Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6940 del 17/03/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 17/03/2017, (ud. 27/02/2017, dep.17/03/2017),  n. 6940

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 17276/2012 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata ex lege in Roma, Via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

SANTOCONO AUTO Srl;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Sicilia – sez. staccata di Catania n. 184/31/11, depositata il 19

maggio 2011.

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 27 febbraio 2017

dal Cons.Dott. Giuseppe Fuochi Tinarelli;

udito l’Avv. Gianna Galluzzo che si riporta al ricorso;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’accoglimento

del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza n. 184 del 2011, la CTR della Sicilia, in parziale riforma della decisione della CTP di Ragusa sull’appello del contribuente, riduceva l’importo del reddito accertato, e delle corrispondenti sanzioni, per l’anno 1999, pari a Lire 1.113.784.000, della somma di Lire 846.520.000, corrispondente alla voce delle rimanenze finali.

Ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate con un motivo. La contribuente è rimasta intimata.

Il collegio delibera l’utilizzazione di motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con un unico motivo l’Agenzia delle entrate denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia per aver considerato le rimanenze finali nei ricavi e, al contempo, per averle sottratte nonostante fossero già state scomputate a titolo di costi.

1.1. Il ricorso è fondato.

La CTR, infatti, dopo aver ritenuto che “i ricavi.. debbano rícomprendere anche le eventuali rimanenze finali” ha provveduto ad eliminare la relativa voce dall’avviso di accertamento, ma, così facendo, ha, contraddittoriamente, omesso di valutare che tale operazione era già stata compiuta poichè – come risulta dall’avviso di accertamento riprodotto – lo stesso importo, individuato quale “costi di esercizio riconosciuti anno 1999”, era già stato integralmente detratto.

L’accertamento (negativo) del valore delle rimanenze è quindi fondato su di un ragionamento illogico.

2. Il ricorso, pertanto, va accolto con cassazione della sentenza con rinvio, anche per le spese di questo grado, alla CTR competente in diversa composizione perchè provveda all’ulteriore giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 27 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 marzo 2017

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