Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6532 del 10/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 10/03/2021, (ud. 26/01/2021, dep. 10/03/2021), n.6532

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. TRICOMI Laura – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13839-2020 proposto da:

G.I., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PIETRO

BORSIERI 12, presso lo studio dell’avvocato ANGELO AVERNI,

rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONIOVITO ALTAMURA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA. GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso il decreto n. R.G. 6237/2018 del TRIBUNALE di LECCE,

depositato il 04/03/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 26/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LAURA

TRICOMI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

E’ impugnato per cassazione il decreto del Tribunale di Lecce con cui è stata respinta la domanda di protezione internazionale di OUATARA ISMAEL, proveniente dalla Costa d’Avorio.

Il ricorrente aveva riferito di essere fuggito dal proprio Paese per vicende connesse allo svolgimento di attività politica da parte del padre, a suo dire vice presidente del partito dell’ex presidente (OMISSIS); in particolare, aveva raccontato che dopo le elezioni del 2011 che videro vincitore il partito di (OMISSIS), i sostenitori di quest’ultimo avevano ucciso il padre e percosso il richiedente, inducendolo ad allontanarsi dal suo villaggio e poi dalla Costa d’Avorio per timore di essere ucciso.

Aveva quindi richiesto, con esito negativo, l’accertamento del proprio status di rifugiato, in subordine il riconoscimento della protezione sussidiaria e, in via ulteriormente gradata, il riconoscimento della protezione umanitaria.

Il ricorso si fonda su tre motivi, corroborati da memoria. Il Ministero dell’interno ha depositato mero atto di costituzione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.1. Con il primo motivo si denuncia la violazione e falsa

applicazione dell’art. 10 Cost., del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, lett. E) ed F), e art. 11; la violazione dell’art. 111 Cost., comma 6; dell’art. 132 c.p.c.; comma 2, n. 4), dell’art. 118 disp. att. c.p.c., lamentando la mera apparenza della motivazione laddove è stata esclusa la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, senza esaminare in alcun modo il racconto del richiedente.

1.2. Il primo motivo è fondato(attesa la mera apparenza della motivazione laddove è stata esclusa sic et simpliciter la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, senza nulla specificare circa il percorso logico/giuridico fondante la decisione, nè esprimersi in alcun modo su quanto narrato, nonostante il richiedente avesse riferito di vicende connesse allo svolgimento di attività politica da parte del padre che, a suo dire, rivestiva il ruolo di vice presidente del partito dell’ex presidente (OMISSIS); il ricorrente, in particolare, aveva raccontato che dopo le elezioni del 2011 che videro vincitore il partito di (OMISSIS), i sostenitori di quest’ultimo avevano ucciso il padre e percosso lui stesso, inducendolo ad allontanarsi dal suo villaggio e poi dalla Costa d’Avorio per timore di essere ucciso, circostanze che il Tribunale non esamina affatto.

2. Restano assorbiti gli altri motivi, con cui è denunciata (II) la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e art. 35 bis, comma 9, del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3,5,7 e 14, in merito al diniego della protezione sussidiaria, e (III) la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 30, e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, in merito al diniego della protezione umanitaria, l’esame dei quali presuppone la valutazione in ordine alla credibilità ed alla rilevanza del narrato del richiedente alla quale il Tribunale in sede di rinvio dovrà provvedere ex novo.

3. In conclusione, va accolto il primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri; il decreto impugnato va cassato con rinvio al Tribunale di Lecce in diversa composizione per il riesame e per provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

– Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri;

cassa il decreto impugnato e rinvia al Tribunale di Lecce in diversa composizione anche per le spese.

Così deciso in Roma, il 26 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 marzo 2021

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