Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7598 del 08/03/2022

Cassazione civile sez. trib., 08/03/2022, (ud. 07/12/2021, dep. 08/03/2022), n.7598

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA E. Luigi – Presidente –

Dott. SUCCIO Robert – rel. Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. ANTEZZA Fabio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13993/2013 R.G. proposto da:

C.P. rappresentato e difeso giusta delega in atti

dall’avv. Claudio Lucisano e dall’avv. Maria Sonia Vulcano con

domicilio eletto presso i ridetti difensori nel loro studio in Roma

via Crescenzio n. 91;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio eletto in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato;

– controricorrente –

Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del

Piemonte n. 22/34/12 depositata il 10/04/2012 non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nell’adunanza camerale del

07/12/2021 dal Consigliere Dott. Succio Roberto.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– con la sentenza di cui sopra il giudice di secondo grado ha rigettato l’appello del sig. C.P. e per l’effetto confermato la pronuncia della CTP di Torino che aveva sancito la legittimità dell’atto impugnato, avviso di accertamento per IVA, IRES ed IRAP 2005 in capo alla società Porta di Francia s.r.l., notificato al ridetto quale autore della violazione e quindi responsabile a detto titolo della pretesa azionata per sanzioni;

ricorre il contribuente con atto affidato a ben undici motivi; resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate società; nelle more, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso e istanza di cessata materia del contendere del D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, comma 3.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– è in atti la sopradetta rinuncia al ricorso, che risulta debitamente notificata all’Amministrazione finanziaria;

– in essa si comunica di aver aderito alla definizione agevolata ai sensi del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, art. 6, comma 2, e 16 ottobre 2017, n. 148, art. 1, comma 4, e contestualmente (quanto più qui interessa) di rinunciare al ricorso; sussiste quindi il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio: il che determina l’inammissibilità del ricorso;

– le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate;

– non sussistono poi i presupposti per condannare il soccombente al pagamento del cd. “doppio contributo unificato”, di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, in quanto il presupposto per la rinuncia e, quindi, la causa di inammissibilità del ricorso risiede in una circostanza sopravvenuta rispetto alla

proposizione del medesimo (in argomento: Cass., ord., 7 dicembre 2018, n. 31732; Cass., ord. 7 giugno 2018, n. 14782).

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso; compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 7 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 marzo 2022

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