Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6531 del 09/03/2020

Cassazione civile sez. trib., 09/03/2020, (ud. 17/04/2019, dep. 09/03/2020), n.6531

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO M.G. – Consigliere –

Dott. D’AURIA Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11107-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE DOGANE e dei MONOPOLI, in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

ITSA SPA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA ALBALONGA 7, presso

lo studio dell’avvocato CLEMENTINO PALMIERO, che lo rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 62/2013 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,

depositata il 14/03/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/04/2019 dal Consigliere Dott. D’AURIA GIUSEPPE.

Fatto

RILEVATO

che:

La soc. l’ITSA spa quale rappresentante indiretto di varie società commerciali, presentava nel corso dell’anno 2004 diverse dichiarazioni doganali con contemporanea richiesta di immissione in libera pratica senza pagamento iva del D.L. n. 331 del 1993, ex art. 50 bis, comma 44, lett. b.

L’agenzia Delle Dogane, accertato che la merce non era entrata nel deposito Iva, provvedeva ad emettere avvisi di rettifica delle bollette doganali meglio in atti descritti, al fine di recuperare l’iva alla importazione, notificati anche al rappresentante quale obbligato in solido, che aveva effettuato la dichiarazione doganale. La Commissione provinciale tributaria di Roma, effettuata la riunione dei distinti ricorsi, rigettava le opposizioni.

Proponeva appello il contribuente e la Commissione Tributaria Regionale del Lazio in accoglimento dell’appello proposto riteneva che la merce era transitata nel deposito nel senso voluto dal legislatore, ed inoltre riteneva che l’Iva versata mediante l’autofatturazione (cd reverse charge), valeva a compensare l’iva all’importazione.

Propone ricorso in Cassazione l’Agenzia delle Dogane e Dei Monopoli affidandosi per l’accoglimento del ricorso ai motivi, cosi sintetizzati:

1 violazione e o falsa applicazione della normativa in materia depositi iva in relazione all’art. 360 c.p.c.;

2 violazione e /o errata applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 1 ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 circa la compensazione Iva autofattura con Iva all’importazione non pagata.

Resisteva con controricorso il contribuente, assumendo che la sentenza impugnata era da confermare contrastando in toto i motivi di gravame del contribuente.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il secondo motivo, da esaminare in via prioritaria data la sua efficacia dirimente, si censura l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata nella parte in cui ritiene comunque assolta l’obbligazione del pagamento iva all’importazione nel caso in cui sia stata versata l’iva mediante autofatturazione, in applicazione della del principio comunitario e nazionale del divieto di doppia imposizione. Tale motivo è infondato.

Sul punto varie sentenze della Suprema Corte hanno affermato ‘nel caso in cui le merci provenienti da paesi al di fuori della unione Europea siano state immesse in libera pratica con il pagamento in dogana dei soli dazi per essere destinate all’introduzione in un deposito fiscale, introduzione poi mai avvenuta, e sempre che l’iva sia stata in concreto assolta con il meccanismo dell’inversione contabile previsto dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 17, comma 2, l’Agenzia Doganale non può procedere all’emissione di un atto impositivo per il recupero dell’Iva non versata in dogana. Secondo l’orientamento giurisprudenziale che qui si vuole confermare, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 17, comma 2, il reverse charge è un metodo normale per l’applicazione dell’Iva alle operazioni transfrontaliere da parte del cessionario. In sintesi sebbene il soggetto passivo non abbia materialmente immesso i beni nel deposito fiscale, e si è quindi illegittimamente avvalso del regime di sospensione di cui al D.L. n. 331 del 1993, art. 50-bis, comma 4, lett. b), conv., con modif., dalla L. n. 427 del 1993, qualora abbia già provveduto all’adempimento dell’obbligazione tributaria nell’ambito del meccanismo dell’inversione contabile mediante un’auto-fatturazione ed una registrazione nel registro degli acquisti e delle vendite, deve ritenersi che in tal caso la violazione del sistema del versamento dell’IVA realizzata dall’importatore è solo di natura formale e non può mettere, pertanto in discussione il suo diritto alla detrazione, come chiarito dalla Corte di Giustizia nella sentenza del 17 luglio 2014, in C-272/13. In definitiva la mancata introduzione della merce nel deposito, pur costituendo sempre un illecito fiscale sia pure di natura formale, incidendo sulle azioni di controllo dell’Amministrazione Erariale, comunque impedisce all’Agenzia delle Dogane di recuperare l’Iva, trattandosi di obbligazione già adempiuta con il sistema del reverse charge.

Pertanto, rimanendo confermata, tale ratio decidendi contenuta nella sentenza impugnata, il ricorso in cassazione va rigettato.

P.Q.M.

La Corte rigetta il secondo motivo del ricorso, dichiarando così assorbito il primo motivo, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 8000 oltre spese forfettarie, iva e cap.

Così deciso in Roma, il 17 aprile 2019.

Depositato in cancelleria il 9 marzo 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA