Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7305 del 16/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 16/03/2021, (ud. 29/09/2020, dep. 16/03/2021), n.7305

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. MELE Maria Elena – rel. Consigliere –

Dott. SAIEVA Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26064-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

BENCIVENNI SRL elettivamente domiciliata in ROMA, C.SO VITTORIO

EMANUELE II 287, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO IORIO,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE FALCONE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 674/2014 della COMM. TRIB. REG. di CATANZARO,

depositata il 11/04/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/09/2020 dal Consigliere Dott. MARIA ELENA MELE.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza n. 674/3/14, depositata l’11 aprile 2014, della Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro che aveva confermato la decisione della Commissione tributaria provinciale la quale, a sua volta, aveva accolto il ricorso presentato dalla società Bencivenni srl avverso la cartella di pagamento emessa ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis.

La società ha resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate denuncia la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, avendo la sentenza impugnata erroneamente escluso l’applicabilità della procedura di controllo formale.

Con nota depositata in data 9 ottobre 2017, la società contribuente ha presentato istanza di sospensione del giudizio deducendo di aver formulato domanda di definizione agevolata, ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, conv. in L. n. 96 del 2017, nonchè copia del modello di versamento relativo alla prima rata quantificata dalla stessa Agenzia. In data 13 settembre 2018 la contribuente ha depositato copia dei modelli di versamento delle rate successive.

Nessun diniego della definizione operata risulta essere intervenuto nel termine del 31 luglio 2018, nè alcuna istanza di trattazione risulta presentata dall’Agenzia delle Entrate entro il termine del 31 dicembre 2018.

L’omessa presentazione di tale istanza determina, ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, l’estinzione del processo. Le spese del giudizio estinto restano a carico di chi le ha anticipate, per espressa previsione del citato art. 11, comma 10, ultimo periodo.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio e pone le spese a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 29 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 marzo 2021

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