Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7324 del 30/03/2011

Cassazione civile sez. lav., 30/03/2011, (ud. 03/03/2011, dep. 30/03/2011), n.7324

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. STILE Paolo – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –

Dott. CURZIO Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

B.P. (OMISSIS) in qualità di erede di D.S.

D., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO 20,

presso lo studio dell’avvocato TRALICCI GINA, che la rappresenta e

difende, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’AVVOCATURA

CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati

CLEMENTINA PULLI, MAURO RICCI, ALESSANDRO RICCIO, giusta procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4720/2008 della CORTE D’APPELLO di ROMA del

6.6.08, depositata il 22/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

03/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. PIETRO CURZIO.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IGNAZIO

PATRONE.

Fatto

OSSERVA

B.P., erede di D.S.D., chiede l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Roma, pubblicata il 22 aprile 2009, che ha dichiarato estinto il giudizio proposto dal D.S. nei confronti dell’INPS. I fatti sono i seguenti.

Il D.S. convenne l’INPS in giudizio per il pagamento di accessori su ratei di pensione. Il Tribunale rigettò la domanda. Il ricorrente propose appello. All’udienza di discussione del 16 febbraio 2007 il procuratore del D.S. chiese termine per il deposito dell’atto di appello notificato o in difetto per nuova notifica. L’appellante ha quindi notificato, ma non nel termine assegnatogli.

L’INPS ha sollevato eccezione in tal senso e la Corte ha dichiarato estinto il giudizio.

La B. ricorre per cassazione denunziando violazione degli artt. 156, 137 e 160 c.p.c..

Assume che la costituzione dell’INPS avrebbe “sanato il difetto di notificazione dell’appello ivi compresa la tardi vita della notifica stessa”.

La tesi non è fondata.

Le Sezioni unite con la sentenza 30 luglio 2008, n. 20604, hanno affermato che in caso di mancata notifica del ricorso in appello tempestivamente depositato, il giudice non può concedere, previa fissazione di una nuova udienza, un nuovo termine per effettuare la notifica, ma deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso.

Questo perchè al caso di notificazione inesistente non può trovare applicazione nè l’art. 291 c.p.c., che presuppone una citazione nulla, non inesistente, nè l’art. 421 c.p.c., “data l’impossibilità concettuale di rinnovare e tanto meno di rettificare l’inesistente (giuridico o di fatto)” (SSUU, cit).

Questo principio comporta l’improcedibilità del ricorso anche nel caso in cui vi sia stata costituzione della controparte: infetti, nel caso deciso dalle Sezioni unite, l’appellato si era costituito e tale circostanza non ha modificato la decisione.

La giurisprudenza preesistente sullo specifico problema, di segno diverso, non trova più fondamento nella nuova ricostruzione del sistema operata dalle Sezioni unite del 2008.

Il ricorso, pertanto, deve essere rigettato.

Nulla sulle spese, considerata la materia e l’epoca di proposizione della domanda.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 3 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 marzo 2011

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA