Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6479 del 17/03/2010

Cassazione civile sez. III, 17/03/2010, (ud. 18/11/2009, dep. 17/03/2010), n.6479

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETTI Giovanni Battista – Presidente –

Dott. CALABRESE Donato – rel. Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

A.M. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata

in ROMA, VIALE PARIOLI 112, presso lo studio dell’avvocato COMMERCI

SEBASTIANO, rappresentata e difesa dall’avvocato NISI LORIS giusta

delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

NAVALE ASSICURAZIONI C.F. (OMISSIS), (gia’ MERCURY ASSICURAZIONI

S.p.A.), in persona del suo procuratore dott. S.P.E.,

elettivamente domiciliata in ROMA, LUNGOTEVERE FLAMINIO 26, presso lo

studio dell’avvocato BALDI GIUSEPPE, che la rappresenta e difende

giusta delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 94/2005 della CORTE D’APPELLO di REGGIO

CALABRIA, emessa il 12/5/2005, depositata 11 19/05/2005, R.G.N.

307/97;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

18/11/2009 dal Consigliere Dott. CALABRESE Donato;

udito l’Avvocato MAURIZIO GIORGINO (per delega Avv. Loris);

udito l’Avvocato FRANCESCO BALDI (per delega Avv. Baldi Giuseppe);

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni che ha chiesto l’accoglimento del ricorso.

 

Fatto

IN FATTO E DIRITTO

A.M. con citazione 13.2.1990 conveniva dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria la Mercury Assicurazioni spa per sentirla condannare all’indennizzo dei danni subiti dall’appartamento di sua proprieta’ sito alla Via (OMISSIS). Deduceva di avere stipulato con la societa’ convenuta in data (OMISSIS) una polizza “globale” di assicurazione contro i danni che avessero riguardato il detto immobile; che, quattro giorni dopo, il (OMISSIS), questo aveva subito gravi danni per infiltrazioni d’acqua provocate dal trasudamento del terreno; che la richiesta di risarcimento, tempestivamente inoltrata, non aveva ottenuto esito alcuno.

Costituitasi in giudizio, la Compagnia assicuratrice eccepiva la prescrizione del diritto al risarcimento invocato dall’attrice e contestava la domanda nel merito.

Il Tribunale con sentenza in data 14.5.1997 accoglieva l’eccezione di prescrizione.

Impugnata la decisione dalle parti, la Corte d’appello di Reggio Calabria con sentenza del 24.5.2005 rigettava l’appello della A. e accoglieva l’appello incidentale della Assicurazione in ordine alla rifusione delle spese di primo grado.

Avverso detta sentenza A.M. ha proposto ricorso per Cassazione affidato a quattro motivi. Ha resistito con controricorso la Navale Assicurazioni spa (gia’ Mercury Assicurazioni spa), che ha anche depositato memoria.

Cio’ posto, nel primo motivo la ricorrente denuncia violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2935 e 2952 c.c. ed omessa motivazione in relazione all’efficacia sospensiva della prescrizione. Adduce che erroneamente la Corte d’appello di Reggio Calabria non abbia ritenuto che nella specie il termine per la prescrizione iniziava a decorrere solo dal 14.4.1989, data della missiva con la quale la Mercury Ass.ni, nelle more della fase arbitrale, comunicava alla A. di non ritenere indennizzabile il danno da questa subito.

Nel secondo motivo denuncia la ricorrente vizi della motivazione in ordine alla omessa valutazione dell’atto di nomina del proprio arbitro ai fini della sospensione della prescrizione.

Nel terzo motivo deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, la mancata considerazione di alcune circostanze, rilevanti ai fini della decisione, quali la fase arbitrale espletata e la missiva datata 14.4.1989.

I tre motivi, di cui si unifica l’esame essendo tra loro in stretta correlazione, sono fondati nei sensi di seguito esposti.

Come da indirizzo di questa Corte, infatti, in tema di assicurazione contro i danni, salvo che l’assicuratore abbia contestato l’operativita’ della garanzia, la prescrizione del diritto dell’assicurato all’indennita’ decorre dalla data in cui il diritto stesso puo’ essere esercitato, e cioe’ dal momento del verificarsi del fatto, ovvero, quando le parti abbiano previsto lo svolgimento di una perizia contrattuale per la quantificazione del danno, dal momento della conclusione di tale procedura (Cass. n. 14487/2004).

Orbene si espone nel ricorso e questo non risulta contestato che, “nel mentre si era ancora in attesa di conoscere la valutazione del danno da parte dell’arbitro nominato dalla Mercury, con missiva datata 14.4.1989 la predetta Compagnia di assicurazioni comunicava alla odierna ricorrente che “alla luce dell’elaborato peritale e del verbale del sopralluogo fatto dai periti e regolarmente firmato per approvazione, emerge che il danno non e’ indennizzabile in quanto non rientra nelle garanzie prestate dalla polizza”.

Se ne deduce, dunque, che nel caso in esame si e’ dato luogo a perizia contrattuale volta alla quantificazione del danno, derivandone, peraltro, che la contestazione dell’operativita’ della garanzia si e’ avuta con quanto la sco. Mercury comunicava alla A. con la missiva 14.4.1989 “alla luce dell’elaborato peritale”.

E’, pertanto, da tale data che deve ritenersi decorrere il momento dal quale l’assicurata poteva esercitare il diritto all’indennita’, sicche’, avendo l’odierna ricorrente azionato tale diritto con atto di citazione notificato in data 13.2.1990, il diritto stesso a questa data non si era prescritto.

Gli esposti motivi vanno pertanto accolti, restando assorbito il quarto motivo per difetto di motivazione in ordine alla condanna alle spese di entrambi i gradi di giudizio.

Di conseguenza la sentenza impugnata va cassata in relazione ai primi tre motivi accolti, restando assorbito il quarto motivo, con rinvio, per nuovo esame, alla Corte d’appello di Reggio Calabria in altra composizione, che provvedera’ anche sulla regolamentazione delle spese di questo giudizio.

P.Q.M.

LA CORTE Accoglie i primi tre motivi del ricorso e dichiara assorbito il quarto; cassa e rinvia, anche per le spese del giudizio di Cassazione, alla Corte di Appello di Reggio Calabria in diversa composizione.

Cosi’ deciso in Roma, il 18 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 17 marzo 2010

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