Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6681 del 15/03/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 15/03/2017, (ud. 09/01/2017, dep.15/03/2017),  n. 6681

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. CAIAZZO Luigi – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 12818/2012 R.G. proposto da:

Nesite s.r.l. in liquidazione, rappresentata e difesa dagli avv.

Stefano Coen e Davide Bruda, con domicilio eletto in Roma, piazza di

Priscilla 4;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso 12, l’Avvocatura

Generale dello Stato, che la rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

Equitalia Polis S.p.A.

– intimata –

Avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto

depositata il 5 aprile 2011.

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 9 gennaio 2017

dal Consigliere Giuseppe Tedesco;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

generale DEL CORE Sergio, che ha concluso chiedendo il rigetto del

ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Nesite s.r.l. in liquidazione ha proposto ricorso contro cartella di pagamento emessa, a seguito di controllo automatico della dichiarazione, per omesso versamento Iva per l’anno di imposta 2004, con applicazione delle sanzioni nella misura del 30% dell’imposta.

A sostegno del ricorso dedusse che, appena ricevuta la notificazione della cartella, si rivolse all’Agenzia delle Entrate e, lamentando l’omessa ricezione dell’avviso di irregolarità, chiese che le fosse accordata la possibilità di pagare ratealmente il debito e che la sanzione fosse applicata nella misura dl 10%; che a tale istanza l’Agenzia replicò che, per poter usufruire della riduzione delle sanzioni, la contribuente avrebbe dovuto pagare il debito per intero nel termine di trenta giorni

Il ricorso fu rigettato dalla Commissione tributaria provinciale di Padova e contro la sentenza la contribuente propose appello, sostenendo che il diritto del contribuente di beneficiare della riduzione delle sanzioni non implicava il pagamento in unica soluzione del debito come invece aveva preteso l’Agenzia delle Entrate, ma esso doveva riconoscersi anche nel contesto di un pagamento rateale, così come consentito per il caso di comunicazione di avviso di irregolarità.

La Commissione tributaria regionale disattese tale tesi difensiva sulla base del rilievo che la situazione che si determina dopo la iscrizione a ruolo non poteva assimilarsi a quella che si instaura a seguito della comunicazione di un avviso di irregolarità, posta la diversità ontologica fra avviso bonario e cartella esattoriale.

Contro la sentenza la contribuente ha proposto ricorso per cassazione, che affida a un unico motivo.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con unico motivo di ricorso la contribuente deduce, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 54 bis e 60 nonchè del D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 3 bis come modificato dalla L. n. 244 del 2007, art. 1, comma 1.

Si discute nella specie di iscrizione a ruolo avvenuto a seguito di controllo automatico della dichiarazione presentata dalla contribuente.

L’iscrizione a ruolo e l’emissione della cartella non furono preceduti dalla comunicazione del’avviso di irregolarità, che in questo caso, trattandosi di controllo cartolare, non è infatti dovuta. La ricorrente non intende contestare la validità del principio, nè in linea teorica, nè con riferimento al controllo eseguito nei propri confronti. Ha inteso limitatamente sostenere che la mancata comunicazione non poteva impedire che le fosse consentito di usufruire delle medesime agevolazioni previste in quei casi in cui la comunicazione sia invece obbligatoria: e cioè la possibilità di rateizzare il carico iscritto già l’agenzia dell’entrate senza pregiudizio della riduzione delle sanzioni.

Il motivo è infondato. Questa Corte ha avuto modo di chiarire che la facoltà di estinguere la pretesa fiscale e di beneficiare della riduzione della sanzione è accordata pure al contribuente che abbia ricevuto la notifica della cartella non preceduta dall’invio della comunicazione, sul presupposto, però, che quella comunicazione fosse obbligatoria (Cass. 2016/13759), laddove nel caso in esame tale condizione manca. Ciò posto, ai fini dello scrutinio di fondatezza del motivo, non occorre chiedersi se il beneficio della riduzione delle sanzioni sia accessibile pure se la comunicazione preventiva sia legittimamente mancata, perchè è fatto pacifico che la medesima opportunità, di pagare cioè solo un terzo della sanzione, è stata accordata alla contribuente pure nel caso in esame. Secondo la ricorrente, però, l’Amministrazione Finanziaria aveva illegittimamente condizionato il beneficio al pagamento dell’intero carico fiscale, nonostante vi fosse espressa richiesta di estinzione rateale. Ma al riguardo è immune da censure la conclusione della commissione tributaria regionale: una volta chiarito che la diretta iscrizione a ruolo fu legittimamente eseguita, la fattispecie si colloca fuori dall’ambito di applicazione della norma, che accorda al contribuente il diritto di rateazione in seguito a comunicazione dell’avviso di irregolarità; del resto la ricorrente non nega che la norma sia riferita a tale diversa fattispecie, ma sostiene che la situazione del contribuente destinatario di una cartella sia assimilabile, a questi effetti, a quella del contribuente che ha ricevuto (o avrebbe dovuto ricevere) un avviso di irregolarità: poichè la legge consente a chi abbia ricevuto l’avviso di usufruire della riduzione delle sanzioni senza pagare in un’unica soluzione, ma anche mediante pagamento rateale, analoga possibilità deve essere accordata al contribuente che sia stato immediatamente raggiunto dalla notificazione della cartella. Tale identità di ratio giustificherebbe l’applicazione analogica della norma.

In questi termini, però, il motivo si condanna sa sè, senza che sia necessario vagliare le ragioni addotte dalla commissione tributaria regionale per negare l’applicabilità del beneficio oltre l’ambito degli avvisi di irregolarità cui la norma si riferisce, perchè le norme in tema di agevolazioni ed esenzioni fiscali, quale quella che prevede la possibilità di rateazione, senza pregiudizio della riduzione delle sanzioni, “sono di stretta interpretazione e non sono suscettibili di applicazione analogica (Cass. 2013/2925).

Il ricorso, pertanto, va rigettato.

PQM

rigetta il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 8.000,00, oltre alle spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 9 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 15 marzo 2017

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