Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7702 del 24/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 24/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.24/03/2017),  n. 7702

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6687/2016 R.G. proposto da:

S.D., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA EMILIO DE’

CAVALIERI 11, presso lo studio dell’avvocato ANTON GIULIO LANA, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNI

MACCARRONE;

– ricorrente –

contro

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI S.P.A. – C.F. (OMISSIS), in persona del

procuratore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

VALADIER 52, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO MANCINI, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANDREA CESARE;

– controricorrente –

e contro

B.L., P.M.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 404/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 17/02/2015;

udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 23/02/2017

dal Consigliere Dott. Franco DE STEFANO.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

S.D. ricorre, affidandosi a cinque motivi, per la cassazione della sentenza del 17.2.15 con cui la corte di appello di Venezia ha rigettato il suo gravame avverso la reiezione della sua domanda di condanna di B.L., P.M. e della SASA Assicurazioni (poi Milano ass.ni) al risarcimento dei danni da lei patiti per un sinistro stradale, proposta al Tribunale di Venezia – s.d. di Portogruaro;

degli intimati, nonostante la notifica del ricorso alla Allianz spa, resiste con controricorso l’assicuratrice UnipoISAI assicurazioni spa, che documenta di essere la succeditrice dell’originaria appellata;

è stata formulata proposta di definizione in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 1, come modificato del D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197;

la ricorrente deposita memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

il Collegio ha disposto la redazione della motivazione in forma semplificata;

il primo motivo è infondato, perchè correttamente i giudici del merito ammettono le valutazioni da parte del consulente tecnico di ufficio su atti o documenti acquisiti di ufficio o senza il previo contraddittorio delle parti o finanche non riscontrabili o generici, essendo stati i relativi elementi comunque apprezzati e rielaborati dai giudicanti in un più ampio e complessivo contesto ai fini della ricostruzione della dinamica;

i motivi dal secondo al quarto compresi, che possono essere congiuntamente esaminati, sono inammissibili, perchè mirano con tutta evidenza a censurare la ricostruzione del fatto operata dal giudice del merito, oltretutto con un errato richiamo al testo n. 5 dell’art. 360 c.p.c., non più applicabile in ragione del tempo di pubblicazione della sentenza qui gravata;

ma la riconsiderazione del fatto, come ricostruita dai giudici del merito nei pregressi gradi di giudizio, è sempre preclusa in questa sede, a maggior ragione dopo la novella del n. 5 dell’art. 360 c.p.c., che ha ridotto al minimo costituzionale il controllo in sede di legittimità sulla motivazione (Cass. Sez. U. nn. 8053, 8054 e 19881 del 2014), rimanendo comunque gli apprezzamenti di fatto – se scevri, come lo sono nella specie, da quei soli ed evidenti vizi logici o giuridici ammessi dalle or ora richiamate pronunzie delle Sezioni Unite – istituzionalmente riservati al giudice del merito (tanto corrispondendo a consolidato insegnamento, su cui, per tutte, Cass. Sez. U., n. 20412 del 2015, ove ulteriori riferimenti): difetta, in sostanza, la deducibilità della violazione degli artt. 115 c.p.c. e segg. (Cass. 10/06/2016, n. 11892, nel senso che, in tema di ricorso per cassazione, la violazione dell’art. 116 c.p.c. è idonea ad integrare il vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 4, solo quando il giudice di merito disattenda tale principio in assenza di una deroga normativamente prevista, ovvero, all’opposto, valuti secondo prudente apprezzamento una prova o risultanza probatoria soggetta ad un diverso regime; in senso analogo, Cass. Sez. U. 05/08/2016, n. 16598), mentre per le altre norme evocate manca un’esplicita attività assertiva della violazione del loro specifico precetto;

infine, il quinto motivo è infondato, non sussistendo neppure un’omissione di motivazione in ordine alla mancata compensazione delle spese processuali, restando nella piena discrezionalità del giudicante di non disporla e non potendo essere sul punto censurata dal soccombente (Cass. Sez. U. 15/07/2005, n. 14989);

pertanto, il ricorso va rigettato e la ricorrente, soccombente, condannata alle spese del giudizio di legittimità, con dichiarazione della sussistenza dei presupposti per la applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione e per il caso di reiezione integrale di questa.

PQM

rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente UnipoISAI Assicurazioni spa, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 23 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 marzo 2017

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