Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6628 del 10/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 10/03/2021, (ud. 17/12/2020, dep. 10/03/2021), n.6628

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 16417/2014 R.G. proposto da:

R.V., rappresentato e difeso dall’Avv. Domenico Cortese con

domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Leonardo D’Erasmo

quest’ultima in Roma, via Giovanni Bettolo, n. 9, giusta procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Calabria, con sentenza n. 394/01/13 depositata il 13.12.2013.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 17.12.2020

dal Consigliere Rosaria Maria Castorina.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

R.V. impugnava una cartella di pagamento emessa da Equitalia s.p.a. eccependo l’illegittimità della pretesa a causa dell’omessa notificazione degli atti prodromici e, segnatamente, degli avvisi di accertamento relativi agli anni 2004, 2005 e 2006 ivi richiamati.

La Commissione Tributaria provinciale di Crotone accoglieva il ricorso.

L’Agenzia delle Entrate proponeva appello e la Commissione Tributaria Regionale della Calabria, con sentenza n. 394/01/13 depositata il 13.12.2013, lo accoglieva sul presupposto della regolare notifica degli atti prodromici alla cartella di pagamento.

Avverso la sentenza R.V. propone ricorso per Cassazione affidando il suo mezzo a due motivi, illustrati con memoria.

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. B-Bis, in relazione all’art. 360, n. 3, nonchè omessa motivazione su un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5.

2. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. c, e degli artt. 139 e 160 c.p.c., violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.

Lamenta che l’agente notificatore non aveva dato notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto, consegnato a persona diversa dal destinatario, in un indirizzo diverso da quello di residenza a mezzo di lettera raccomandata senza motivare adeguatamente sul punto.

La censura è fondata.

La CTR, con accertamento di fatto, insindacabile in questa sede ha evidenziato che gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2004, 2005 e 2006 erano stati notificati a mezzo posta in via Caserta, senza indicazione del numero civico, del Comune di (OMISSIS), a persona che si è definita addetta “al servizio del destinatario”.

E’ pacifico che la notifica è stata effettuata, senza l’intermediazione di un agente notificatore, a mezzo posta.

La norma generale di riferimento in materia è costituita dalla L. n. 890 del 1982, art. 14, in base al quale la notifica “degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente” può sempre essere eseguita “a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari”, attraverso la raccomandata “per atti giudiziari”, secondo le modalità stabilite dalla riferita L. n. 890 del 1982.

A partire dal 15 maggio 1998, data di entrata in vigore della L. n. 146 del 1998, art. 20, (che ha modificato la L. n. 890 del 1982, art. 14), gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta ed in modo diretto degli avvisi e degli atti che per legge vanno notificati al contribuente.

Al riguardo questa Corte ha ritenuto che, quando l’Ufficio finanziario ricorre a tale facoltà di notificazione semplificata, alla spedizione dell’atto si applicano le norme riguardanti il servizio postale ordinario e non quello della L. n. 890 del 1982. (Cassazione n. 12083/2016; n. 10232/2016; n. 7184/2016; n. 3254/2016; n. 14501/2016; Cass. n. 9240/2019)

Da tale impostazione, la stessa Corte fa discendere la conseguenza che, in tutti i casi di notifica postale diretta di un atto tributario, non deve essere redatta alcuna relata di notifica o annotazione specifica sull’avviso di ricevimento, e quindi in ordine alla persona cui è stato consegnato il plico atto pervenuto all’indirizzo del destinatario deve ritenersi ritualmente consegnato a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se lo stesso dia prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione, La notifica, anche laddove eseguita mediante consegna a persona diversa dal diretto interessato, ma comunque abilitata alla ricezione per conto di questi, si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal consegnatario.

La “conoscenza legale” che si raggiunge all’esito del procedimento di notificazione rappresenta dunque un equilibrato compromesso tra l’esigenza di tempi processuali (o comunque “procedimentali”) contenuti e “certi” e l’esigenza di tutela dei diritti dei cittadini, primo fra tutti quello di difesa. L’equilibrio è garantito da una articolata regolamentazione che, con particolare riguardo alla consegna dell’atto da notificare a mani di persona diversa dal destinatario, individua una serie di soggetti che, per i loro legami con il notificatario, consentono di fondare una ragionevole – presunzione di consegna dell’atto, disciplinando anche l’ordine secondo il quale le differenti categorie di soggetti indicati possono venire in considerazione e prevedendo perfino la necessità di ulteriori incombenti quando il legame col destinatario dell’atto non sia ritenuto da solo sufficiente a fondare la suddetta presunzione di consegna (ipotesi di consegna al portiere o al vicino di casa).

La presunzione di conoscenza legale, tuttavia si fonda sul presupposto che la notifica sia avvenuta presso la residenza anagrafica del destinatario.

Nella specie dalla stessa sentenza impugnata si evince che la notifica è stata effettuata nel luogo indicato nella busta e cioè in via Caserta, senza l’indicazione del numero civico. Il ricorrente ha documentato di avere prodotto un certificato di residenza storico dal quale si evinceva che aveva sempre risieduto in via (OMISSIS).

I giudici di primo grado avevano accertato che gli avvisi di accertamento erano stati notificati al fratello del ricorrente, R.L. il quale aveva residenza in via (OMISSIS).

Secondo l’orientamento consolidato di questa Corte “La notifica a mani di un familiare del destinatario, eseguita presso la residenza del primo, che sia diversa da quella del secondo, non determina l’operatività della presunzione di convivenza non meramente occasionale tra i due, con conseguente nullità della notificazione medesima, non sanata dalla conoscenza “aliunde” che ne abbia il destinatario, ove non accompagnata dalla sua costituzione.” (Cass. Cass. 25/10/2017, n. 25391 del 25/10/2017; nello stesso senso Cass. 05/04/2011, n. 7750).

Il ricorso deve essere, pertanto, accolto e la sentenza cassata.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti in punto di fatto la causa può essere decisa nel merito con accoglimento dell’originario ricorso del contribuente.

Le spese del giudizio di merito devono essere compensate in considerazione dell’evoluzione nel tempo della giurisprudenza in materia di notifica al familiare.

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie l’originario ricorso del contribuente.

Spese del giudizio di merito compensate.

Condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 10.000,00 oltre al rimborso forfettario delle spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 17 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 10 marzo 2021

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