Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6775 del 20/03/2010

Cassazione civile sez. III, 20/03/2010, (ud. 16/04/2009, dep. 20/03/2010), n.6775

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VIGNA MURATA

1, presso lo studio dell’avvocato CORRADO CARRUBA, rappresentato e

difeso dall’avvocato GEUSA ORESTE, giusta procura speciale alle liti

a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

DUOMO UNI ONE ASSICURAZIONI SPA (quale società derivante dalla

fusione per incorporazione di Uni One Assicurazioni spA nella

società Il Duomo assicurazioni e Riassicurazioni SpA) in persona del

suo procuratore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MARCO ATTILIO

14, presso lo studio dell’avvocato MATTICOLI MARIO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato PERLANGELI MASSIMO,

giusta procura speciale in calce alla copia notificata del ricorso;

– controricorrente –

e contro

A.F.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 146/2007 del Tribunale di LECCE – Sezione

Distaccata di NARDO’ del 22.9.07, depositata il 25/09/2007;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/04/2009 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELLA LANZILLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato Corrado Carruba (per delega avv.

Oreste Geusa) che si riporta agli scritti.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. CARLO DESTRO che si riporta

alla relazione scritta.

La Corte:

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

– Il giorno 18.2.2009 è stata depositata in cancelleria la seguente relazione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

“1.- C.C. ha convenuto davanti al Giudice di pace di Nardo A.F. e la s.p.a. Uni One Ass.ni, chiedendo il risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale avvenuto in Nardo il 3.4.2002, allorchè la sua automobile è stata tamponata da quella di proprietà dell’ A. e da lui condotta.

Con sentenza n. 445/05 il GdP ha condannato solidalmente i convenuti a pagare all’attore la somma di Euro 4.674,99 in risarcimento dei danni, oltre interessi legali e spese processuali.

Il C. ha proposto appello, lamentando la mancata liquidazione del danno morale e delle spese di CTU; il fatto che le spese mediche erano state ridotte e che non gli era stata concessa la rivalutazione monetaria. All’appello ha resistito Uni One, mentre l’ A. è rimasto contumace.

Con sentenza 22-25 settembre 2007 n. 146 il Tribunale di Lecce, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato i convenuti a pagare, in aggiunta alla somma già liquidata, Euro 250,00 in riparazione dei danni morali; ha concesso la rivalutazione monetaria delle somme liquidate in risarcimento dei danni ed ha posto a carico solidale di tutte le parti le spese di CTU, compensando fra le parti le spese dell’intero giudizio.

Con atto notificato il 22-23 luglio 2008 il C. propone tre motivi di ricorso per Cassazione.

Resiste con controricorso Uni One Ass.ni.

L’ A. non ha depositato difese.

2.- Con il primo motivo il ricorrente deduce l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su Euro 800,00 di spese mediche liquidate al Dott. V.A., che il Tribunale ha ritenuto essere spese di consulenza di parte, laddove si trattava di spese relative a cure mediche, che il CTU aveva ritenuto congrue.

Lamenta poi che il Tribunale abbia liquidato i danni morali senza attenersi alle tabelle secondo cui detti danni vanno commisurati ad una frazione di quanto liquidato a titolo di danno biologico.

2.1. Le censure sono manifestamente infondate.

La prima censura è inammissibile per difetto di autosufficienza, in quanto si fonda su dati di fatto e su risultanze documentali che il giudice di appello avrebbe disatteso o male interpretato, senza in alcun modo riportarne nel ricorso il contenuto e senza indicare gli atti tramite i quali le suddette censure sarebbero state sottoposte al giudice di appello.

La seconda censura è inammissibile, in quanto il Tribunale ha proceduto alla liquidazione dei danni morali in via equitativa, con valutazione non censurabile in sede di legittimità se non sotto il profilo del difetto di motivazione, che nella specie non viene in alcun modo illustrato. Nè vi è alcun obbligo del giudice di merito di attenersi alle tabelle elaborate sulla base della prassi dei tribunali.

3. – Con il secondo motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 91 cod. proc. civ., per avere il Tribunale posto a carico solidale delle parti le spese di CTU, sebbene i convenuti siano risultati soccombenti.

3.1.- Il motivo è inammissibile, non essendo consentito in sede di legittimità il riesame della pronuncia relativa alle spese processuali, se non nel caso in cui sia stata condannata al pagamento la parte vittoriosa (cfr. da ultimo Cass. civ. Sez. 3^ 11 gennaio 2008 n. 406).

Nella specie la sentenza impugnata ha integralmente compensato le spese, fra le quali vanno incluse quelle di CTU, quanto meno nei casi in cui siano state rese necessarie dal comportamento processuale della parte. Il Tribunale ha per l’appunto rilevato che le indagini tecniche si sono rese necessarie a causa del carattere eccessivo delle pretese dell’attore.

4. – Con il terzo motivo il ricorrente lamenta che il giudice di appello abbia compensato anche le spese del giudizio di primo grado, sebbene la sentenza del GdP non fosse stata appellata sul punto.

4.1.- Il motivo è manifestamente fondato.

La modificazione della pronuncia sulle spese nonostante la mancata, esplicita impugnazione può ritenersi provvedimento consequenziale all’impugnazione stessa, ai sensi dell’art. 336 cod. proc. civ., come rileva la controricorrente, quando vi sia logico collegamento fra premessa e conseguenza.

Nella specie, la domanda non può ritenersi implicita nell’appello proposto dal C., che ha chiesto l’aumento delle somme liquidate in suo favore dal GdP; non certo la riduzione, neppure in punto spese. Nè la modifica può farsi derivare dalla sentenza di appello, che ha riformato la sentenza di primo grado solo in senso favorevole allo stesso appellante.

5.- Il ricorso può essere avviato alla trattazione in camera di consiglio, per il rigetto del primo e del secondo motivo e per l’accoglimento del terzo”. -La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti.

– Il pubblico ministero non ha presentato conclusioni scritte.

– Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

– Il collegio, all’esito dell’esame del ricorso, ha condiviso la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione.

– Il primo e il secondo motivo di ricorso debbono essere rigettati, mentre va accolto il terzo motivo. La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 cod. proc. civ., comma 2. – Gli intimati debbono essere condannati, in via solidale, al pagamento delle spese del giudizio di primo grado, a conferma di quanto già disposto dal GdP; alle spese del giudizio di appello, essendo stata riformata la sentenza emessa in quella sede, ed alle spese del presente giudizio, tutte liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta i primi due motivi di ricorso e accoglie il terzo motivo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, condanna la s.p.a. Uni One Assicurazioni e A.F., in via fra loro solidale, a rimborsare al ricorrente le spese dell’intero giudizio, liquidandole in complessivi Euro 2.500,00 (di cui Euro 1.100,00 per onorari) per il giudizio di primo grado; in complessivi Euro 2.500,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi, Euro 1.000,00 per diritti ed Euro 1.300,00 per onorari) per il giudizio di appello; ed in complessivi Euro 900,00, di cui Euro 100,00 per esborsi ed Euro 800,0 0 per onorari, per il giudizio di cassazione. Agli importi di cui sopra vanno aggiunti il rimborso delle spese generali e gli accessori previdenziali e fiscali, a termini di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 16 aprile 2009.

Depositato in Cancelleria il 20 marzo 2010

 

 

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