Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7154 del 21/03/2017

Cassazione civile, sez. un., 21/03/2017, (ud. 07/06/2016, dep.21/03/2017),  n. 7154

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Premo Presidente f.f. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. MATERA Lina – Consigliere –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. TRIA Lucia – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10408/2015 proposto da:

CONSORZIO DI BONIFICA LEDRA – TAGLIAMENTO, in persona del Presidente

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE GIUSEPPE

MAZZINI 33, presso lo studio dell’avvocato ENRICO DI IENNO,

rappresentato e difeso dagli avvocati FRANCESCO PAOLO MANSI, LUCA DE

PAULI e LUCA PONTI, per delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

ENERGY RENEWABLE SOURCE S.R.L., in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE LIEGI 35/b,

presso lo studio dell’avvocato ROBERTO COLAGRANDE, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIA BRUSCHI, per

delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA, FANTONI S.P.A., LO.CO.

S.R.L., S.F.;

– intimati –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

477/2014 del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE di TRIESTE;

uditi gli avvocati Luca DE PAULI e Roberto DE MASI per delega

dell’avvocato Roberto Colagrande;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

07/06/2016 dal Consigliere Dott. GIACOMO TRAVAGLINO;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Gianfranco SERVELLO, il quale chiede che la Corte di Cassazione, a

Sezioni Unite, dichiari la giurisdizione del Giudice Amministrativo.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte osserva:

– che, con ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, il Consorzio di bonifica di Ledra-Tagliamento, convenuto dinanzi al Tar Friuli insieme con la Regione Friuli Venezia Giulia dalla s.r.l. Energy Renewable Source, ha chiesto dichiararsi il difetto di giurisdizione del G.A. in favore del T.S.A.P.;

– che tale istanza faceva seguito al ricorso proposto dalla ERS dinanzi al giudice amministrativo, con il quale veniva introdotta una controversia avente ad oggetto la voltura di una sub-concessione di derivazione per impianto idroelettrico secondario, già in precedenza autorizzata con decreto regionale e formalizzata attraverso specifica convenzione con S.F.;

– che, nonostante il Consorzio oggi ricorrente avesse proposto alla ERS una convenzione di contenuto e durata identici a quella precedente, quest’ultima ne aveva contestato, dinanzi al G.A. tanto la competenza a concedere la sub-utenza del salto idrico, quanto il mancato rispetto delle procedure a evidenza pubblica;

– che il Consorzio chiede dichiararsi la giurisdizione in unico grado del TSAP, vertendosi in tema di atti che incidono in maniera immediata e diretta sull’uso delle acque pubbliche;

– che la ERS non censura, nel merito, il contenuto della sub-concessione, ma contesta al Consorzio la stessa esistenza ed estensione del suo potere concessorio, chiedendo tanto l’annullamento della sub-concessione quanto del suo atto presupposto, costituito dal citato decreto regionale, come conseguenza dell’eccesso di potere del Consorzio (dovendo la sub-concessione essere approvata direttamente dall’ente regionale), ovvero del mancato rispetto del modello proceimentale di cui al D.Lgs. n. 163 del 2006;

– che il petitum del ricorso presentato dalla ERS dinanzi al Tar è, pertanto, costituito sia dalla affermata qualità di aspirante sub-concessionario, sia dalla natura di interesse legittimo sottesa alla richiesta di voltura in proprio favore della precedente concessione, sulla premessa per cui all’annullamento di tali atti conseguirebbe ipso facto il suo subingresso nella posizione del precedente concessionario;

– che tale prospettazione consente di affermare una attinenza solo occasionale e indiretta della vicenda con la materia delle acque pubbliche, non essendo, nella specie, in contestazione nè termini nè modalità di utilizzo delle stesse;

– che, pertanto, in consonanza con quanto già deciso in casi analoghi da queste sezioni unite (Cass. 9534/2013), va affermata la giurisdizione del giudice amministrativo volta che l’oggetto del giudizio verta in tema di atti solo strumentalmente inseriti in procedimenti finalizzati ad incidere sul regime delle acque pubbliche, nei quali rilevi esclusivamente l’interesse al rispetto delle norme di legge nelle procedura amministrative funzionali all’affidamento di concessioni o appalti di opere relative a tali acque.

PQM

La Corte, pronunziando sul regolamento, dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo.

Dichiara compensate le spese del presente giudizio.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il controricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 7 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 marzo 2017

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