Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6296 del 05/03/2020

Cassazione civile sez. lav., 05/03/2020, (ud. 17/12/2019, dep. 05/03/2020), n.6296

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7325/2014 proposto da:

ROSSI S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FEDERICO CONFALONIERI 1,

presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA PALMA, rappresentata e

difesa dall’avvocato ANTONIO SERGIO SCAMPOLI;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona

del suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, in proprio e

quale mandatario della S.C.C.I. S.P.A. – Società di

Cartolarizzazione dei Crediti I.N.P.S., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA N. 29, presso l’Avvocatura Centrale

dell’Istituto, rappresentati e difesi dagli avvocati ANTONINO SGROI,

CARLA D’ALOISIO, GIUSEPPE MATANO, EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO;

– resistenti con mandato –

avverso la sentenza n. 1453/2013 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

depositata il 23/12/2013 R.G.N. 31/2013.

Fatto

RILEVATO

che:

1. la società Rossi srl impugnava di fronte al Tribunale di Chieti il verbale di accertamento del 12 febbraio 2008, notificato il 15 febbraio 2008, con il quale l’INPS di Chieti aveva revocato il beneficio degli sgravi contributivi di cui la società si era avvalsa in applicazione della L. n. 448 del 2001, art. 44, per il periodo dal gennaio 2002 al maggio 2003.

2. La Corte d’appello di L’Aquila confermava la sentenza del Tribunale che aveva dichiarato prescritta la conseguente pretesa contributiva relativamente al mese di dicembre 2002 e sussistente il restante credito dell’Inps per il periodo gennaio-maggio 2003, considerando primo atto interruttivo la notifica del verbale avvenuta il 15 febbraio 2008 e ritenendo che il dies a quo per la decorrenza del termine prescrizionale quinquennale fosse quello in cui era sorto il credito contributivo dell’istituto previdenziale, ovvero il ventunesimo giorno di ogni mese per le somme maturate per il mese precedente.

3. Per la cassazione della sentenza la Rossi srl ha proposto ricorso, affidato a due motivi. L’INPS, in proprio e quale mandatario di SCCI s.p.a., ha depositato procura speciale in calce alla copia notificata del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. come primo motivo di ricorso la società deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 418 c.p.c., con riferimento all’art. 416 c.p.c. e attinge il passaggio motivazionale della sentenza della Corte d’Appello nel quale questa ha respinto il motivo di gravame secondo il quale il ricorso introduttivo non sottoponeva la questione relativa alla spettanza degli sgravi, ma solo la prescrizione della pretesa impositiva. La ricorrente sostiene, in sostanza, che l’INPS avrebbe dovuto proporre una domanda riconvenzionale per negare gli sgravi, il che non aveva fatto.

5. Il motivo non è fondato.

6. La lite è nata come impugnazione del verbale con cui l’istituto aveva revocato il beneficio degli sgravi contributivi di cui la società si era avvalsa in applicazione della L. n. 448 del 2001, art. 44: per paralizzare la revoca dei benefici disposta dall’istituto era dunque la società a dover dimostrare il proprio diritto agli sgravi, considerato che la prescrizione del diritto al recupero presuppone la non spettanza del beneficio.

7. In tal senso, la Corte territoriale ha correttamente fatto applicazione del principio in più occasioni ribadito da questa Corte, secondo il quale in tema di sgravi contributivi, che costituiscono una situazione di eccezione in senso riduttivo dell’obbligo contributivo, grava sull’impresa che vanti il diritto al beneficio l’onere di provare la sussistenza dei necessari requisiti, in relazione alla fattispecie normativa di volta in volta invocata. (v ancora da ultimo Cass. n. 1157 del 18/01/2018 e Cass. n. 18160 del 10/07/2018).

8. Come secondo motivo la ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 2935 c.c., con riferimento all’art. 2934 c.c. e della L. n. 153 del 1969, art. 41, così come modificato dalla L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9 e sostiene che, considerato che la stessa Corte d’Appello aveva individuato la decorrenza del termine di prescrizione del ventunesimo giorno di ogni mese avendo riguardo alle somme maturate per il mese precedente, la sentenza avrebbe dovuto riconoscere anche la prescrizione delle somme dovute anche per i periodi anteriori al dicembre 2002.

9. Il motivo è fondato.

10. La Corte territoriale ha confermato la sentenza di primo grado che aveva ritenuto prescritto il credito contributivo relativo al mese di dicembre 2002, in considerazione del fatto che il primo atto interruttivo della prescrizione, costituito dalla notifica del verbale di accertamento, era stato realizzato in data 15 febbraio 2008, e dunque dopo la scadenza del periodo previsto per il versamento dei contributi relativi al mese di dicembre 2002.

11. In relazione al periodo anteriore, e dunque agli sgravi relativi al periodo dal gennaio 2002 al novembre 2002, la Corte territoriale ha disatteso l’appello della s.r.l. Rossi che ne assumeva la prescrizione argomentando che la società avrebbe confuso il diritto della società a fruire degli sgravi con quello dell’Inps ad ottenere il pagamento della contribuzione.

12. Oggetto di causa erano però le agevolazioni contributive di cui la società aveva usufruito con riferimento al periodo dal gennaio 2002 al maggio 2003, in quanto con il ricorso introduttivo la Rosi s.r.l. aveva chiesto di accertare e dichiarare “l’interruzione della prescrizione con riferimento agli sgravi contributivi usufruiti dalla società nel periodo dal 7 gennaio 2002 al 30 maggio 2003 in forza della L. n. 448 del 2001, a datare dalla notifica del verbale di accertamento avvenuto il 15 febbraio 2008 ” (punto 1) delle conclusioni di primo grado, riportate a pg. 3 del ricorso per cassazione) e di conseguenza “dichiarare che gli sgravi di cui ha usufruito la società Rossi s.r.l. nel periodo dal gennaio 2002 al 15 febbraio 2003 sono colpiti dalla prescrizione estintiva quinquennale e, pertanto, non recuperabili” (punto 2) delle conclusioni di primo grado, riportate a pg. 3 del ricorso per cassazione).

13. La Corte territoriale avrebbe dunque dovuto esaminare l’incidenza della prescrizione sul diritto dell’Inps al recupero degli sgravi eventualmente portati a conguaglio anche con riferimento al periodo anteriore al dicembre 2002, id est al versamento integrale della contribuzione dovuta per tale periodo, in luogo di quella ridotta eventualmente versata in virtù della fruizione degli sgravi stessi.

14. Il ricorso deve quindi essere in tal senso accolto in relazione al secondo motivo, rigettato il primo, e la sentenza cassata, con rinvio alla Corte d’appello di Ancona, che dovrà procedere a nuovo esame attenendosi a quanto indicato.

15. Al giudice designato competerà anche la regolamentazione delle spese del presente giudizio.

16. Non sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, previsto dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, rigettato il primo motivo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per la regolamentazione della spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Ancona.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 17 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 marzo 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA