Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7094 del 20/03/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. II, 20/03/2017, (ud. 09/02/2017, dep.20/03/2017),  n. 7094

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 1037/2013 proposto da:

B.R., (OMISSIS), L.R. (OMISSIS), C.L.

(OMISSIS), C.F. (OMISSIS), D.D.G.

(OMISSIS), LE.RO. (OMISSIS), D.D.M. (OMISSIS),

L.M. (OMISSIS), D.D.A. (OMISSIS), C.A.

(OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE G. MAZZINI 146,

presso lo studio dell’avvocato EZIO SPAZIANI TESTA, che li

rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE ROMANO;

– ricorrenti –

contro

E.F., TITOLARE DELLA E. COSTRUZIONI,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA UGO DE CAROLIS 31, presso lo

studio dell’avvocato VITO SOLA, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FULVIO LEO;

– controricorrente –

e contro

C.R.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 952/2011 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,

depositata il 10/11/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

09/02/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO SCARPA;

udito l’Avvocato Sola;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

B.R., C.A., C.L. e C.F. (eredi di Co.An.), LE.RO., L.M. e L.R. (eredi di C.G. e del di lei figlio L.D.), D.D.G., D.D.M. e D.D.A. (eredi di C.A.), hanno proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi avverso la sentenza non definitiva n. 952/2011 del 10/11/2011 resa dalla Corte d’Appello di Salerno. La Corte d’Appello di Salerno, in accoglimento parziale dell’impugnazione proposta da E.F., titolare della ESPOSITO COSTRUZIONI, in riforma della sentenza n. 580/2006 del Tribunale di Salerno, aveva rigettato la domanda di esecuzione in forma specifica del preliminare di permuta stipulato in data 11/06/1992 tra i fratelli Co.An., A., G. e R. e la s.a.s. E. Costruzioni (dante causa dell’appellante), pur dichiarando il colpevole e grave inadempimento di C.A., A. e G. (e non invece di C.R.) rispetto alle obbligazioni assunte con il preliminare e disponendo il prosieguo istruttorio in ordine alla domanda risarcitoria.

La Corte d’Appello, ritenuta la validità del contratto ai sensi della L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 40 e qualificato lo stesso come preliminare di permuta di bene presente (fabbricato con annesso giardino in via (OMISSIS)) con altro futuro (tre appartamenti e relativi box compresi nel nuovo edificio da costruire sull’area di sedime del precedente dopo la demolizione di quello), ha affermato che l’efficacia della scrittura dell'(OMISSIS) era stata pattiziamente subordinata al rilascio della necessaria concessione. Di tal che, soltanto quattro giorni dopo aver stipulato il preliminare, i fratelli C. presentarono il progetto predisposto dall’ingegnere E. al Comune di Siano, da loro stessi sottoscritto, e lo stesso giorno dell’istanza (15.06/2011) la Commissione Edilizia rilasciò parere favorevole con prescrizioni, tant’è che il 18/06/1992 il Sindaco comunicò tale parere condizionato a che “il tetto venga realizzato come dai grafici corretti”. Mai, però, i fratelli C. provvidero a ritirare la concessione edilizia (dalla documentazione prodotta ciò avvenne in quanto gli stessi, ad eccezione di R., avevano maturato una volontà contraria all’esecuzione del progetto E.) e ciò per la Corte d’Appello ha concretato un grave inadempimento. La Corte di Salerno ha poi negato la fondatezza delle doglianze degli eredi C., sia quanto alla diversità del progetto presentato al Comune rispetto a quello convenuto, sia quanto al contrasto tra la clausola 12 di contratto (che escludeva l’esistenza di conguagli a favore delle parti) e l’ultima clausola scritta a mano (che prevedeva un obbligo dei germani di versare Lire 45.000.000 alla E. Costruzioni al momento della consegna degli appartamenti), sia quanto all’onere di sostenere le spese per il ritiro della concessione edilizia.

E.F., titolare della E. Costruzioni, si difende con controricorso ed ha presentato memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..

Il primo motivo di ricorso deduce violazione o falsa applicazione dell’art. 1418 c.c., in relazione all’art. 1552 c.c. e l’omessa motivazione su fatto controverso, quanto alla verifica di validità del contratto di permuta. Si assume la mancata descrizione di dimensione, volume, esposizione e caratteristiche dei tre appartamenti da consegnare in cambio del suolo e del vecchio fabbricato, anche per la mancanza di una planimetria allegata. Si contesta anche l’avvenuto rilascio della concessione edilizia affermato dalla Corte d’Appello.

Il secondo motivo di ricorso censura invece la violazione o falsa applicazione degli artt. 99 e 101 c.p.c., per inosservanza del principio della domanda e del contraddittorio e l’omessa motivazione sui pretesi fatti ritenuti causa di inadempimento del contratto di permuta. Si sostiene la novità e quindi l’inammissibilità delle domande formulate in appello dalla società costruttrice in ordine al trasferimento dei tre appartamenti e box ed all’inadempimento degli obblighi sottoscritti dalle controparti, rispetto alla domanda ex art. 2932 c.c., proposta in primo grado. Viene evidenziato come l’obbligo contrattuale dei ricorrenti fosse limitato al trasferimento della proprietà del fabbricato da demolire e del giardino.

Va tuttavia rilevato come il controricorrente abbia formulato eccezione pregiudiziale di “inammissibilità dell’appello immediato”, avendo “i ricorrenti formulato espressa riserva di appello” all’udienza del 12 aprile 2012.

La pronuncia su tale eccezione, ad avviso del Collegio, impone il diretto esame del fascicolo d’ufficio del giudizio svoltosi davanti alla Corte d’Appello di Salerno, fascicolo che non risulta acquisito agli atti.

La causa va, pertanto, rinviata a nuovo ruolo, disponendosi l’acquisizione del fascicolo d’ufficio del giudizio svoltosi davanti alla Corte d’Appello di Salerno.

PQM

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 9 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 marzo 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA