Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6401 del 13/03/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 13/03/2017, (ud. 02/12/2016, dep.13/03/2017),  n. 6401

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Presidente –

Dott. TORRICE Amelia – Consigliere –

Dott. BLASUTTO Daniela – Consigliere –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Irene – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 3508-2011 proposto da:

C.M., C.F. (OMISSIS), B.E. C.F. (OMISSIS),

B.G. C.F. (OMISSIS), nella qualità di eredi di B.C.,

domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato

EMILIO LONGOBARDI, giusta delega in atti;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, C.F.

(OMISSIS), in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e

difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici

domicilia in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI, 12 ope legis, atto di

costituzione depositato il 15/3/2011;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 7559/2009 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 13/03/2010 r.g.n. 4984/2006 + altre;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

02/12/2016 dal Consigliere Dott. ANNALISA DI PAOLANTONIO;

udito l’Avvocato EMILIO LONGOBARDI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUZIO Riccardo, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1 – La Corte di Appello di Napoli, in riforma della sentenza di prime cure che aveva accolto il ricorso, ha respinto le domande proposte nei confronti del Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica da B.C., C.M. e T.C., già dipendenti di enti locali transitati nel ruolo ministeriale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, i quali avevano chiesto il riconoscimento della pregressa anzianità di servizio ai fini giuridici ed economici della L. n. 124 del 1999, ex art. 8, comma 2.

2 – La Corte territoriale ha respinto l’eccezione di tardività dell’appello, rilevando che solo la notifica della sentenza all’Avvocatura dello Stato è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione. Nel merito ha richiamato a fondamento del decisum la L. 266 del 2005, art. 1, comma 218, che aveva autenticamente interpretato l’art. 8, ed ha escluso qualsiasi profilo di incostituzionalità della normativa sopravvenuta in corso di causa.

3 – Per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso gli eredi di B.C. sulla base di un unico motivo. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha depositato atto di costituzione, chiedendo di potere illustrare le proprie difese nel corso dell’udienza di discussione, alla quale, però, non ha partecipato.

4 – Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente del 14.9.2016, la redazione della motivazione della sentenza in forma semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1 – I ricorrenti denunciano con l’unico motivo di ricorso “violazione e falsa applicazione degli artt. 170, 285, 325, 326 e 417 bis c.p.c. e del R.D. n. 1611 del 1933, artt. 2 e 11 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”. Rilevano che nel giudizio di primo grado la amministrazione si era costituita ex art. 417 bis c.p.c., comma 1 avvalendosi di un proprio dipendente, al quale la sentenza era stata notificata il 3 novembre 2005. L’appello era stato proposto solo il 23 maggio 2006, quando già era decorso il termine per la impugnazione, giacchè il codice di rito attribuisce al funzionario tutte le capacità connesse alla qualità di difensore, ivi compresa quella di ricevere la notificazione della sentenza.

Evidenziano che la Corte territoriale ha erroneamente esteso alla fattispecie i principi che governano la diversa ipotesi della delega conferita dall’Avvocatura dello Stato R.D. n. 1611 del 1933, ex art. 2 perchè la costituzione ex art. 417 bis c.p.c. non può essere ricondotta a detta diversa forma di delega, in quanto espressione di un generale potere conferito alle amministrazioni dello stato.

2 – Il motivo è inammissibile.

Pronunciando in fattispecie sovrapponibile a quella oggetto di causa questa Corte (Cass. 11.4.2016 n. 7028) ha evidenziato che, ai fini del rituale adempimento dell’onere, imposto al ricorrente dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, di indicare specificamente nel ricorso anche gli atti processuali su cui si fonda e di trascriverli nella loro completezza con riferimento alle parti oggetto di doglianza, è necessario che si provveda anche alla loro individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (Cass. 16 marzo 2012, n. 4220; Cass. 23 marzo 2010, n. 6937). Sicchè, in ottemperanza a tale principio, il ricorso per cassazione deve contenere in sè tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito e, altresì, a permettere la valutazione della fondatezza di tali ragioni, senza la necessità di far rinvio e accedere a fonti esterne allo stesso ricorso e, quindi, a elementi o atti attinenti al pregresso giudizio di merito, con la conseguenza dell’onere del ricorrente di indicarne specificamente, a pena di inammissibilità, oltre al luogo in cui ne sia avvenuta la produzione, gli atti processuali e i documenti su cui il ricorso sia fondato mediante la riproduzione diretta del contenuto che sorregge la censura oppure attraverso la riproduzione indiretta di esso con specificazione della parte del documento cui corrisponda l’indiretta riproduzione (Cass. 15 luglio 2015, n. 14784).

2.1 – Nel caso di specie detti oneri non sono stati assolti per la mancanza della trascrizione della memoria difensiva di primo grado – recante, ai fini della regolarità della costituzione del delegato, la sottoscrizione del funzionario e la espressa dichiarazione di stare in giudizio in tale sua qualità (Cass. 16 settembre 2011, n. 19027) – nonchè della relazione di notifica della sentenza di primo grado al predetto.

Non è pertanto possibile a questa Corte l’esercizio del potere di diretto esame degli atti del giudizio di merito, riconosciuto al giudice di legittimità, ove sia denunciato un error in procedendo, solo qualora il motivo sia formulato nel rispetto degli oneri di specificazione ed allegazione imposti dall’art. 366 c.p.c., n. 6 e art. 369 c.p.c., n. 4.

2.2 – La trascrizione delle parti rilevanti della memoria difensiva di primo grado si imponeva nella fattispecie anche perchè questa Corte, in recente decisione, ha precisato che “la previsione di cui all’art. 417 bis c.p.c., secondo cui le P.A., nelle controversie relative ai rapporti di lavoro, possono stare in giudizio, in primo grado, mediante loro dipendenti, si differenzia da quella di cui al R.D. n. 1611 del 1933, art. 2 che consente all’Avvocatura dello Stato di delegare per la rappresentanza dell’Amministrazione un funzionario o procuratore, in quanto in un caso l’amministrazione assume direttamente la difesa, nell’altro la delega concerne la sola rappresentanza in giudizio, restando l’attività defensionale affidata all’ufficio dell’Avvocatura competente per territorio. Ne consegue che nel primo caso la notifica della sentenza di primo grado, ai fini del decorso del termine breve per l’impugnazione, va effettuata allo stesso dipendente, mentre nel secondo la notifica della sentenza al delegato è radicalmente nulla, dovendosi effettuare presso gli uffici dell’Avvocatura dello Stato, ex art. 11 del r.d. n. 1611 del 1933.” (Cass. 5.9.2016 n. 17596).

3 – Non occorre provvedere sulle spese del giudizio di legittimità perchè l’Avvocatura ha solo depositato atto di costituzione chiedendo di poter illustrare oralmente le difese nel corso della udienza di discussione, alla quale, poi, non ha partecipato.

PQM

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso. Nulla sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 2 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 13 marzo 2017

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