Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7508 del 23/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 23/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.23/03/2017),  n. 7508

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 7980/2016 R.G. proposto da:

M.R., in difetto di elezione di domicilio, per legge

domiciliato in ROMA, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato LORENZO GIULIANI;

– ricorrente –

contro

P.D., ALLIANZ ASSICURAZIONI S.P.A.;

– intimati –

avverso l’ordinanza n. 2687/2015 cron. della CORTE D’APPELLO di

L’AQUILA, depositata il 16/03/2015;

udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 23/02/2017

dal Consigliere Dott. Franco DE STEFANO.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

M.R. ricorre, affidandosi a due motivi, direttamente per la cassazione dell’ordinanza, resa ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., il 16.3.15, con cui la corte di appello ha dichiarato inammissibile il suo appello avverso la sentenza del Tribunale di Teramo di solo parziale accoglimento (sia per riconosciuto concorso di colpa, sia in ordine al quantum debeatur) della sua domanda di condanna di P.D. (o P.) e della sua assicuratrice r.c.a. RAS ass.ni (poi Allianz spa) al risarcimento dei danni da sinistro stradale;

le intimate non notificano controricorso;

è stata formulata proposta di definizione in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 1, come modificato del D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

il Collegio ha disposto la redazione della motivazione in forma semplificata;

dei due motivi è superflua la stessa illustrazione, perchè il ricorso è manifestamente inammissibile:

– perchè la procura a proporlo non è stata conferita nelle forme previste dalla legge, dichiarando lo stesso ricorrente di avvalersi della procura a margine dell’atto di citazione;

– perchè non è giammai ammessa, se non in limitati casi e sempre per vizi processuali suoi propri (Cass. Sez. U. 02/02/2016, n. 1914), l’impugnazione dell’ordinanza resa ai sensi dell’art. 348-bis c.p.c. (v. già le ordinanze nn. 8940 a 8943 del 2014 di questa Corte);

– perchè l’ordinanza è stata impugnata con ricorso notificato il 18.3.16, nonostante essa sia stata comunicata, come risulta dall’attestazione telematica trasmessa dalla cancelleria della Corte di appello dell’Aquila, il 16.3.15, acquisita agli atti per le vie brevi (vedi messaggio di posta elettronica della cancelleria di questa sesta sezione civile del 21.2.17, in atti): sicchè è elasso anche il termine per impugnare la sentenza di primo grado, che ha comportato il passaggio in giudicato di quella – ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c. – e la preclusione di ogni impugnativa della successiva ordinanza (Cass. ord. 23/09/2015, n. 18827);

– perchè, con tutta evidenza, i motivi contestano ora la ricostruzione del fatto, ora presunti errori che sarebbero stati commessi dai giudici del merito: ciò che invece è sempre precluso in questa sede, a maggior ragione dopo la novella dell’art. 360 c.p.c., n. 5, che ha ridotto al minimo costituzionale il controllo in sede di legittimità sulla motivazione (Cass. Sez. U., nn. 8053, 8054 e 19881 del 2014), rimanendo comunque gli apprezzamenti di fatto – se scevri, come lo sono nella specie, da quei soli ed evidenti vizi logici o giuridici ammessi dalle or ora richiamate pronunzie delle Sezioni Unite – istituzionalmente riservati al giudice del merito (tanto corrispondendo a consolidato insegnamento, su cui, per tutte, v. Cass. Sez. U., n. 20412 del 2015, ove ulteriori riferimenti); pertanto, nei ristrettissimi limiti in cui il controllo sulla motivazione in fatto è ancora lecito in sede di legittimità, esso andava riferito alla sentenza di primo grado, ma allora entro e non oltre i sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di appello, non invece contro questa;

va allora dichiarata senz’altro l’inammissibilità del ricorso; ma non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, per non avervi svolto attività difensiva le intimate;

peraltro, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti per

l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione e per il caso di reiezione integrale di questa.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 23 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 23 marzo 2017

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