Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6707 del 15/03/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 15/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.15/03/2017),  n. 6707

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana M. T. – rel. Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16287-2013 proposto da:

A.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CIPRO 46,

presso lo studio dell’avvocato VINCENZO NOSCHESE, rappresentato e

difeso dall’avvocato MARILENA MARTUSCELLI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 376/2012 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di

SALERNO, depositata il 05/12/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/02/2017 dal Consigliere Dott. ZOSO LIANA MARIA TERESA;

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. L’agenzia delle entrate, in data 21 settembre 2010, notificava ad A.A. istanza per l’adozione di misure cautelari, ai sensi del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 22, con la quale chiedeva l’autorizzazione ad iscrivere ipoteca su immobili del contribuente fino alla concorrenza del debito esposto in avvisi di accertamento a lui già notificati.

La CTP di Salerno accoglieva la richiesta autorizzando l’iscrizione ipotecaria con sentenza che era confermata dalla CTR della Campania, sezione staccata di Salerno.

2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione A.A. affidato a tre motivi illustrati con memoria. L’agenzia delle entrate si è costituita in giudizio con controricorso.

3. Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione di legge e nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per non aver la CTR esaminato i motivi di appello afferenti la mancanza di motivazione della richiesta di autorizzazione all’iscrizione ipotecaria, la mancanza dei presupposti per la concessione della misura cautelare, la omessa notifica della cartella di pagamento e l’erroneità della richiesta formulata in unica istanza benchè essa facesse seguito a più avvisi di accertamento.

4. Con il secondo motivo deduce nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per l’omessa pronuncia sulla mancanza dei presupposti per la concessione della misura cautelare.

5. Con il terzo motivo deduce violazione di legge e nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 e 4, per non aver la CTR pronunciato in ordine all’inammissibilità della richiesta di autorizzazione all’iscrizione di ipoteca notificato al contribuente in data 16.7.2010 in mancanza di preventiva notifica della cartella di pagamento.

6. Con il controricorso l’agenzia delle entrate ha dichiarato di aver notificato al contribuente in data 16.7.2010 gli “avvisi di accertamento per cancellazione dal 13.5.2011 della misura cautelare sui beni del sig. A.”.

7. Osserva la Corte che la dichiarazione resa dall’agenzia delle entrate con il controricorso, pur prescindendo dalla effettiva sussistenza della notifica degli avvisi di accertamento per cancellazione della misura cautelare con effetto dal 13.5.2011, costituisce una dichiarazione di sostanziale adesione al ricorso proposto da cui consegue la cessazione della materia del contendere.

Le spese processuali di questo grado di giudizio, liquidate come da dispositivo, vengono poste a carico dell’agenzia delle entrate.

PQM

La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere. Condanna l’agenzia delle entrate a rifondere al contribuente le spese processuali che liquida in Euro 5.000,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15% ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 21 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 15 marzo 2017

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