Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7106 del 24/03/2010

Cassazione civile sez. trib., 24/03/2010, (ud. 17/11/2009, dep. 24/03/2010), n.7106

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

G.P., elettivamente domiciliato in Roma, Piazzale Clodio

32, presso lo studio dell’avvocato CIABATTINI Lidia che lo

rappresenta e difende, unitamente all’avv.to Cristiano Romano, giusta

delega in calce al ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate;

– intimata –

avverso la decisione n. 46/35/07 della Commissione tributaria

regionale di Milano, emessa il 15 maggio 2007, depositata il 17

luglio 2007, R.G. 4251/06;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

17 novembre 2009 dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

rilevato che in data 23 settembre 2009 è stata depositata relazione che qui si riporta:

Il relatore Cons. Dott. Giacinto Bisogni, letti gli atti depositati, osserva:

1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione dell’avviso di accertamento e della cartella di pagamento relativa all’Irpef e contributo al SSN per l’anno 1997 rispetto ai quali il contribuente ha eccepito la precedente presentazione di istanza di condono ex L. n. 289 del 2002;

2. La C.T.P. di Pavia ha respinto il ricorso rilevando che l’avviso di accertamento non era stato tempestivamente impugnato cosi come non era stato impugnato il provvedimento di diniego relativo all’istanza di condono; la C.T.R. ha confermato tale decisione;

3. Ricorre per cassazione il contribuente che deduce: a) la violazione ed errata applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 16, in ordine alla individuazione delle liti fiscali pendenti e in ordine agli effetti dell’impugnazione e della definizione di lite sull’accertamento di reddito societario che costituisce base per la tassazione personale dei soci, b) la violazione ed errata applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 16, in ordine alla individuazione delle liti fiscali pendenti anche sulle questioni di inammissibilità;

Ritiene che:

1. il ricorso è inammissibile per mancata formulazione dei quesiti di diritto;

2. sussistono i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

ritenuto che tale relazione appare pienamente condivisibile cosicchè il ricorso deve essere dichiarato inammissibile e nessuna statuizione va emessa quanto alle spese processuali.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 17 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 24 marzo 2010

 

 

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