Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6217 del 15/03/2010

Cassazione civile sez. lav., 15/03/2010, (ud. 27/01/2010, dep. 15/03/2010), n.6217

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAVAGNANI Erminio – rel. Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. DI NUBILA Vincenzo – Consigliere –

Dott. STILE Paolo – Consigliere –

Dott. CURZIO Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 25/B, presso lo

studio dell’avvocato PESSI ROBERTO, rappresentata e difesa

dall’avvocato SIGILLO’ VINCENZO, giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

G.L.;

– intimata –

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Avverso sentenza della Corte di Appello di Lecce la s.p.a. Poste Italiane ha notificato ricorso per Cassazione a G.L., nella controversia in tema di accertamento della validita’ o no del contratto di lavoro a tempo determinato stipulato a suo tempo tra le parti.

La controparte ha resistito con controricorso contenente ricorso incidentale cui ha replicato la societa’ ricorrente.

Nel corso del giudizio di legittimita’ la societa’ ricorrente ha presentato copia del verbale di conciliazione sindacale intervenuto tra le medesime.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi vanno riuniti e dichiarati inammissibili.

Dal predetto verbale risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, dandosi atto “dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge e dichiarando che, in caso di fasi giudiziali ancora aperte, le stesse saranno definite in coerenza con il presente verbale” anche per quanto attiene alle spese processuali.

Osserva il Collegio che il suddetto verbale di conciliazione si palesa idoneo a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo, con la conseguenza che dalla cessazione della materia del contendere discende la declaratoria di inammissibilita’ dei ricorsi, posto che l’interesse ad agire, e quindi ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui e’ proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della decisione, in relazione alla quale va valutato l’interesse ad agire (Cass. S.U. 29 novembre 2006 n. 25278).

Quanto alle spese giudiziali, nulla devesi disporre, giusta l’estensione a queste della intervenuta conciliazione.

P.Q.M.

LA CORTE Riuniti i ricorsi, li dichiara inammissibili. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 27 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 15 marzo 2010

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