Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7370 del 22/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 01/02/2017, dep.22/03/2017),  n. 7370

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 896/2016 proposto da:

EQUITALIA CENTRO SPA, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Procuratore

Responsabile del Contenzioso Regionale delle Marche, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE REGINA MARGHERITA 294, presso lo studio

dell’avvocato ENRICO FRONTICELLI BALDELLI, che la rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

SIEM IMPIANTI SRL UNIPERSONALE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del

legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G.

MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE MARIA CIPOLLA,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANDREA CARINCI;

– controricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2005/8/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 12/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’ 01/02/2017 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, costituito il contraddittorio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. (come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197), osserva con motivazione semplificata:

L’assunto di Equitalia, nell’impugnare per violazione di legge (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26) la sentenza della CTR dell’Emilia Romagna che ha ritenuto nulla la notifica della cartella perchè fatta alla società contribuente mediante lettera raccomandata, si pone in continuità con i principi regolativi della materia compendiati, tra le tante, da Cass. n. 6395 del 2014: “In tema di riscossione delle imposte, la notifica della cartella esattoriale può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, comma 1, seconda parte, prevede una modalità di notifica, integralmente affidata al concessionario stesso ed all’ufficiale postale, alternativa rispetto a quella della prima parte della medesima disposizione e di competenza esclusiva dei soggetti ivi indicati. In tal caso, la notifica si perfeziona con la ricezione del destinatario, alla data risultante dall’avviso di ricevimento, senza necessità di un’apposita relata, visto che è l’ufficiale postale a garantirne, nel menzionato avviso, l’esecuzione effettuata su istanza del soggetto legittimato e l’effettiva coincidenza tra destinatario e consegnatario della cartella, come confermato implicitamente del citato art. 26, penultimo comma, secondo cui il concessionario è obbligato a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o con l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta, al fine di esibirla su richiesta del contribuente o dell’amministrazione” (conf. Cass. n. 14327 del 2009, n. 11708 del 2011). Le difese spiegate dalla società contribuente nel controricorso e nella memoria non sono, invece, idonee a superare un orientamento di legittimità ampiamente consolidato e che, condiviso dal collegio, non v’è ragione di modificare.

Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di accoglimento e cassazione della sentenza d’appello con rinvio al giudice competente che, in diversa composizione, dovrà attenersi all’enunciato principio di diritto nel procedere oltre nell’esame delle questioni dibattute e regolare anche le spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa in relazione la sentenza d’appello e rinvia alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 1 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 marzo 2017

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