Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7310 del 16/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 16/03/2021, (ud. 29/09/2020, dep. 16/03/2021), n.7310

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. NONNO Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 28375/2014 R.G. proposto da:

Equitalia Centro s.p.a., elettivamente domiciliata in Roma, via Muzio

Clementi n. 48, presso lo studio dell’avv. Pieremilio Sammarco, che

la rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

C.A.G.;

– intimato –

e nei confronti di:

Agenzia delle entrate – Direzione provinciale di Modena, in persona

del direttore pro tempore, INPS di Modena, in persona del direttore

pro tempore, e Comune di Modena, in persona del sindaco pro tempore;

– intimati –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale

dell’Emilia Romagna n. 1448/03/14, depositata il 21 luglio 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 29 settembre

2019 dal Consigliere Giacomo Maria Nonno.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con la sentenza n. 1448/03/14 del 21/07/2014, la Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna (di seguito CTR) accoglieva l’appello proposto da C.A.G. avverso la sentenza n. 90/03/11 della Commissione tributaria provinciale di Modena (di seguito CTP), che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal contribuente nei confronti di un avviso di iscrizione ipotecaria e delle sei cartelle di pagamento dallo stesso indicate, relative a IRPEF, IVA, contributi previdenziali e sanzioni amministrative concernenti le annualità di imposta 2000, 2001, 2002, 2006 e 2008;

1.1. la CTR – premessa la sussistenza della carenza di giurisdizione per quanto concerne le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada e per contributi previdenziali motivava l’accoglimento dell’appello del contribuente osservando che: a) Equitalia Centro s.p.a. (di seguito Equitalia) non aveva prodotto nè i titoli esecutivi, nè le relate di notifica delle cartelle di pagamento; b) i beni colpiti dal provvedimento impugnato erano stati costituiti in fondo patrimoniale nell’anno 1992, sicchè non poteva procedersi ad esecuzione forzata sugli stessi;

2. Equitalia impugnava la sentenza della CTR con ricorso per cassazione, affidato a due motivi;

3. C.A.G., l’Agenzia delle entrate, l’INPS e il Comune di Modena non si costituivano in giudizio e restavano, pertanto, intimati.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. va preliminarmente evidenziato che la sentenza della CTR contiene tre statuizioni (una quarta, attinente alla titolarità del debito, non costituisce autonoma ratio decidendi, riconoscendosi che la pretesa nei confronti del contribuente nasce perchè socio illimitatamente responsabile di Meccanica Modenese s.n.c., originario debitore), più sotto evidenziate in ordine logico;

1.1. con una prima statuizione si dichiara il difetto di giurisdizione con riferimento a contributi previdenziali e a sanzioni amministrative per contravvenzioni al codice della strada: trattasi di statuizione autonoma, che riguarda solo parte della pretesa e che non è stata oggetto di impugnazione in questa sede;

1.2. con una seconda statuizione si contesta la mancata produzione, da parte di Equitalia, dei titoli esecutivi (i.e. le cartelle di pagamento) e delle relative relate di notificazione: la statuizione, che costituisce autonoma ratio decidendi, in quanto idonea a definire il giudizio, è stata impugnata con il primo motivo di ricorso;

1.3. con una terza statuizione si afferma l’illegittimità dell’avviso di iscrizione di ipoteca in quanto i beni oggetto del provvedimento sono stati costituiti in fondo patrimoniale: questa statuizione, che costituisce anch’essa autonoma ratio decidendi, è stata impugnata con il secondo motivo di ricorso;

2. con il primo motivo di ricorso si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti, costituito dalla mancata valutazione dei documenti idonei a dimostrare la regolare notificazione delle cartelle di pagamento al contribuente;

3. il motivo è inammissibile;

3.1. la CTR afferma con chiarezza che “il concessionario della riscossione non ha esibito i titoli esecutivi e le relate di notifica delle cartelle di pagamento”, con conseguente necessità di annullare l’intera iscrizione ipotecaria;

3.2. tale affermazione integra un accertamento in fatto relativo alla mancata produzione dei suddetti documenti, sicchè l’Agente della riscossione che ritenga, contrariamente a quanto affermato dalla CTR, di averli regolarmente prodotti, avrebbe avuto l’onere di proporre ricorso per revocazione davanti allo stesso giudice di appello e non già ricorso per cassazione;

4. con il secondo motivo di ricorso si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 167,169 e 170 c.c., e del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, evidenziando la non corretta interpretazione delle disposizioni concernenti il fondo patrimoniale e la conseguente iscrivibilità dell’ipoteca;

5. il motivo è inammissibile in ragione del passaggio in giudicato della statuizione integrante la ratio decidendi impugnata con il primo motivo (cfr. p. 1.2.);

6. in conclusione, il ricorso va rigettato; nulla per le spese in ragione della mancata costituzione in giudizio degli intimati;

6.1. poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, che ha aggiunto al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, il comma 1 quater – della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per la stessa impugnazione, ove dovuto.

PQM

La Corte rigetta il ricorso;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente del contributo unificato previsto per il ricorso a norma dell’art. 1 bis dello stesso art. 13, ove dovuto.

Così deciso in Roma, il 29 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 marzo 2021

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