Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6584 del 14/03/2017

Cassazione civile, sez. II, 14/03/2017, (ud. 15/12/2016, dep.14/03/2017),  n. 6584

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 23116-2012 proposto da:

C.B., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

GIOSUE’ BORSI 4, presso lo studio dell’avvocato FEDERICA SCAFARELLI,

rappresentato e difeso dagli avvocati FRANCESCO FRONGIA, VALERIA

FRONGIA;

– ricorrente –

contro

CA.AN., (OMISSIS), CA.MA. (OMISSIS) e CA.MA.PI.

(OMISSIS) quali eredi universali di S.L., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA ODERISI DA GUBBIO 214, presso lo studio

dell’avvocato DOMENICO MARI, rappresentati e difesi dall’avvocato

STEFANO PIRAS;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 285/2012 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 24/05/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/12/2016 dal Consigliere Dott. CHIARA BESSO MARCHEIS;

udito l’Avvocato FEDERICA SCAFARELLI, con delega degli Avvocati

FRANCESCO FRONGIA e VALERIA FRONGIA difensori del ricorrente, che si

è riportato agli scritti depositati;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SALVATO Luigi, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Nel 1999 l’odierno ricorrente ha proposto domanda di accertamento dell’acquisto per usucapione della proprietà di un terreno. Nel corso del giudizio di primo grado parte convenuta è deceduta e la causa è stata riassunta nei confronti degli eredi; due dei tre eredi hanno deferito giuramento decisorio a C.B.. Nel 2007 il giudizio di primo grado si è chiuso con l’accoglimento della domanda.

2. Contro la decisione è stato proposto appello, che è terminato nel 2012 con l’integrale riforma della sentenza di primo grado, in quanto al giuramento esperito in primo grado andava riconosciuto, essendo stato deferito da due soli dei litisconsorti necessari, valore non assoluto, ma di prova liberamente valutabile dal giudice.

3. Contro la sentenza di secondo grado C.B. ha proposto ricorso in cassazione, articolato in cinque motivi.

An., Ma. e Ca.Ma.Pi. hanno proposto controricorso.

C.B. ha depositato memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c., richiamando le conclusioni già formulate in ricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso, dopo una prima parte dedicata allo “svolgimento del processo”, enuncia i “motivi” elencandone cinque. Alla enunciazione non segue peraltro una specifica trattazione di ciascuno di essi, ma un’unica censura che – richiamando gli artt. 112, 116 e 346 c.p.c., art. 2738 c.c. e art. 12 preleggi – lamenta l’applicazione al caso di specie dell’ultimo comma dell’art. 2738 c.c. L’interpretazione seguita dal giudice d’appello, che ha riconosciuto efficacia liberamente valutabile al giuramento dedotto da due dei tre litisconsorti necessari – così parificando il giuramento prestato da alcuni soltanto dei litisconsorti a quello dedotto da alcuni di essi – si pone in linea con quanto affermato dalla Corte di cassazione (cfr. Cass., 21/02/1995, n. 1862).

D’altro canto il valore di prova liberamente valutabile al giuramento è stata attribuita dal giudice – con autonoma, distinta ratio decidendí – anche per le modalità di prestazione dello stesso, differenti da quelle imposte per il giuramento decisorio e proprie invece dell’interrogatorio formale (si vedano le pagg. 3 e 4 della sentenza impugnata) e tale argomento non è stato oggetto di censura alcuna da parte del ricorrente (circa la necessità, ove la decisione impugnata si fondi su di una pluralità di ragioni, tra loro distinte ed autonome, ciascuna delle quali logicamente e giuridicamente sufficiente a sorreggerla, di formulare specifiche doglianze nei confronti di ciascuna di esse, pena l’inammissibilità del ricorso, cfr., da ultimo, Cass., 4/03/2016, n. 4293).

2. Il ricorso va pertanto rigettato.

3. Nulla si dispone in punto spese, non risultando dagli atti il conferimento della procura speciale al difensore dei resistenti.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 15 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 marzo 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA