso lo studio dell’avvocato BAIOCCHI ATTILIO, che

la rappresenta e difende giusta delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 384/2005 del TRIBUNALE di TORRE ANNUNZIATA,

SEZIONE PRIMA CIVILE, emessa il 30/03/2005, depositata il 30/03/2005

R.G.N. 1003/03; udita la relazione della causa svolta nella pubblica

udienza del 16/02/2011 dal Consigliere Dott. ALFONSO AMATUCCI;

udito l’Avvocato D’ANIELLO RAFFAELE;

udito l’Avvocato ERCOLE EMANUELA (per delega dell’Avv. BAIOCCHI

ATTILIO);

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo che ha concluso con il rigetto del ricorso.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che F.G. ricorre per cassazione, affidandosi ad un unIco motivo, avverso la sentenza n. 384/2005 del tribunale di Torre Annunziata, che ne aveva respinto l’appello avverso la sentenza del giudice di pace di Pompei, reiettiva della sua domanda risarcitoria nei confronti delle Assicurazioni Generali s.p.a. (quale impresa designata per il Fondo di garanzia) a seguito di sinistro provocato da veicolo non identificato, nel quale aveva riportato lesioni personali;

che al ricorso resiste con controricorso la società intimata;

che: il Collegio ha raccomandato che la motivazione sia redatta in forma semplificata.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che in ricorso i fatti di causa sono esposti mediante riproduzione di quanto riportato sub “Svolgimento del processo” nella sentenza impugnata;

che quanto riprodotto non consente di cogliere quelli rilevanti ai fini del decidere, in qualche misura suscettibili di essere compresi solo dalla lettura dell’intera sentenza del tribunale, che non ha dato credito ai testi escussi per avere gli stessi affermato di aver immediatamente accompagnato in ospedale il F., il quale aveva invece sostenuto in atto di citazione di essersi recato al pronto soccorso solo il giorno successivo;

che i fatti di, causa devono invece essere esposti in modo da consentirne alla Corte la conoscenza indipendentemente dalla lettura degli atti processuali (principio di autosufficienza del ricorso per cassazione);

che non è dunque soddisfatto il requisito di cui all’art. 366 c.p.c., n. 3 e che da tanto deriva l’inammissibilità del ricorso, con la conseguente condanna del ricorrente alle spese.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in Euro 1.500, di cui 1.300 per onorari, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 16 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 5 aprile 2011

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