Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6737 del 10/03/2021

Cassazione civile sez. I, 10/03/2021, (ud. 17/11/2020, dep. 10/03/2021), n.6737

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Presidente –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – rel. Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11589/2019 proposto da:

D.O., elettivamente domiciliato in Lucca, presso lo studio

dell’avv. Giovanni Biagi, che lo rappresenta e difende per mandato

in atti;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2268/2018 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 04/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/11/2020 da Dott. RUSSO RITA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1.- Il ricorrente, cittadino marocchino, deduce di avere soggiornato e lavorato in Libia dal 2008 e che da questo paese è stato costretto a fuggire a causa della guerra. Ritiene a lui applicabile la protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c) in quanto il suo paese di origine deve ritenersi la (OMISSIS), in ragione del lungo soggiorno, ed è ingiusta la non estensione delle norme regolamentari previste per la c.d. emergenza nordafrica anche al suo caso. La richiesta è stata respinta dalla Commissione territoriale e il suo ricorso è stato rigettato sia dal Tribunale che dalla Corte d’appello di Firenze, ritenendo irrilevante la provenienza della (OMISSIS), anche ai fini della protezione umanitaria.

2.- Il richiedente propone ricorso per cassazione affidandosi a due motivi. Non ha spiegato difese il Ministero.

Diritto

RITENUTO

CHE:

3.- Con il primo motivo del ricorso la parte lamenta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 nonchè degli artt. 2 e 10 Cost..

Deduce che la sua effettiva provenienza della (OMISSIS) e non dal (OMISSIS) avrebbe dovuto rilevare ai fini della protezione sussidiaria di cui all’art. 14, lett. c) perchè la (OMISSIS) è interessata da un conflitto; in ogni caso deduce che a lui avrebbero dovuto riconoscersi la protezione umanitaria, così come è stata riconosciuta per tutti coloro che provenivano dai territori nordafricani fino al 31/12/2012 (decreti per la c.d. primavera araba o emergenza nordafrica); in particolare lamenta che ove tornasse in (OMISSIS) si troverebbe senza lavoro e verrebbero negate le libertà democratiche di cui egli gode in Italia, mentre in Italia con il suo lavoro egli riesce a mantenere i familiari rimasti in (OMISSIS), paese dal quale ormai è sradicato.

3.1.- Con il secondo motivo lamenta l’omessa e insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio e cioè che non è stato considerato l’inserimento sociale e lavorativo in Italia.

3.2- Il primo motivo è infondato.

Non sussiste infatti la denunciata violazione delle norme invocate, perchè l’indagine del rischio persecutorio o del danno grave in caso di rimpatrio va effettuata con riferimento al paese di origine, ove il soggetto verrebbe rimpatriato, e non con riferimento al paese di transito o anche di soggiorno di lungo periodo; ci si può riferire al paese di dimora abituale solo ove si tratti di un apolide o esistano accordi umanitari o bilaterali di ammissione, o altra intesa, che prevedano il ritorno del richiedente in tale Paese (Cass. n. 2301/2010). Peraltro il ricorrente confonde e sovrappone la protezione sussidiaria con la protezione umanitaria temporanea riconosciuta per decreto governativo a coloro che provenivano dalla (OMISSIS) durante la c.d. emergenza nordafrica, che comunque aveva limiti temporali ben definiti; si è trattato infatti della regolamentazione straordinaria di uno stato di emergenza, scaduto il 31 dicembre 2012 e che successivamente ha comportato il rimpatrio assistito o l’espulsione dei beneficiari, tranne nei casi di conversione di detto permesso temporaneo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio o familiari (si veda il D.P.C.M. 28 febbraio 2013). Si tratta quindi di una misura che non è invocabile fuori dai rigidi presupposti temporali dell’emergenza.

3.3- Anche il secondo motivo del ricorso è infondato.

Permesso che nel caso di specie la misura di protezione è stata negata sia in primo che in secondo grado e che la parte, al fine di far valore il preteso omesso esame di fatto decisivo non riporta le motivazioni della sentenza di primo grado, dall’esame della sentenza impugnata risulta che la Corte d’appello di Firenze ha valutato in senso negativo il dedotto inserimento socio lavorativo, spiegandone le ragioni: si osserva che il richiedente risulta essere stato arrestato in flagranza per rapina nel (OMISSIS) in Italia ed espulso D.Lgs. n. 286 del 1998, ex art. 13 e anche condannato per tale reato; inoltre è stato assunto a tempo indeterminato nel febbraio 2017, ma licenziato il 30.9.17 come emerge dalla busta paga di quel mese, in cui si legge g che a tale data è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro. Si tratta di una valutazione in fatto sull’assenza dei presupposti per la misura di protezione, di cui non si può sollecitare la revisione in questa sede.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Nulla sulle spese in difetto di costituzione della parte intimata.

PQM

Rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 17 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 10 marzo 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA