Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6656 del 09/03/2020

Cassazione civile sez. III, 09/03/2020, (ud. 02/12/2019, dep. 09/03/2020), n.6656

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – rel. Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 8750-2016 proposto da:

ASSOCIAZIONE SENZA SCOPO LUCRO CIRCOLO VENTOFORTE, in persona del

legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA TEL:

0632600049, VIA PAOLO EMILIO 34, presso lo studio dell’avvocato

QUIRINO D’ANGELO, che la rappresenta e difende unitamente agli

avvocati GIOVANNI DI BIASE, ANTONIO GIANSANTE;

– ricorrente –

contro

C A I – CLUB ALPINO ITALIANO SEZ. MAIELLA CHIETI, (OMISSIS) in

persona del Presidente pro tempore Dott. M.E., domiciliato

ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE,

rappresentato e difeso dall’avvocato MASSIMO BATTISTA;

GENERALE ITALIA SPA, già INA ASSITALIA (OMISSIS), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA MONTE ZEBIO presso lo studio dell’avvocato

GIUSEPPE CILIBERTI, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

D.M.E., (OMISSIS), SOC COOP ECOESSE (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 127/2016 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

depositata il 03/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

02/12/2019 dal Consigliere Dott. MARIO CIGNA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE IGNAZIO, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;

udito l’Avvocato GIUSEPPE CILIBERTI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

L’Associazione “Circolo Ventoforte” convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Chieti il Club Alpino Italiano (CAI) – Sez. Maiella -Chieti – ed il suo Presidente D.M.E., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito del crollo (avvenuto in data (OMISSIS)) della copertura e del solaio del rifugio alpino “(OMISSIS)” in località “(OMISSIS)”, di proprietà del CAI e gestito dall’Associazione Circolo Ventoforte, la quale, con atto notarile 4-8-1999, aveva acquistato il relativo ramo di azienda dal precedente gestore Ecoesse soc. coop. a r.l. (cessione risolutivamente condizionata al mancato ottenimento del consenso del CAI entro e non oltre il 10-9-1999).

I convenuti chiesero il rigetto della domanda, con autorizzazione a chiamare in giudizio la Ecoesse e la propria compagnia assicuratrice Ina Assitalia (obbligata a tenere indenne il CAI da responsabilità per danni a terzi), nei cui confronti formularono domanda di manleva.

L’adito Tribunale rigettò sia le domande risarcitorie proposte nei confronti del D.M. e del CAI sia la domanda di garanzia avanzata dal CAI nei confronti della ECOESSE; regolamentò, poi, le spese di lite, condannando l’attrice al rimborso di quelle sostenute dal CAI e quest’ultimo al rimborso in favore di Ecoesse, compensando quelle relative al rapporto tra attrice e D.M. e tra CAI ed Ina Assitalia.

La Corte d’Appello di L’Aquila ha rigettato il gravame principale proposto dall’Associazione Circolo Ventoforte e, in accoglimento dei gravami incidentali proposti dal Cai nonchè da D.M.E. ed Ina Assitalia SpA, in parziale riforma dell’impugnata sentenza, ha condannato l’Associazione Circolo Ventoforte rimborsare al D.M., alla Ecoesse e ad Ina Assitalia le spese di lite relative al primo grado del giudizio; ha poi condannato l’Associazione Circolo Ventoforte al pagamento in favore degli appellati anche delle spese del giudizio di appello.

In particolare la Corte territoriale, nel rigettare il gravame principale, ha ritenuto indimostrata la sussistenza dei prospettati danni e del necessario nesso di derivazione diretta ed immediata degli stessi dal crollo dell’edificio, sicchè, in ossequio al principio della c.d. ragione più liquida, ha ritenuto irrilevante l’eventuale erroneità della motivazione di rigetto contenuta nell’impugnata sentenza; nello specifico ha evidenziato che il depositato elenco riepilogativo delle spese effettuate, predisposto dalla stessa attrice, era inidoneo a dimostrare l’effettività di dette spese, mentre il contratto di cessione non consentiva di ritenere provato nè il pagamento di parte del prezzo nè l’acquisto della proprietà dei beni costituenti il ramo d’azienda oggetto del contratto stesso.

Avverso detta sentenza l’Associazione Circolo Ventoforte propone ricorso per cassazione, affidato a cinque motivi.

Resistono con separati controricorsi Generali Italia Spa, già Ina Assitalia Spa, e CAI.

Generali Italia Spa ha presentato ulteriore memoria.

D.M.E. ed Ecoesse non hanno svolto attività difensiva in questa sede.

Con ordinanza interlocutoria 2961/2019 questa Corte ha rinviato il giudizio alla pubblica udienza.

Con memoria 20-11-2019 l’Associazione Circolo Ventoforte ha dato atto che tra le parti, ad eccezione di Generali Italia SpA, era intervenuta in data 30-5-2016 una “transazione a carattere novativo a definizione di ogni reciproco diritto inerente l’oggetto del presente giudizio”.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo la ricorrente, denunciando – ex art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 – violazione degli artt. 112,113,115 e 116 c.p.c. e artt. 2697 e 2700 c.c., nonchè omesso esame di un fatto decisivo, si duole che la Corte d’appello abbia ritenuto non provata la sussistenza dei lamentati danni, nonostante i convenuti avessero espressamente riconosciuto gli stessi, pur se in misura inferiore rispetto a quella richiesta.

Con il secondo motivo la ricorrente, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 – la violazione degli artt. 112,113,115 e 232 c.p.c., si duole che la Corte d’appello abbia scrutinato un motivo di gravame incidentale non proposto, e non abbia inoltre considerato che il CAI, parte interessata ad avvalersi della condizione, aveva di fatto con il proprio comportamento concludente implicitamente approvato la cessione del ramo d’azienda in favore della Associazione Ventoforte; tanto anche omettendo di trarre le conseguenze della mancata risposta della parte convenuta all’interrogatorio formale deferitole.

Con il terzo motivo la ricorrente, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 – la violazione dell’art. 112 c.p.c. e art. 2053 c.c., si duole che la Corte territoriale non abbia considerato che la domanda attrice era fondata sulla responsabilità extracontrattuale, di natura oggettiva, del proprietario, e prescindeva, quindi, dall’esistenza e/o efficacia del rapporto che legittimava alla detenzione il soggetto terzo danneggiato dal crollo.

Con il quarto motivo la ricorrente, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 la violazione degli artt. 100,106,112,115,269,342,343,345 e 347 c.p.c., si duole che la Corte d’appello abbia accolto motivi di impugnazione in realtà mai in quei termini proposti dagli appellati; in particolare, al riguardo, evidenzia che il CAI non aveva riproposto in appello la domanda di garanzia nei confronti di Ecoesse e di Ina Assitalia; erronea doveva, quindi, ritenersi la condanna al pagamento delle spese processuali.

Con il quinto motivo la ricorrente, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 la violazione dell’art. 91 c.p.c., art. 75 disp. att. e D.M. 10 marzo 2014, n. 55, art. 4, comma 5, lett. c) si duole che la Corte d’appello abbia liquidato le spese di lite in misura superiore a quanto consentito dall’indicato D.M..

Osserva il Collegio che, in considerazione della “transazione a carattere novativo a definizione di ogni reciproco diritto inerente l’oggetto del presente giudizio”, intervenuta in data 30-5-2016 tra tutte le parti ad eccezione di Generali Italia SpA, va dichiarata cessata la materia del contendere tra associazione Ventoforte, D.M.E., Club Alpino Italiano (CAI) sez. Maiella e soc.c.oop. Ecoesse, con compensazione tra le dette parti delle spese relative al presente giudizio di legittimità.

In ordine al residuo rapporto processuale con Generali Italia SpA, che non risulta avere partecipato alla detta transazione, va rilevato che Generali Italia SpA (in precedenza Ina Assitalia SpA) era stato chiamata in causa dal convenuto Club Alpino Italiano per essere manlevato in ordine a quanto richiesto in giudizio dall’associazione Circolo Monteforte; la predetta cessazione della materia del contendere, includendo il rapporto tra Circolo e CAI, non può che comportare la cessazione della materia del contendere anche in ordine alla detta domanda di garanzia, sicchè il ricorso, in relazione ovviamente al solo rapporto con Generali Italia SpA (esclusa dalla menzionata transazione), va esaminato esclusivamente con riferimento alle spese processuali e in base al principio della soccombenza virtuale.

Ritiene il Collegio, in applicazione del detto principio, la fondatezza del ricorso, in ragione sia delle contraddittorie argomentazioni del giudice di merito in ordine alla sussistenza di danni risarcibili sia della inconferenza dei rilievi in punto di inopponibilita della cessione al CAI, non essendo stata infatti azionata una tutela contrattuale; in considerazione, tuttavia, dell’esito complessivo della lite, si ritiene sussistano giusti motivi per dichiarare compensate tra tutte le parti, in relazione al rapporto con Generali Italia SpA, le spese di lite con riferimento sia al giudizio di appello sia a presente giudizio di legittimità.

In conclusione, pertanto, va accolto il ricorso solo per quanto concerne la regolamentazione delle spese nei confronti della Generali Italia SpA, e va quindi cassata, in relazione a quanto sopra, l’impugnata sentenza; non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito dichiarando compensate tra tutte le parti le spese del grado di appello in relazione al rapporto con Generali Italia SpA.

PQM

La Corte dichiara cessata la materia del contendere tra associazione Ventoforte, D.M.E., Club Alpino Italiano (CAI) sez. Maiella e soc.c.oop. Ecoesse; accoglie il ricorso solo per quanto concerne la regolamentazione delle spese nei confronti della Generali Italia SpA; cassa, in relazione a quanto sopra, l’impugnata sentenza, e, decidendo nel merito, dichiara compensate tra tutte le parti le spese del grado di appello in relazione al rapporto con Generali Italia SpA; dichiara compensate tra tutte le parti le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 2 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 9 marzo 2020

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