Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7092 del 12/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 12/03/2021, (ud. 17/02/2021, dep. 12/03/2021), n.7092

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14814-2019 proposto da:

LUCIANO TRASPORTI S.R.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in BARI, P.ZZA UMBERTO I n. 45,

presso lo studio dell’avvocato FABIO DE ZIO DI MYRA, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO e COMMISSARIATO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA

DI BOLZANO;

– intimati –

avverso la sentenza n. 153/2019 del TRIBUNALE di BOLZANO, depositata

il 14/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/02/2021 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con ricorso al Giudice di Pace di Vipiteno la Luciano Trasporti S.r.l. impugnava un verbale di contravvenzione per violazione della L. n. 298 del 1974, art. 46 ter, comma 3, per aver posto circolazione un veicolo, adibito a trasporto internazionale di merci, accompagnato da documenti non conformi a quanto prescritto dalle norme, privi delle generalità complete del vettore.

Si costituiva in giudizio il Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano resistendo all’opposizione ed eccependo preliminarmente la tardività dell’opposizione.

Con sentenza n. 12/2018 il Giudice di Pace rigettava il ricorso, riducendo la sanzione al minimo edittale.

Interponeva appello Luciano Trasporti S.r.l. e si costituiva in seconde cure il Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano, per resistere al gravame e spiegare appello incidentale relativamente all’eccezione di tardività del ricorso introduttivo del giudizio di prima istanza.

Con la sentenza impugnata, n. 153/2019, il Tribunale di Bolzano accoglieva l’appello incidentale dichiarando inammissibile il ricorso interposto da Luciano Trasporti S.r.l. per tardività.

Propone ricorso per la cassazione di detta decisione Luciano Trasporto S.r.l., affidandosi ad un unico motivo.

Il Ministero dell’Interno ed il Commissario del Governo per la Provincia di Bolzano, intimati, non hanno svolto attività difensiva nel presente giudizio di legittimità.

Con atto in data 27.4.2020 si è costituito per la società ricorrente il nuovo difensore avv. Fabio De Zio di Myra.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente lamenta la violazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, art. 2697 c.c., e art. 149 c.p.c., comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perchè il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto tardivo il ricorso proposto da Luciano Trasporti S.r.l. in prime cure, senza acquisire la busta con la quale l’opposizione era stata inviata a mezzo del servizio postale al Giudice di Pace di Vipiteno, nè assegnare alla società ricorrente un termine per produrre l’avviso di ricevimento della raccomandata con la quale il plico era stato spedito.

La censura è infondata.

Il Tribunale ha ravvisato il difetto della prova della tempestiva spedizione del ricorso, che era onere della parte ricorrente fornire. Il giudice di merito ha infatti ritenuto pacifico che il verbale impugnato fosse stato notificato il 23.10.2017 mentre il ricorso fosse pervenuto presso la cancelleria del Giudice di Pace di Vipiteno in data 27.11.2017, e quindi dopo il decorso del termine di trenta giorni per l’opposizione. Ha poi evidenziato che Luciano Trasporti S.r.l. “… non ha dimesso il contrassegno del plico spedito al giudice di prime cure, nè ha documentato in alcun modo la spedizione del ricorso entro il termine, limitandosi a sostenerne l’osservanza senza alcun elemento di riscontro” (cfr. pag. 11 della sentenza impugnata).

Il ricorso non si confronta in modo adeguato con tale statuizione, poichè il ricorrente non dimostra di aver spedito tempestivamente il plico, nè di aver offerto la relativa prova al giudice di merito, ma si limita ad una contestazione meramente formale, con la quale si duole – in sostanza – che il Tribunale non gli abbia concesso un termine per provvedere al deposito dell’avviso di ricevimento del plico spedito al Giudice di Pace di Vipiteno. Il ricorrente aveva invece l’onere di dimostrare la tempestiva spedizione del plico contenente il ricorso, in particolare – relativamente al giudizio di appello – depositando l’opportuna documentazione postale comprovante la data dell’invio ed il fascicolo di parte prodotto in prima istanza. Il fatto che il Tribunale non abbia assegnato a Luciano Trasporti S.r.l. un termine per provvedere al deposito dell’avviso di ricevimento è, peraltro, irrilevante, posto che nella fattispecie non occorreva accertare nè la data di ricezione del plico (dimostrata dal deposito presso la cancelleria del Giudice di Pace) nè l’effettiva trasmissione del ricorso (dimostrata, a sua volta, dalla presenza del ricorso e relativi allegati nel fascicolo di prima istanza), bensì la data in cui il plico era stato spedito. A tale fine, come giustamente evidenziato dal giudice di merito, Luciano Trasporti S.r.l. avrebbe dovuto premurarsi di produrre la copia della ricevuta di spedizione del plico stesso.

Nè, per concludere, è fondata la censura nella parte in cui si contesta la mancata concessione, da parte del Tribunale, di un termine per provvedere a detto deposito; l’eccezione di tardività, infatti, era stata proposta dalla parte resistente già in prima istanza, ed era stata fatta oggetto di motivo di impugnazione incidentale. Luciano Trasporti S.r.l., dunque, era stata ampiamente preavvisata dell’opportunità di controdedurre in merito a detta eccezione.

In definitiva, il ricorso va rigettato.

Nulla per le spese, in difetto di svolgimento, da parte intimata, di attività difensiva nel presente giudizio di legittimità.

Stante il tenore della pronuncia, va dato atto – ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater – della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo contributo unificato, pari a quello previsto per la proposizione dell’impugnazione, se dovuto.

PQM

la Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sesta sezione civile, il 17 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 marzo 2021

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