Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6747 del 24/03/2011

Cassazione civile sez. III, 24/03/2011, (ud. 17/02/2011, dep. 24/03/2011), n.6747

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIFONE Francesco – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

COMPAGNIA SVILUPPI INDUSTRIALI ED IMMOBILIARI SPA (OMISSIS),

(gia’ NOVA IMMOBILIARE S.r.l.), in persona dell’Amministratore

Delegato e legale rappresentante Dott. F.F., elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DI DONNA OLIMPIA 134, presso lo studio

dell’avvocato IZZO NUNZIO, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato SENTIMENTI SERGIO giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

SIMEST – Societa’ ITALIANA per le IMPRESE all’ESTERO SPA

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore e

Amministratore Delegato Ing. D.M., elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CICERONE 60, presso lo studio dell’avvocato

CIUFFA PAOLO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

FRATICELLI FRANCESCA giusta delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

LEASINT SPA (OMISSIS), TELEMACO IMMOBILIARE SRL (OMISSIS);

– intimati –

Nonche’ da:

CREDIT AGRICOLE LEASING ITALIA S.R.L., in sigla CALIT S.R.L. (gia’

LEASINT SPA) (OMISSIS), in persona del Direttore Generale dott.

B.A. elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COSSERIA

5, presso lo studio dell’avvocato ROMANELLI GUIDO FRANCESCO, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato BOTTAZZI LEONARDO

giusta delega a margine del controricorso e ricorso incidentale;

– ricorrente incidentale –

e contro

COMPAGNIA SVILUPPI INDUSTRIALI ED IMMOBILIARI SPA (OMISSIS),

SIMEST ITALIANA IMPRESE ESTERO SPA (OMISSIS), TELEMACO

IMMOBILIARE SRL (OMISSIS);

– intimati –

e sul ricorso n. 2783 del 2009 proposto da:

TELEMACO IMMOBILIARE SRL (OMISSIS), in persona del Consigliere di

Amministrazione con poteri di rappresentanza Dott. L.V.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FONTANELLA BORGHESE 60, presso

lo studio dell’avvocato FIORENZA RESTA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato ROTILI CARLO ALFREDO giusta delega a margine

del ricorso;

– ricorrente –

contro

SIMEST – Societa’ ITALIANA per le IMPRESE all’ESTERO SPA

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore e

Amministratore Delegato Ing. D.M., elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CICERONE,60, presso lo studio dell’avvocato

CIUFFA PAOLO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

FRATICELLI FRANCESCA giusta delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

LEASINT SPA (OMISSIS), COMPAGNIA SVILUPPI INDUSTRIALI IMMOBILIARI

SPA (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 532/2008 della CORTE D’APPELLO di ROMA, emessa

l’8/02/2008, depositata il 11/03/2008; R.G.N. 4152/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/02/2011 dal Consigliere Dott. ANGELO SPIRITO;

uditi gli Avvocati NUNZIO IZZO E SERGIO SENTIMENTI;

udito l’Avvocato FRANCESCA FRATICELLI;

udito l’Avvocato LUDOVICA FRANZAIN (per delega Avvocato GUIDO

FRANCESCO ROMANELLI);

udito l’Avvocato CARLO ALFREDO ROTILI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LETTIERI Nicola, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La soc. SIMEST agi’ contro la Telemaco Immobiliare srl, la Intesa Leasing spa (poi Leasint) e la Nova Immobiliare srl (poi Compagnia Sviluppi Industriali ed Immobiliari) per riscattare l’immobile condotto in locazione, venduto dalla prima delle societa’ convenute alla seconda, la quale ultima l’aveva concesso in leasing alla terza convenuta.

Il primo giudice ha dichiarato estinto il giudizio, in quanto l’attrice lo aveva intempestivamente riassunto dopo l’interruzione disposta dal giudice stesso a seguito della dichiarazione della fusione per incorporazione della convenuta societa’ Telemaco.

La Corte d’appello di Roma ha riformato la prima sentenza, adeguandosi al principio espresso da Cass. SU n. 2637/06, secondo la quale, nel nuovo diritto societario, la fusione tra societa’ per incorporazione non determina l’estinzione della societa’ incorporata e non crea un nuovo soggetto di diritto nell’ipotesi di fusione paritaria, dovendosi, dunque, escludere la perdita di capacita’ processuale e l’interruzione del processo. Ha, dunque, rinviato la causa al primo giudice, ai sensi dell’art. 354 c.p.c. Propongono ricorso per cassazione la Compagnia Sviluppi Industriali ed Immobiliari spa (RG 29579/08 – tre motivi) e la Telemaco Immobiliare srl (RG 2783/09 – quattro motivi).

Rispondono con distinti controricorsi la SIMEST spa e la CALIT srl (gia’ Leasint spa).

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi devono essere riuniti, ai sensi dell’art. 335 c.p.c., essendo proposti contro la medesima sentenza.

Le ricorrenti sostengono che il principio al quale s’e’ adeguata la Corte d’appello vale per le fusioni per incorporazione verificatesi successivamente all’entrata in vigore dell’art. 2504 bis c.c. (come modificato dal D.Lgs. n. 6 del 2003 a decorrere dal 1 gennaio 2004), ma non per quella in trattazione che s’e’ verificata attraverso deliberazioni assembleari del 16 ottobre 2003 e rogito notarile del 22 dicembre 2003. Pertanto, sostengono le ricorrenti, nel regime anteriore alla novella correttamente era stata dichiarata l’interruzione e la tardiva riassunzione ha comportato l’estinzione del giudizio.

I ricorsi sono fondati.

Recentemente Cass. SU n. 19509/10 ha spiegato che la fusione per incorporazione, che si sia verificata prima dell’entrata in vigore del novellato art. 2504 bis cod. civ., determina l’estinzione della societa’ incorporata, non avendo la nuova disciplina normativa della fusione, introdotta del D.Lgs. n. 6 del 2003, carattere interpretativo ed efficacia retroattiva, ma esclusivamente innovativo.

Nella specie, e’ incontroverso che la fusione societaria s’e’ verificata prima dell’entrata in vigore della novella, con conseguente estinzione della societa’ incorporata. Ne’ rileva (come osservano le controricorrenti) che la notificazione dell’evento sia avvenuta nel febbraio 2004, ossia quando era ormai entrata in vigore la nuova disposizione; infatti, tale atto ha la funzione di completare la vicenda processuale e produrre l’effetto interruttivo, ma non e’ in grado di traslare la vicenda sostanziale sotto il vigore del nuovo regime, cosi’ da rendere applicabile quest’ultimo.

In conclusione, deve essere enunciato il principio in ragione del quale la fusione per incorporazione, che si sia verificata prima dell’entrata in vigore del novellato art. 2504 bis cod. civ., determina l’estinzione della societa’ incorporata (non avendo la nuova disciplina normativa della fusione, introdotta del D.Lgs. n. 6 del 2003, carattere interpretativo ed efficacia retroattiva, ma esclusivamente innovativo), restando irrilevante che la dichiarazione o la notificazione di siffatto evento interruttivo sia avvenuta, nel processo, successivamente all’entrata in vigore della nuova disposizione normativa.

Deriva, dunque, che correttamente in primo grado era stata disposta l’interruzione del processo per il venir meno dell’esistenza della societa’ Telemaco, cosi’ come altrettanto correttamente e’ stata dichiarata l’estinzione del giudizio a causa dell’intempestiva riassunzione (circostanza, quest’ultima, incontroversa tra le parti).

La sentenza d’appello deve essere, dunque, cassata senza rinvio. La complessita’ della questione ed il progressivo formarsi della giurisprudenza sul punto consigliano l’intera compensazione tra tutte le parti delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

LA CORTE riuniti i ricorsi, li accoglie, cassa senza rinvio la sentenza impugnata e compensa interamente tra tutte le parti le spese dell’intero giudizio.

Cosi’ deciso in Roma, il 17 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 24 marzo 2011

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