Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7017 del 17/03/2017


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Cassazione civile, sez. II, 17/03/2017, (ud. 05/12/2016, dep.17/03/2017),  n. 7017

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 21009-2012 proposto da:

C.V., (OMISSIS), M.S. (OMISSIS), elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA DI VILLA MASSIMO 33, presso lo studio

dell’avvocato MAURIZIO BENINCASA, che li rappresenta e difende

unitamente all’avvocato GUIDO GRIGNANI;

– ricorrenti –

contro

ITALFONDIARIO S.p.a., c.f. (OMISSIS), in persona di

B.B.A., quale società incorporante e subentrante in tutti i

rapporti giuridici ex art. 2504 bis c.c. della Società “CASTELLO

GESTIONE CREDITI S.r.l.” e della Società “INTESA SANPAOLO S.p.A.”

(già Banca Intesa S.p.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE

DI VILLA GRAZIOLI 15, presso lo studio dell’avvocato BENEDETTO

GARGANI, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

VINCENZO NEGRI;

ASSICURATORI dei LLOYD’S che hanno assunto il rischio derivante dalla

polizza n (OMISSIS), in persona del Procuratore Generale del

Rappresentante Generale in Italia, Avv. S.L.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE REGINA MARGNERITA, 270,

presso lo studio dell’avvocato ROBERTO MARIA BAGNARDI, che li

rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARCO FERRARO;

– controricorrenti –

e contro

B.A., FALLIMENTO (OMISSIS) S.p.A. in persona del Curatore

del fallimento;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1633/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 10/05/2012; udita la relazione della causa svolta

nella pubblica udienza del 05/12/2016 dal Consigliere Dott. ELISA

PICARONI;

udito l’Avvocato GUIDO GRIGNANI, difensore dei ricorrenti, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito l’Avvocato ROBERTO CATALANO, con delega dell’Avvocato BENEDETTO

GARGANI difensore della Soc. ITALFONDIARIO, che si è riportato alle

difese in atti;

udito l’Avvocato ROBERTO MARIA BAGNARDI, difensore degli Assicuratori

LLOYD’S, che ha chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MISTRI Corrado, che ha concluso per l’inammissibilità o, comunque,

per il rigetto del ricorso con la condanna alle spese.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – La Corte d’appello di Milano, con sentenza depositata il 10 maggio 2012, ha rigettato l’appello proposto da C.V. e M.S. avverso la sentenza del Tribunale di Lodi n. 30 del 2010 e nei confronti del notaio B.A., di Italfondiario s.p.a. (già Cariplo s.p.a.), del Fallimento (OMISSIS) s.p.a. e di Lloyd’s of London.

1.1. – Gli attori C. e M. dedussero di avere acquistato da (OMISSIS) spa dell’immobile sito in (OMISSIS), in forza di rogito del notaio B. in data (OMISSIS); di avere stipulato a tal fine un mutuo ipotecario di Lire 155 milioni con Unicredito Italiano, istituto al quale avevano ordinato, con apposita disposizione di bonifico bancario, di estinguere la quota del mutuo ipotecario a suo tempo stipulato da (OMISSIS) con Cariplo spa, che gravava sull’immobile identificato come lotto (OMISSIS), pari a Lire 108.360.153; di avere sottoposto la disposizione di bonifico al notaio B.; di avere rilevato, soltanto a distanza di anni, che la disposizione indicava erroneamente il lotto (OMISSIS) anzichè il lotto (OMISSIS), sicchè l’immobile risultava ancora gravato dall’ipoteca iscritta a favore di Cariplo; che per tale ragione non erano addivenuti alla promessa stipula del contratto definitivo di alienazione dell’immobile a terzi.

Su tali premesse era stata prospettata la responsabilità professionale del Notaio B. nonchè di (OMISSIS) spa, che non avrebbe adempiuto all’obbligo contrattualmente assunto di procedere alla cancellazione dell’ipoteca entro due mesi dal rogito di compravendita, e di Cariplo spa, che non avrebbe riscontrato l’errore in seguito alla ricezione del bonifico. Il Notaio B. aveva chiamato in garanzia il proprio assicuratore Lloyd’s of London.

1.2. – Il Tribunale aveva rigettato le domande.

2. – La Corte d’appello, previa declaratoria di improcedibilità della domanda proposta nei confronti del Fallimento (OMISSIS) spa, ha confermato la decisione di rigetto.

2.1. – La Corte territoriale ha rilevato la mancanza di prova della erroneità del’indicazione contenuta nel bonifico, giacchè nè il rogito del (OMISSIS) nè l’elenco allegato al frazionamento del mutuo (OMISSIS)-Cariplo riportavano il riferimento numerico che gli appellanti assumevano esatto.

2.2. – Non risultava provata neppure la mancata estinzione della frazione del mutuo ipotecario gravante sull’immobile oggetto di acquisto da parte dei sigg. C.- M., considerato che nel corso degli anni nè Cariplo spa, nè la cessionaria Banca Intesa San Paolo spa, nè Italfondiario spa – procuratore di Cariplo, avevano richiesto ai sigg. C.- M. di estinguere la quota del mutuo (OMISSIS) che insisteva sull’immobile da essi acquistato, e ciò dimostrava che il bonifico era andato a buon fine, e che Unicredito, istituto che aveva finanziato l’acquisto, aveva potuto iscrivere ipoteca di primo grado sull’immobile.

3. – Per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso C.V. e M.S., sulla base di un motivo. Resistono con autonomi atti di controricorso Italfondiario spa e Lloyd’s of London. Sono rimasti intimati B.A. e il Fallimento (OMISSIS) spa.

I ricorrenti hanno depositato memoria in prossimità dell’udienza.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Il ricorso è infondato.

1.1. – Con l’unico motivo di ricorso è denunciato vizio di motivazione, che si assume omessa, insufficiente o, comunque, contraddittoria su fatti controversi e decisivi e si contesta che la Corte d’appello, in contrasto con la documentazione prodotta e con le stesse difese delle parti appellate, aveva ritenuto che fosse avvenuta l’estinzione della quota di mutuo riguardante l’immobile acquistato dai ricorrenti, e, simmetricamente, che fosse stata iscritta ipoteca di primo grado su tale lotto da parte dell’Istituto di credito che aveva finanziato i ricorrenti. Entrambi i fatti, invece, non si erano verificati. Ulteriormente, i ricorrenti contestano la ritenuta carenza di prova dell’erronea indicazione della quota parte di mutuo oggetto di estinzione, che, a partire dall’ordine di bonifico, avrebbe inficiato l’intera operazione di estinzione del mutuo stesso. Sono svolte infine argomentazioni a sostegno della responsabilità del notaio B., di Cariplo spa e della società venditrice.

2. – Le plurime doglianze veicolate con l’unico motivo risultano inammissibili per difetto di autosufficienza.

2.1. – Nel giudizio di legittimità è precluso l’esame diretto degli atti, salvo nel caso di denuncia di error in procedendo ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, e la parte che invoca la cassazione della sentenza per violazione di legge o per vizio di motivazione ha l’onere di trascrivere – quanto meno nelle parti essenziali – il contenuto dei documenti sui quali assume essere incorso in errore il giudice di merito, al fine di consentire la verifica della sussistenza dell’errore ovvero di apprezzare il denunciato deficit motivazionale (giurisprudenza costante, ex plurimis, Cass., sez. L, sent. n. 25728 del 2013; Cass., sez. 3, sent. n. 14973 del 2006).

2.2. – Nel caso di specie, nel quale è dedotto vizio di motivazione, il ricorso non contiene i documenti necessari al controllo della motivazione espressa dalla Corte d’appello, in particolare il frazionamento del mutuo e l’ordine di bonifico impartito dai ricorrenti all’Istituto che aveva finanziato l’acquisto dell’immobile. A ciò consegue che l’accertamento svolto dalla Corte d’appello, intrinsecamente congruo ed esaustivo, non è sindacabile nella prospettiva indicata dai ricorrenti.

3. – Il ricorso è rigettato e le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di cassazione che liquida, per ciascuna parte controricorrente, in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte suprema di Cassazione, il 5 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 17 marzo 2017

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