Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6596 del 14/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 14/03/2017, (ud. 21/11/2016, dep.14/03/2017),  n. 6596

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29699/2014 proposto da:

RISCOSSIONE SICILIA S.P.A. già SERIT SICILIA S.P.A., Agente della

Riscossione per la Provincia di Palermo, P.IVA (OMISSIS), C.P.

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. P. DA

PALESTRINA, 19, presso lo studio dell’avvocato STEFANIA DI STEFANI,

rappresentata e difesa dall’avvocato ACCURSIO GALLO, giusta procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

CURATELA DEL FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) S.R.L.;

– intimata –

avverso il decreto n. 5635/2014 del TRIBUNALE di PALERMO, emessa il

10/07/2014 e depositata il 19/11/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO RAGONISI;

udito l’Avvocato Stefania Di Stefani (per delega Avvocato Accursio

Gallo), che insiste per raccoglimento del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte rilevato che sul ricorso n. 29699/14 proposto da Riscossione Sicilia Spa nei confronti del Fallimento della (OMISSIS) Srl il Consigliere relatore ha depositato la relazione che segue:

“Il relatore Cons. Dott. Ragonesi, letti gli atti depositati, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., osserva quanto segue.

Riscossione Sicilia Spa ha proposto ricorso per cassazione sulla base di un unico motivo avverso il decreto n. 5635/14 con cui il Tribunale di Palermo, in parziale accoglimento dell’opposizione precedentemente sollevata, lo ha ammesso al passivo del Fallimento in chirografo per la somma di 269,19 Euro.

Il ricorrente adduce, sotto diversi profili, l’erronea applicazione del giudice del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 2 e 19, nel ritenersi giuridicamente competente a decidere in ordine al termine prescrizionale dei crediti oggetto di insinuazione.

La ricorrente sostiene che la giurisdizione del giudice fallimentare non può estendersi ai tributi previsti dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, la cui cognizione spetterebbe alla commissione tributaria.

Il fallimento non ha svolto attività difensiva.

Il ricorso è fondato.

Questa Corte ha già affermato che l’attribuzione alle commissioni tributarie – a norma del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, come sostituito dalla L. n. 448 del 2001, art. 12, comma 2 – della cognizione di tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, si estende ad ogni questione relativa all'”an” o al “quantum” del tributo. Ne consegue che anche l’eccezione di prescrizione, quale fatto estintivo dell’obbligazione tributaria, rientra nella giurisdizione del giudice che abbia giurisdizione in merito alla predetta obbligazione e non può, quindi, essere dedotta nel giudizio di verificazione dello stato passivo fallimentare. (Cass. 21483/15).

Più in generale si è a tale proposito chiarito che quello dei giudici tributari è un magistero di tipo generale che, cioè, non riguarda soltanto il momento genetico o l’ammontare del tributo, ma si estende anche alle vicende successive quali, ad esempio, quelle concernenti la prescrizione del diritto al pagamento o il suo rimborso, va dichiarata la giurisdizione delle Commissioni Tributarie (Cass. 18632/08; Cass. 28169/08).

Nel caso di specie il Tribunale avrebbe dovuto dichiarare il proprio difetto di giurisdizione essendo oggetto del giudizio proprio la decadenza dei crediti portati nelle cartelle di pagamento aventi ad oggetto tributi.

Ricorrono i requisiti di cui all’art. 375 c.p.c., per la trattazione in Camera di consiglio.

PQM.

Rimette il processo al Presidente della sezione per la trattazione in Camera di consiglio.

Roma 21.07.2016

Il Cons. relatore”.

Considerato:

che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di quelle rassegnate nella relazione di cui sopra;

che in particolare, la questione della carenza di giurisdizione dell’AGO in ordine alla eccezione di prescrizione del credito tributario è suscettibile di accertamento da parte del Collegio,trattandosi di questione pacifica e conforme a numerose decisioni delle Sezioni Unite;

che pertanto il ricorso va accolto con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio anche per le spese al Tribunale di Palermo in diversa composizione.

PQM

Accoglie il ricorso, dichiara la carenza di giurisdizione del giudice ordinario in ordine all’accertamento della prescrizione del credito tributario; cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese al Tribunale di Palermo in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 21 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 marzo 2017

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