Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6328 del 10/03/2017

Cassazione civile, sez. VI, 10/03/2017, (ud. 05/12/2016, dep.10/03/2017),  n. 6328

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul regolamento di competenza d’ufficio proposto dal Tribunale di

Imperia con ordinanza n. R.G. 231/2016 V.G. depositata l’8/06/2016

nel procedimento pendente tra:

TRIBUNALE di SAVONA;

D.G.F.;

sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. CERONI

FRANCESCA che visti l’art. 375 c.p.c., n. 4 e art. 380 ter c.p.c.

chiede che la Corte di Cassazione, riunita in camera di consiglio,

dichiari la competenza territoriale del giudice tutelare presso il

Tribunale di Savona, con le conseguenti determinazioni di legge;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. DI MARZIO MAURO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il giudice tutelare del Tribunale di Imperia ha chiesto il regolamento di competenza nei confronti del giudice tutelare del Tribunale di Savona contro il provvedimento con cui quest’ultimo aveva disposto la trasmissione degli atti relativi alla tutela dell’interdetto legale D.G.F. per ragioni di competenza, dal momento che l’interdetto, pur residente anagraficamente a Savona, risultava ristretto presso la Casa circondariale di Sanremo.

Il Procuratore Generale ha chiesto dichiararsi la competenza territoriale del giudice tutelare presso il tribunale di Savona.

Va dichiarata la competenza territoriale del giudice tutelare presso il tribunale di Savona.

Il giudice competente per la apertura della tutela dell’interdetto giudiziale è indicato dalla legge nel giudice tutelare presso il tribunale del circondario ove è la sede principale degli affari e interessi dell’interdetto (artt. 343 e 424 c.c.).

Tale definizione normativa, che richiama la nozione di domicilio (art. 43 c.c., comma 1), deve tuttavia, nel caso in cui la persona della cui tutela si tratta si trovi in stato di detenzione in esecuzione di sentenza definitiva, intendersi riferita al luogo di ultima dimora abituale prima dell’inizio dello stato detentivo, inapplicabile apparendo il criterio del domicilio che presuppone l’elemento soggettivo del volontario stabilimento (cfr. Cass. n. 20471/15; n. 109/14; n. 15776/14; n. 10373/13, n. 508/08).

Nella specie il D.G. è residente anagraficamente a Savona.

PQM

dichiara la competenza del giudice tutelare del tribunale di Savona, al quale rimette il procedimento.

Così deciso in Roma, il 5 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 marzo 2017

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