Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6559 del 09/03/2020

Cassazione civile sez. trib., 09/03/2020, (ud. 11/12/2019, dep. 09/03/2020), n.6559

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. VECCHIO Massimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4636-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

GARDAGOLF SRL, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 91,

presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO LUCISANO, che lo rappresenta

e difende unitamente agli avvocati ALESSIA VIGNOLI, RAFFAELLO LUPI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4778/2017 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di

BRESCIA, depositata il 16/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

11/12/2019 dal Consigliere Dott. MASSIMO VECCHIO.

Fatto

RITENUTO

1. – La Commissione tributaria regionale della Lombardia, con sentenza n. 4.778/17 del 22 giugno 2017, pubblicata il 16 novembre 2017, ha confermato la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Brescia n. 423/2014 di accoglimento del ricorso proposto dalla società contribuente Gardagolf s.r.l. avverso l’avviso di accertamento catastale, notificato il 19 febbraio 2014, col quale la Agenzia delle entrate aveva attribuito la categoria D/6 all’area di circa 85 ettari e agli impianti colà inisistenti (docce, spogliatoi, locali di ricovero per sacche e attrezzi, locali di segreteria e accessori) in agro di Soiano del Lago e comuni limitrofi, disattendendo la proposta, formulata dalla società, colla dichiarazione DOCFA, di attribuzione della categoria E/9.

2. – L’Avvocatura generale dello Stato, mediante atto del 26 gennaio 2018, ha proposto ricorso per cassazione.

3. – La società contribuente ha resistito mediante controricorso del 7 marzo 2018.

E con memoria del 28 novembre 2019 ha insistito per il rigetto del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

1. – La Commissione regionale tributaria ha motivato la conferma della decisione appellata, osservando che effettivamente l’avviso di accertamento catastale era nullo per vizio di motivazione; che col provvedimento impugnato la Agenzia delle entrate non aveva enunciato “elementi che spieghino perchè la proposta DOCFA era stata rifiutata”; e soltanto colle controdeduzioni, presentate alla Commissione tributaria provinciale, aveva “tardivamente” fornito “qualche indicazione in più in merito alla scelta di attribuire la categoria D/6″.

2. – La Avvocatura generale dello Stato ricorrente denunzia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione alla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 e in relazione al D.M. 19 aprile 1994, n. 701, art. 1. comma 10.

Obietta la ricorrente, con corredo di citazioni di pertinenti arresti di legittimità: l’avviso di accertamento è adeguatamente motivato; il provvedimento che è conseguito dichiarazione DOFA (presentata dalla contribuente ” nell’ambito di un procedimento a struttura fortemente partecipativa “), contiene la indicazione di tutti i dati identificativi della unità immobiliare, della categoria, della classe e della consistenza attribuite; il classamento (differente da quello proposto dalla dichiarante) deriva soltanto dal diverso apprezzamento dei medesimi dati indicati dalla parte.

3. – Il ricorso merita accoglimento.

3.1 – Nella giurisprudenza di legittimità è affatto consolidato il principio di diritto secondo il quale: “in tema di classamento di immobili, qualora l’attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito della cd. procedura DOCFA, l’obbligo di motivazione del relativo avviso è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita (…) se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall’Ufficio e l’eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica sul valore economico dei beni, mentre nel caso in cui vi sia una divergente valutazione degli elementi di fatto indicati dal contribuente, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente, sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso” (Sez. 5, ordinanza n. 12777 del 23/05/2018, Rv. 648513 – 01; cui adde Sez. 5, ordinanza n. 12777 del 23/05/2018, Rv. 648513 – 01; Sez. 6 – 5, ordinanza n. 12497 del 16/06/2016, Rv. 640020 – 01).

A tale principio – la Corte lo ribadisce ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 1, condividendo le ragioni sviluppate nei pertinenti arresti – non si è uniformata la Commissione tributaria regionale.

Il Giudice a quo ha, infatti, erroneamente reputato – così incorrendo nella violazione di legge – che fosse da escludere la sussistenza stessa della motivazione dell’avviso di accertamento, il quale conteneva la indicazione dei dati oggettivi, della categoria e della rendita attribuite all’immobile, là dove il diverso classamento conseguiva esclusivamente alla differente valutazione tecnica dell’immobile, senza che l’ufficio avesse disatteso alcuno degli elementi di fatto indicati dalla contribuente.

3.2 – Conseguono alle considerazioni che precedono l’accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata, il rinvio – anche per le spese del presente giudizio di legittimità alla Commissione tributaria regionale della Lombardia (in diversa composizione) per l’esame delle questioni circa il merito del classamento.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della V Sezione Civile, il 11 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 9 marzo 2020

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