Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 669 del 12/01/2017

Cassazione civile, sez. VI, 12/01/2017, (ud. 21/11/2016, dep.12/01/2017),  n. 669

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20434-2014 proposto da:

(OMISSIS) S.R.L. (ora S.p.A) IN FALLIMENTO, LE (OMISSIS), in persona

dell’Amministratore Unico e Legale Rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, V. PAOLO EMILIO 34, presso lo

studio dell’avvocato MARCHIA DI NINNO, rappresentato e difeso

unitamente e disgiuntamente dagli avvocati ALFONSO TORDO CAPRIOLI e

LUCIANO ANTONINI giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

EUROISET ITALIA S.R.L., P.I. (OMISSIS), in persona

dell’Amministratore Delegato elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

TIRSO 26, presso lo studio dell’avvocato METRO BORIA, che la

rappresenta e difende in forza di mandato in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L., P.I. (OMISSIS), in persona del Curatore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G.P. DA PALESTRINA 19, presso

lo studio dell’avvocato MASSIMO PAGLIARI che lo rappresenta e

difende giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

FALLIMENTO (OMISSIS) S.N.C., P.I. (OMISSIS), in persona del Curatore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G.P. DA PALESTRINA 19, presso

lo studio dell’avvocato MASSIMO PAGLIARI, che lo rappresenta e

difende giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

GOLD IMMOBILIARE DI ANGELO RIZZO S.A.S.;

– intimata –

avverso l’ordinanza n. 28402/14 del TRIBUNALE di ROMA, emessa il

04/06/2014 e depositata il 05/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO;

udito l’Avvocato Massimo Pagliari, per il Fallimento (OMISSIS) s.r.l.

e per il Fallimento (OMISSIS) s.n.c., che si riporta agli scritti.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. – (OMISSIS) s.r.l., società fallita, impugna con ricorso per cassazione, affidato a due motivi, il provvedimento del Tribunale di Roma del 5.6.2014, che ha respinto il reclamo da essa proposto avverso i decreti del giudice delegato al fallimento della (OMISSIS) s.r.l., che rigettarono le istanze di sospensione della vendita del compendio mobiliare costituito da quote societarie e ordinarono il trasferimento delle stesse in favore dell’aggiudicataria Euroiset Italia s.r.l..

Euroiset Italia s.r.l., Fallimento (OMISSIS) s.r.l. e Fallimento (OMISSIS) s.n.c. hanno depositato controricorso, mentre non ha spiegato difese Gold Immobiliare Di Angelo Rizzo s.a.s.

Comunicata alle parti la relazione del consigliere designato, ex art. 380-bis c.p.c., la ricorrente ha depositato memoria.

2. – Con il primo motivo la ricorrente deduce la violazione della L. Fall., art. 108, per non avere il tribunale ritenuto ingiusto il prezzo posto a base dell’aggiudicazione.

Con il secondo motivo lamenta la violazione della L. Fall., art. 107, poichè il decreto di trasferimento adottato dal giudice delegato ha avuto per oggetto le quote sociali appartenenti ad una società fiduciaria della fallita, alla quale il compendio mobiliare doveva essere trasferito prima di essere ceduto al terzo acquirente.

3. – Il primo motivo è manifestamente infondato.

Com’è noto, in tema di liquidazione dell’attivo fallimentare, al giudice delegato è attribuito, ai sensi della L. Fall., art. 108 – anche nel testo novellato dal D.Lgs. n. 5 del 2006 ratione temporis applicabile il potere discrezionale di disporre la sospensione della vendita pure ad aggiudicazione avvenuta, qualora sussista una notevole sproporzione tra il prezzo offerto e quello giusto, senza che peraltro la legge indichi un rigoroso criterio quantitativo cui correlare la conseguente determinazione, affidata al prudente apprezzamento del giudice (Cass. 22 gennaio 2009, n. 1610).

Nella vicenda all’esame, dunque, nessuna violazione della L. Fall., art. 108 è riscontrabile, avendo il giudice di merito ritenuto, con motivazione congrua e del tutto coerente come tale insuscettibile di censura in questa sede di legittimità, che all’esito dei reiterati incanti andati deserti, il giusto prezzo fosse quello esattamente offerto dalla società aggiudicataria, anche tenendo conto della pendenza di un giudizio civile avente per oggetto esattamente la rivendica dei beni posti all’incanto.

4. – Il secondo motivo è inammissibile.

La ricorrente, invero, in seno al ricorso ha dedotto senz’altro una violazione della L. Fall., art. 107 a seguito dell’adozione del “decreto di trasferimento” da parte del giudice delegato, senza muovere specifiche doglianze avverso il provvedimento reso dal collegio in sede di reclamo, che pure ha esattamente motivato sulle ragioni che hanno indotto a ritenere legittimo il detto provvedimento, nella parte in cui ha ingiunto alla società fiduciaria di procedere alla cessione della partecipazione sociale detenuta, restando in definitiva il vaglio del motivo in esame privo di qualsivoglia interesse.

Nè possono trovare esame le censure formulate, per la prima volta, nella memoria ex art. 378 c.p.c. depositata dalla ricorrente, la cui funzione è quella di illustrare e chiarire le ragioni giustificatrici dei motivi già debitamente enunciati nel ricorso e non già di integrare quelli originariamente inammissibili (Cass. 25 febbraio 2015, n. 3780).

5. – Le spese seguono la soccombenza. Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è respinto sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che ha aggiunto il comma 1-quater al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

La Corte respinge il ricorso.

Condanna la ricorrente alla rifusione delle spese sostenute dal controricorrente, liquidate per ciascuna delle controricorrenti costituite in Euro 5.100,00, in essi compresi Euro 5.000,00 per compensi professionali, oltre accessori.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 21 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 gennaio 2017

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