Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6385 del 09/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/03/2021, (ud. 15/12/2020, dep. 09/03/2021), n.6385

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25438-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

F.R., elettivamente domiciliato presso la

cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA,

rappresentato e difeso dall’Avvocato FABIO PACE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1738/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 17/04/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 15/12/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RITENUTO

che:

in controversia relativa ad impugnazione di avviso di accertamento ai fini ad IVA, IRPEF e IRAP per l’anno di imposta 2010, con la sentenza indicata in epigrafe la CTR della Lombardia, accogliendo l’appello di F.R., annullava l’atto impositivo perchè emesso ante tempus, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7;

per la cassazione della predetta sentenza ricorre, con unico motivo, l’Agenzia delle entrate,

si costituisce con controricorso F.R..

Diritto

CONSIDERATO

che:

con l’unico motivo l’Agenzia delle entrate deduce la violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, commi 1 e 7, e L. n. 4 del 1929, art. 24, ex art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la CTR accolto l’appello del contribuente e disposto l’annullamento dell’avviso di accertamento impugnato per mancata attivazione del contraddittorio endoprocedimentale di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7 sostenendo che nella specie non era obbligata ad attivare nella fase amministrativa il contraddittorio con il contribuente, non avendo effettuato accessi, ispezioni o verifiche presso la sede della società.

Il motivo è fondato e va accolto, in quanto nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria ha espletato un accertamento c.d. a tavolino, emesso a seguito di attività istruttoria e risposta del contribuente al questionario, dai quali erano emerse irregolarità rilevanti;

pertanto, la statuizione impugnata, seppur implicitamente, aderisce ai principi giurisprudenziali, di derivazione anche unionale, in materia di contraddittorio endoprocedimentale (secondo cui per i tributi “non armonizzati” non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un generalizzato obbligo di contraddittorio nella fase amministrativa, sussistente solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito, così come non sussiste per gli accertamenti condotti “a tavolino”, mentre per i tributi “armonizzati”, grava sul contribuente, in ipotesi di violazione del contraddittorio, l’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere nella fase amministrativa), incorre nell’erronea interpretazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, ritenendo che l’attività istruttoria svoltasi presso gli Uffici, dell’amministrazione finanziaria, ove poi viene eseguita la verifica (che, quindi, prescinde da qualsiasi accesso presso la sede della società ed è verifica fatta “a tavolino”) con invio di questionario al contribuente, che lo ha evaso, sia equiparabile, quod effectum, alla verifica effettuata presso la sede della società ma poi proseguita, su richiesta del contribuente ai sensi del comma 3 della disposizione in esame, presso l’ufficio dei verificatori; situazioni che sono, all’evidenza, tra loro del tutto divergenti.

Il motivo va conseguentemente accolto, anche con riferimento all’art. 12 citato, comma 7 in quanto la violazione del contraddittorio endoprocedimentale sarebbe comunque insussistente.

All’accoglimento del ricorso consegue la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla CTR della Lombardia, per l’esame di eventuali motivi di appello rimasti assorbiti e per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 9 marzo 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA