Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6344 del 10/03/2017

Cassazione civile, sez. VI, 10/03/2017, (ud. 05/12/2016, dep.10/03/2017),  n. 6344

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso ricorso 22148-2014 proposto da:

BANCA MONTE DEI PASCHI di MENA s.p.a., in persona del sostituto del

titolare preposto e rappresentante della sede secondaria di Napoli e

come tale dell’area territoriale sud della Banca Monte dei Paschi di

Siena s.p.a., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI GROTTA

PEIZWITA 130, presso lo studio dell’avvocato MARIA ALESSANDRA

LANNICELLI, rappresentata e difesa dall’avvocato MICHELE SARNO,

giusta procura a margine del ricorso.

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) s.n.c, nonchè dei soci illimitatamente responsabili.

– intimati –

avverso la sentenza n. 2527/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

24/05/2013, depositata il 19/06/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/12/2016 dal consigliere relatore, Dott.ssa CRISTIANO MAGDA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

E’ stata depositata la seguente relazione:

1) La Corte d’appello di Napoli, in accoglimento dell’appello proposto dal fallimento della Fitofarmacia Sa.Gi. di P.S. & G.G. s.n.c. contro la sentenza di primo grado, ha dichiarato l’inefficacia, ai sensi della L.Fall., art. 67, comma 2, delle rimesse solutorie di Euro 43.640,60 affluite, nell’anno anteriore alla sentenza dichiarativa, sul conto corrente intrattenuto dalla società poi fallita presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura s.p.a. ed ha pertanto condannato la Banca Monte dei Rischi di Siena (in seguito MPS) s.p.a. (incorporante BNA a seguito di successivi atti di fusione) a restituire al Fallimento la somma predetta, maggiorata degli interessi legali.

La corte territoriale ha rilevato che, non essendovi prova che la società poi fallita godesse di un’ apertura di credito regolata in conto corrente, il conto risultava scoperto allorchè vi erano affluite le rimesse impugnate, ivi compresa quella derivante da giroconto dal conto anticipi; la scientia decoctionis della banca risultava poi provata in via presuntiva, tenuto conto, in particolare, dell’anomalo andamento del conto e dell’elevazione a carico della fallita di numerosi protesti, per importi rilevanti.

La sentenza, pubblicata il 19.6.013, è stata impugnata da MPS con ricorso per cassazione affidato a tre motivi.

Il Fallimento intimato non ha svolto attività difensiva.

3.1) Con il primo motivo la ricorrente lamenta che la corte del merito non abbia tenuto conto delle risultanze della ctu disposta nel giudizio di primo grado, che aveva accertato che la società poi fallita godeva di numerosi affidamenti regolati in conto corrente ed aveva concluso per la natura non solutoria delle rimesse.

3.2) Col il secondo motivo contesta che la documentazione da essa prodotta fosse priva di data certa e perciò inidonea a provare la sussistenza dei contratti di affidamento di cui la fallita godeva.

3.3) Con il terzo si duole che la corte abbia ritenuto provata la sua scientia decoctionis.

4) Tutti e tre i motivi appaiono inammissibili.

4.1) Il primo difetta dei requisiti di specificità richiesti dall’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 4 e 6, in quanto non chiarisce quale fosse l’oggetto dell’indagine demandata al ctu e non indica su quali documenti la stessa sia stata condotta; la censura, inoltre, non tiene conto che, nell’accertare la mancanza di prova dell’esistenza di un contratto di apertura di credito in conto corrente e la natura solutoria anche della rimessa rinveniente dal giroconto, la corte del merito ha implicitamente, ma motivatamente, disatteso le conclusioni del ctu..

4.2) Il secondo non investe l’accertamento della corte del merito, costituente autonoma ratio decidendi, secondo cui la documentazione prodotta dalla banca era priva di valenza probatoria non solo perchè priva di data certa, ma anche perchè consistente in mere fotocopie di estratti dei suoi libri, in appunti interni ed in ricevute di versamento, inidonei a dimostrare l’avvenuta stipulazione di un contratto, quale quello di apertura di credito, che richiede la forma scritta ad substantiam.

4.3) Il terzo, che denuncia un vizio di motivazione, non specifica quale sia il fatto storico decisivo, oggetto di contraddittorio fra le parti, che il giudice d’appello avrebbe omesso di valutare e si risolve nella richiesta di una diversa valutazione delle risultanze istruttorie.

Si propone, pertanto, di dichiarare il ricorso inammissibile, con decisione che potrebbe essere assunta in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Il collegio ha esaminato gli atti, ha letto la relazione e ne ha condiviso le conclusioni, non utilmente contraddette dalla ricorrente nella memoria depositata, che, quale unica novità, richiama – tardivamente ed inammissibilmente – taluni passi, nonchè le conclusioni, della ctu, dalle quali la corte del merito si è motivatamente e correttamente discostata, atteso che, ai fini della verifica dell’eventuale natura ripristinatoria delle rimesse, rileva unicamente la sussistenza di un’ apertura di credito in conto corrente e non già di altri affidamenti per anticipi su crediti, quali quelli accertati dal consulente.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

Poichè il Fallimento intimato non ha svolto attività difensiva, non v’è luogo alla liquidazione delle spese.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

Così deciso in Roma, il 5 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 marzo 2017

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