Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6496 del 06/03/2020

Cassazione civile sez. VI, 06/03/2020, (ud. 10/10/2019, dep. 06/03/2020), n.6496

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27716-2018 R.G. proposto da:

IRWELL TRADING SA, in persona Procuratore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA LUDOVISI 35, presso lo studio dell’avvocato

MARIO GIUSEPPE RIDOLA, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato SERGIO MENCHINI;

– ricorrente –

contro

S.A. in proprio e nella qualità di legale rappresentante

pro tempore della Società TURINVEST HOLDING SA, elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA DARDANELLI 13, presso lo studio

dell’avvocato CAROLINA CAPALDO, rappresentati e difesi dall’avvocato

GUALTIERO SCAGLIA;

– resistenti –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 1725/2018 della

CORTE D’APPELLO di FIRENZE, depositata il 17/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. GRAZIOSI

CHIARA;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. SGROI CARMELO, che chiede che

la Corte di Cassazione, in camera di consiglio, in accoglimento del

ricorso per regolamento di competenza, dichiari la competenza della

Corte d’Appello di Firenze in ordine alla controversia indicata in

premessa, con le conseguenze di legge.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte osserva quanto segue.

1. La Corte d’appello di Firenze, con sentenza del 17 luglio 2018, accogliendo l’appello proposto da Turinvest Holding s.a. e S.A. avverso sentenza del Tribunale di Lucca n. 356 del 25 settembre 2012 – che aveva respinto l’opposizione dei suddetti al decreto ingiuntivo emesso nei loro confronti a favore di Irwell Trading Limited s.a. in relazione al mancato pagamento integrale del prezzo rateizzato in un contratto stipulato tra le due società il 23 febbraio 2006 avente ad oggetto cessione di quote della società capoverdiana Crioula Hotel da Irwell Trading Linited s.a. a Turinvest Holding s.a., di cui il legale rappresentante S. si era costituito fideiussore -, ha ritenuto fondata l’eccezione di compromesso arbitrale quanto al rapporto principale di cessione tra le due società in forza di clausola di arbitrato rituale rappresentata dall’art. 11 del contratto, e dichiarato la decadenza ex art. 1957 c.c. della garanzia del fideiussore.

Avverso tale sentenza, Irwell Trading Linited s.a. ha proposto il 17 settembre 2018 ricorso per regolamento di competenza ai sensi dell’art. 42 c.p.c. in relazione alla statuizione di incompetenza per compromesso arbitrale del giudice ordinario in ordine al rapporto contrattuale principale, ricorso fondato su due motivi, e dal quale si sono difesi con memoria congiunta ex art. 47 c.p.c. Turinvest Holding s.a. e lo S.. Entrambe le parti hanno poi depositato memoria ex art. 380 ter c.p.c., comma 2 (che erroneamente i resistenti hanno qualificato come “ex art. 378 c.p.c.”).

Il Procuratore Generale si è espresso a favore della fondatezza del ricorso.

2. In primis, dovrebbe vagliarsi l’eccezione, proposta in via preliminare da Turinvest Holding s.a. e S. nella loro memoria ex art. 47 c.p.c., di tardività del regolamento, in quanto, essendo stata comunicata dalla cancelleria la sentenza in data 17 luglio 2018, il ricorso è stato avviato alla notifica il 17 settembre 2018, ovvero il trentunesimo giorno, laddove il termine perentorio previsto dall’art. 47 c.p.c., comma 2, prevede un tempo di trenta giorni.

L’eccezione risulta manifestamente infondata, dal momento che il trentesimo giorno, cioè il 16 settembre 2018, era domenica, dovendosi pertanto applicare l’art. 155 c.p.c., comma 4, che sposta al primo giorno non festivo successivo a quello festivo l’ultimo giorno del termine fruibile. Peraltro, con la memoria depositata “ex art. 378 c.p.c.”, i resistenti hanno dichiarato “di rinunciare all’eccezione di inammissibilità/improcedibilità”.

3. Passando dunque al vaglio del ricorso, questo è fondato, come si anticipava, su due motivi.

Il primo motivo lamenta che la Corte d’appello non avrebbe potuto riformare la sentenza del Tribunale dichiarando l’incompetenza del giudice a favore degli arbitri, perchè l’appello, che aveva investito esclusivamente la parte in cui il primo giudice aveva pronunciato sulla competenza, avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile dalla corte territoriale, dal momento che, qualora venga impugnata solo la pronuncia sulla competenza, l’unico strumento di impugnazione esperibile è il regolamento di competenza.

Il secondo motivo denuncia che la Corte d’appello avrebbe errato nel ritenere operante la convenzione di arbitrato di cui all’art. 11 del contratto, essendo questa contraddetta dalla convenzione sulla giurisdizione italiana di cui all’art. 12 del contratto stesso e da altri indici decisivi, erroneamente interpretati dalla corte territoriale.

4.1 Esaminando il primo motivo, risulta invero che il Tribunale di Lucca, quanto al rapporto principale tra le due società, aveva rigettato l’eccezione di compromesso per clausola contrattuale proposta dagli opponenti e poi, decidendo nel merito, aveva condannato Turinvest Holding s.a. a pagare il prezzo delle quote; nel rapporto di garanzia aveva rigettato l’eccezione di decadenza e condannato il fideiussore ad adempiere l’obbligazione.

Turinvest Holding s.a. aveva presentato appello esclusivamente avverso la pronuncia sulla competenza, censurando quindi il rigetto dell’eccezione di compromesso e il riconoscimento da parte del Tribunale della propria competenza a decidere il rapporto principale, senza proporre alcun motivo d’appello relativo alla decisione nel merito.

4.2 Ai sensi del combinato disposto degli artt. 42 e 43 c.p.c. e dell’art. 819 ter c.p.c., comma 1, l’unico mezzo di impugnazione disponibile era invece il regolamento di competenza, l’appello essendo ammissibile soltanto nel caso in cui fosse stata impugnata anche la decisione sul merito. La corte pertanto avrebbe dovuto rilevare d’ufficio l’inammissibilità che pativa l’appello, e ritenere così precluso il vaglio della questione della competenza.

Il motivo, pertanto, è fondato, e assorbe quello seguente.

4.3 In sede di regolamento, che è investito da cognizione piena, questa Suprema Corte ha il potere di rilevare anche d’ufficio l’inammissibilità dell’appello (così da ultimo Cass. sez. 2, ord. 19 ottobre 2018 n. 26525: “La Corte di cassazione può rilevare d’ufficio una causa di inammissibilità dell’appello che il giudice di merito non abbia riscontrato, con conseguente cassazione senza rinvio della sentenza di secondo grado, non potendosi riconoscere, al gravame inammissibilmente spiegato, alcuna efficacia conservativa del processo di impugnazione.”; conformi, sempre tra gli arresti più recenti, Cass. sez. 1, 7 luglio 2017 n. 16863 e Cass. sez. 3, 27 novembre 2014 n. 25209), fattispecie da ricondurre alla “causa” che “non poteva essere proposta” di cui all’art. 382 c.p.c., comma 3, (cfr. Cass. sez.6-3, ord. 5 dicembre 2013 n. 27305: “Il potere della Corte di cassazione di dichiarare d’ufficio che l’azione non poteva essere proposta, previsto dall’art. 382 c.p.c., comma 3, secondo inciso, può essere esercitato anche in sede di regolamento di competenza, atteso che la declaratoria di competenza di uno dei giudici di merito determinerebbe un inutile ritardo nella definizione del giudizio, inevitabilmente destinato a concludersi con una successiva pronuncia d’inammissibilità”; sulla stessa linea Cass. sez.6-3, ord. 23 novembre 2011 n. 24743) con evidente conseguenza di giudicato in ordine alla competenza, che nel caso in esame è stata attribuita nella sentenza del Tribunale di Lucca investita dal gravame inammissibile al giudice ordinario.

Il ricorso risulta, in conclusione, fondato, dovendosi dichiarare l’inammissibilità dell’appello proposto avverso la sentenza del primo giudice. Considerata la peculiarità della vicenda, in cui la corte territoriale ha omesso di rilevare tale inammissibilità, si stima equo compensare spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il regolamento di competenza dichiarando inammissibile l’appello proposto avverso la sentenza n. 356/2012 del Tribunale di Lucca ai sensi dell’art. 382 c.p.c., comma 3, e compensa le spese processuali del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 10 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 6 marzo 2020

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