Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7159 del 21/03/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. un., 21/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.21/03/2017),  n. 7159

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Presidente aggiunto –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di sez. –

Dott. DIDONE Antonio – Presidente di sez. –

Dott. DI IASI Camilla – Presidente di sez. –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Presidente di sez. –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso, iscritto al N.R.G. 27723 del 2016, proposto da:

T.C., rappresentata e difesa, per procura speciale in

calce al ricorso, dagli Avvocati Marcello Ziveri e Guido Francesco

Romanelli, elettivamente domiciliata presso lo studio del secondo in

Roma, via Cosseria n. 5;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore;

– intimato –

per la correzione di errore materiale nella sentenza della Corte di

cassazione, Sezioni Unite civili, 19 luglio 2016, n. 14798;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21 febbraio 2017 dal Presidente relatore Dott. Stefano Petitti.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che T.C. ha proposto istanza di correzione dell’errore materiale occorso nella redazione della sentenza di queste Sezioni Unite di questa Corte 19 luglio 2016, n. 14798, con cui pronunciando sul ricorso proposto dalla medesima T.C. nei confronti del Ministero dell’interno – è stato accolto l’unico motivo di ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello di Bologna n. 370 del 2010, depositata il 4 luglio 2011, che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, ed è stata dichiarata la giurisdizione dle giudice ordinario;

che la ricorrente ha dedotto che nella citata sentenza la statuizione di annullamento della sentenza impugnata contenuta nel dispositivo è preceduta da una frase nella quale si afferma che “deve essere cassata la sentenza del Tribunale di Pordenone, al quale va rinviata la causa anche per le spese di questo giudizio”;

che il decreto di fissazione dell’adunanza camerale è stato notificato ai difensori della ricorrente con l’allegata proposta di correzione della sentenza come richiesto in ricorso;

che la ricorrente non ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che la sentenza delle Sezioni Unite 19 luglio 2016, n. 14798 è affetta dal seguente errore materiale:

– nell’ultimo capoverso si afferma che “deve essere cassata la sentenza del Tribunale di Pordenone, al quale va rinviata la causa anche per le spese di questo giudizio” nel mentre la sentenza impugnata, come risulta dalla epigrafe della decisione e dalla parte “in fatto” della stessa è la sentenza della Corte d’appello di Bologna n. 370 del 2010, depositata il 4 luglio 2011;

che, pertanto, deve ordinarsi la correzione di tale errore;

che non vi è luogo a provvedere sulle spese.

PQM

La Corte ordina la correzione del seguente errore materiale occorso nella sentenza delle Sezioni Unite 19 luglio 2016, n. 14798:

nell’ultima pagina, prima del dispositivo, ove è scritto “la sentenza del Tribunale di Pordenone, al quale va rinviata la causa anche per le spese di questo giudizio”, deve intendersi “la sentenza della Corte d’appello di Bologna n. 370 del 2010, depositata il 4 luglio 2011, alla quale va rinviata la causa anche per le spese di questo giudizio”.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 21 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 marzo 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA