Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 72 del 04/01/2017

Cassazione civile, sez. lav., 04/01/2017, (ud. 06/10/2016, dep.04/01/2017),  n. 72

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. MANNA Antonio – Consigliere –

Dott. NEGRI DELLE TORRE Paolo – Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 7155-2011 proposto da:

FERROVIE DEE SUD EST E SERVIZI AUTOMOBILISTICI S.R.L. C.F. (OMISSIS)

in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DEL BABUINO 107, presso lo studio

dell’avvocato ANGELO SCHIANO, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato LUCIANO ANCORA, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

M.M. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA GIULIO DE PETRA 16, presso lo studio dell’avvocato DOMENICO

MADULI, rappresentato e difeso dall’avvocato LUIGI COLUCCIA, giusta

delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2325/2010 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositate il 26/10/2010 r.g.n. 1751/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/10/2016 dal Consigliere Dott. ESPOSITO LUCIA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA MARCELLO, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La Corte d’appello di Lecce, con sentenza del 6/10/2010, per quanto in questa sede interessa, confermò la domanda proposta da M.M., dipendente delle Ferrovie del Sud Est e servizi Automobilistici s.r.l., diretta all’accantonamento, ai fini dell’indennità di buonuscita fino al 31 maggio 1982 e del trattamento di fine rapporto dall’1/6/1982 al 31/12/2005, della maggior somma per lavoro straordinario feriale prestato in maniera continuativa, nonchè dell’indennità di presenza e di turno prevista dall’Accordo Nazionale 21/5/1981, artt. 4 e 5.

2. I giudici del merito fondavano la decisione sul principio di onnicomprensività della retribuzione, in forza del quale se la prestazione di lavoro non è occasionale, e non vi sia espressa deroga da parte della contrattazione collettiva, l’intera retribuzione deve essere ricompresa nel trattamento di fine rapporto.

2. Ricorre per la cassazione della suddetta sentenza la società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l., prospettando due motivi di ricorso. Resiste con controricorso il M..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo la società ricorrente deduce violazione dell’art. 11 disposizioni sulla legge in generale, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1. Deduce che l’affermazione della Corte secondo la quale al rapporto di lavoro si applica a decorrere dal 30/6/1998 la disciplina di diritto privato per il calcolo del TFR non può comportare il ricalcolo secondo il suddetto criterio sin dall’inizio del rapporto. Rileva che in tal modo è stata attribuita efficacia retroattiva al D.Lgs n. 80 del 1998, non applicabile all’indennità maturata nel periodo anteriore, in cui vigeva la disciplina pubblicistica.

1.2. Il motivo è infondato. La Corte d’appello, infatti, ha affermato che il calcolo della buonuscita degli autoferrotranvieri, alla data del 31 maggio 1982, è regolato dagli artt. 2120 e 2121 c.c., vecchio testo, mentre il tfr spettante a partire dal 1 giugno 1982 va computato secondo il nuovo testo dell’art. 2120 c.c., u.c.. Si tratta di un giudizio giuridicamente corretto, conforme alla giurisprudenza di questa Corte in materia, al quale in questa sede si intende dare continuità (Cass. n. 5935/1996, n. 8559/1999, n. 26096/2007, Cass. 25904/2010).

2. Con il secondo motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione delle norme di cui al R.D. n. 148 del 1931, artt. 26 e 27, del CCNL 23/7/76, art. 2129 c.p.c., motivazione erronea ed insufficiente in ordine ad un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360, comma 5. Sostiene che la disciplina dell’indennità di buonuscita è regolata per gli autoferrotranvieri dal R.D. n. 148 del 1931; che l’art. 1 del predetto testo normativo rinvia alla contrattazione collettiva, nella specie costituita dal CCNL del 23 luglio 1976, il cui art. 24 esclude dal calcolo della buonuscita il lavoro straordinario e le varie indennità di trasferta, di diaria e diaria parziale. Sostiene, inoltre, che la L. n. 297 del 1982 sul T.F.R. non si applica agli autoferrotranvieri e che le voci prese in considerazione dalla sentenza impugnata non rientrano nella retribuzione normale fissata dal C.C.N.L. 23 luglio 1976, art. 24, trattandosi di voci saltuarie e variabili.

2.2. I rilievi contenuti nel secondo motivo si pongono in contrasto con la giurisprudenza consolidata di legittimità in materia di buonuscita degli autoferrotranvieri, cui il collegio aderisce. E’ sufficiente in proposito richiamare l’orientamento più volte ribadito da questa Corte secondo il quale “il principio affermato dalla Corte costituzionale con le sentenze 22 giugno 1971 n. 140 e 28 maggio 1975, n. 124, secondo il quale la retribuzione da prendere a base del calcolo dell’indennità di buonuscita del personale autoferrotranviario senza diritto a pensione (R.D. 8 gennaio 1931, n. 148, art. 26, all. A) deve intendersi in senso onnicomprensivo, secondo i criteri fissati per l’indennità di anzianità dagli artt. 2120 e 2121 c.c., trova applicazione anche riguardo all’indennità di buonuscita prevista dalla contrattazione collettiva in favore del personale autoferrotranviario con diritto a pensione, con la conseguente nullità di clausole contrattuali esclusive della computabilità di emolumenti di natura retribuiva” (ex multis Cass. n. 10183/2006, n. 17769/2008 e, da ultimo, Cass. Sez. 6, Cass. n. 10575 del 2015).

3. In ragione delle svolte argomentazioni il ricorso deve essere rigettato. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate corna da dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 3.500,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 4 gennaio 2017

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