Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7296 del 30/03/2011

Cassazione civile sez. VI, 30/03/2011, (ud. 10/12/2010, dep. 30/03/2011), n.7296

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul regolamento di competenza d’ufficio proposto dal Tribunale di

Roma con ordinanza n. R.G. 47691/09 depositata l’8/02/2010, nel

procedimento pendente tra:

RECIR SRL;

EQUITALIA GERIT SPA, COMUNE DI ROMA (OMISSIS);

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D’ASCOLA;

è presente il P.G. in persona del Dott. NICOLA LETTIERI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

E’, stata depositata relazione preliminare, redatta ex art. 380 bis c.p.c., che si riporta di seguito, con emendamenti e integrazioni solo formali.

“Recir srl proponeva davanti al giudice di pace di Roma opposizione a cartella esattoriale n. (OMISSIS), relativa a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada accertate dal comune di Roma, con relative maggiorazioni da ritardate pagamento e recupero spese, per 294 voci e complessivi Euro 21.812,47.

Il giudice di pace, con sentenza 10 dicembre 2008 si dichiarava incompetente per valore, in favore del tribunale di Roma, rilevando che l’importo superava il proprio limite di Euro 15.493.

Riassunta la causa davanti al tribunale capitolino, il giudice istruttore, sciogliendo la riserva assunta alla prima udienza il 21 gennaio 2010, richiedeva d’ufficio il regolamento di competenza. In motivazione contestava l’assunto del giudice rimettente, ravvisando la competenza “per materia” dei giudice di pace.

Le parti non hanno svolto in questa sede attività difensiva.

Giova preliminarmente rilevare che l’opposizione è imperniata in primo luogo sulla mancata rituale notifica dei verbali sottesi, alla cartella esattoriale. Per questa parte l’opposizione ha funzione recuperatoria del rimedio non esperito ed è quindi di competenza del giudice di pace. (Casa. 17312/07; 3647/07).

L’istanza ad essa relativa è fondata.

Cass. 15694/05 ha già avuto modo di affermare che in tema di sanzioni amministrative, il combinato disposto del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 205, comma 3, e L. n. 689 del 1981, art. 22 bis, attribuisce, in via generale, al giudice di pace la competenza per materia a provvedere sulle opposizioni avverso gli atti di contestazione o di notificazione di violazioni del codice della strada, senza alcun limite di valore, a nulla rilevando che non sia riportato l’inciso “qualunque ne sia il valore”, presente invece (per motivi di tecnica normativa) nell’art. 7 cod. proc. civ.,, comma 2, atteso che l’assegnazione alla competenza per materia deriva dalla natura del rapporto giuridico dedotto in giudizio.

Ha inoltre conseguentemente ritenuto che l’art. 104 c.p.c., nel prevedere che domande formulate nei confronti della stessa parte (anche non altrimenti connesse) ed appartenenti alla competenza di giudici diversi possano essere proposte davanti al medesimo giudice a causa del vincolo di connessione soggettiva, consente la deroga, per espresso richiamo all’art. 10 cod. proc. civ., comma 2, alla sola competenza per valore in favore del giudice superiore e non anche la deroga alla competenza per materia del giudice inferiore, se essa è attribuita senza alcun limite di valore in dipendenza del rapporto dedotto in giudizio. Pertanto erra il giudice di pace che neghi la propria competenza in una causa relativa ad opposizione avverso più atti di contestazione di violazioni del codice della strada, attribuita alla sua competenza per materia, in ragione del cumulo del valore. Questa Sezione ha confermato tale orientamento interpretativo in altro precedente – Cass. 3506 del 2010 -, sorto a seguito di conflitto in relazione a cartella esattoriale.

Ne consegue che la competenza sulla controversia instaurata da RECIR srl dovrebbe essere attribuita per questa parte al giudice di pace di Roma.

2) E’ noto peraltro (Cass 9180/06; 4018/07; 5871/07; 25757/08;

24215/09) che avverso la cartella esattoriale emessa ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del codice della strada sono ammissibili: a) l’opposizione ai sensi della L. n. 689 del 1981, allorchè sia mancata la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all’interessato di recuperare il mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori; b) l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorchè1 si contesti la legittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l’iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo; c) l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod. proc. civ., qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora. Pertanto, nel caso di contestazione di vizi propri della cartella esattoriale l’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi – va proposta nelle forme ordinarie previste dagli artt. 615 e ss. cod. proc. civ., e non è soggetta alla speciale disciplina dell’opposizione a sanzione amministrativa dettata dalla L. n. 689 del 1981.

Ora, nel caso di specie è stata eccepita, anche per far valere l’indebito incremento degli interessi addebitati, la nullità della cartella per tardiva iscrizione a ruolo delle somme dovute (relative al 2002, asseritamente da iscrivere entro il 2004 e iscritte invece a ottobre 2006).

Infine è stata eccepita anche la violazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25, relativo al termine di decadenza della notifica della cartella esattoriale riguardante i tributi, termine avente, secondo l’istante, natura perentoria.

Per questi due profili l’opposizione proposta è da ricondurre alle ipotesi di opposizione ex artt. 615 e ss. c.p.c. e dunque alla competenza per valore del tribunale, trattandosi di opposizione avverso cartella esattoriale di importo superiore al limite di competenza per valore del giudice di pace”.

All’odierna adunanza camerale nessuna delle parti si è costituita.

Il Collegio condivide pienamente la relazione soprariportata, conforme ai precedenti di questa Corte.

Pertanto, decidendo sull’istanza di regolamento di competenza d’ufficio, va dichiarata la competenza del giudice di pace di Roma nella causa de qua, per la parte relativa a opposizione proposta L. n. 689 del 1981, ex art 23. Va dichiarata la competenza del tribunale di Roma sull’opposizione ex art. 615 c.p.c..

Occorre fissare alle parti termine di legge per la riassunzione Non vi è luogo per la pronuncia sulle spese di lite, in mancanza di attività difensiva delle parti contendenti.

P.Q.M.

La Corte, decidendo sull’istanza di regolamento di competenza d’ufficio, dichiara la competenza del giudice di pace di Roma sull’opposizione proposta L. n. 689 del 1981, ex art. 23. Dichiara la competenza del tribunale di Roma sull’opposizione ex art. 615 c.p.c..

Concede alle parti termine massimo di legge per la riassunzione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Seconda sezione civile tenuta, il 10 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 30 marzo 2011

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