Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6572 del 14/03/2017


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Cassazione civile, sez. II, 14/03/2017, (ud. 01/12/2016, dep.14/03/2017),  n. 6572

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 498-2013 proposto da:

S.M., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DELLA MARATONA 56, presso lo studio dell’avvocato CARLO ABBATE, che

lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

ALISEI DI B.B.B. & C SNC, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DEI BANCHI NUOVI 39, presso lo studio

dell’avvocato RENATO MARIANI, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato KETTY GAIOTTO;

C.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

TAGLIAMENTO 55, presso lo studio dell’avvocato NICOLA DI PIERRO, che

la rappresentano e difendono unitamente all’avvocato ALESSANDRO

MARIA PAGOTTO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1523/2012 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 29/06/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

01/12/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO;

udito l’Avvocato ABBATE Carlo, difensore del ricorrente che si

riporta agli atti depositati;

udito l’Avvocato GAIOTTO Ketty, difensore della società resistente

che si riporta agli atti depositati;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CAPASSO Lucio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – La Corte di Appello di Venezia ha confermato la sentenza del Tribunale di Treviso, con la quale è stata rigettata la domanda proposta da S.M. nei confronti di C.G. e Cr.Fr. nonchè nei confronti della società Alisei s.n.c., con la quale l’attore – dolendosi che l’immobile da lui condotto in locazione era stato venduto dalle proprietarie convenute alla società Alisei in violazione del suo diritto di prelazione, avendo egli accettato l’offerta di acquisto dell’immobile comunicatagli dalle locatrici – aveva chiesto dichiararsi l’intervenuta accettazione dell’offerta e disporsi il trasferimento coattivo della proprietà dell’immobile in suo favore. I giudici di merito hanno ritenuto che nessun diritto di prelazione spettasse all’attore, non esistendo identità tra gli immobili locati e quelli oggetto della compravendita nè esistendo rapporto di pertinenzialità tra gli stessi.

2. – Per la cassazione della sentenza di appello ricorre S.M. sulla base di due motivi.

Resistono, con separati controricorsi, C.G. (in proprio e quale erede di Cr.Fr., nel frattempo deceduta) e la società Alisei s.n.c.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Con i due motivi di ricorso si deduce:

1) l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, costituto dall’esistenza di un vincolo pertinenziale tra bene locato e bene venduto;

2) la violazione e la falsa applicazione dell’art. 817 c.c. e L. n. 392 del 1978, art. 38.

Entrambi i motivi non possono trovare accoglimento.

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, in tema di pertinenze, gli atti e i rapporti giuridici aventi ad oggetto la cosa principale non estendono i propri effetti alla pertinenza ove tanto sia espressamente enunciato nell’atto avente ad oggetto la cosa principale, ovvero risulti da chiari ed univoci elementi contenuti nello stesso atto, il cui apprezzamento è riservato al giudice di merito ed insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato (Sez. 2, Sentenza n. 26946 del 15/12/2006, Rv. 594124).

Nella specie, i giudici di merito hanno fatto corretta applicazione di tale principio, escludendo che il contratto di locazione nel quale il S. era subentrato includesse, oltre al fabbricato a piano terra e al terreno antistante esteso mq. 440, anche il ben più vasto terreno esteso ha 1.71.70.

Va peraltro ricordato che lo stabilire se in concreto una determinata area adiacente ad un immobile costituisca, o meno, pertinenza del medesimo esige una valutazione dello stato effettivo dei luoghi e dei rapporti strutturali intercorrenti tra il secondo e la suddetta area, che si traduce in un apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione, se immune da vizi logici (Sez. 1, Ordinanza n. 5143 del 03/03/2011, Rv. 616957).

Nella specie, la motivazione della sentenza impugnata sul punto risulta esente da vizi logici e giuridici e supera, pertanto, il vaglio di legittimità.

Non sussiste la dedotta violazione e falsa applicazione di legge, riducendosi in realtà tale censura ad una inammissibile critica di merito sull’accertamento di fatto relativo alla sussistenza del vincolo pertinenziale.

2. – Il ricorso deve pertanto essere rigettato, con conseguente condanna della parte ricorrente, risultata soccombente, al pagamento delle spese processuali, liquidate come in dispositivo.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore di ciascuna parte resistente, che liquida per C.G. in Euro 2.700,00 (duemilasettecento) e per la società Alisei s.n.c. in Euro 3.200,00 (tremiladuecento), dei quali importi Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 1 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 marzo 2017

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