Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6169 del 05/03/2020

Cassazione civile sez. III, 05/03/2020, (ud. 07/11/2019, dep. 05/03/2020), n.6169

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – rel. Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al numero 25127 del ruolo generale dell’anno

2016, proposto da:

G. COSTRUZIONI LAVORI PUBBLICI S.r.l., (P.I.: (OMISSIS)), in

persona dell’amministratore unico, legale rappresentante pro

tempore, G.A., rappresentato e difeso, giusta procura

a margine del ricorso, dall’avvocato (OMISSIS);

– ricorrente – controricorrente al ricorso incidentale –

nei confronti di:

COOPERATIVA NUOVA EDILIZIA GROTTAFERRATA – N.E.G. S.c.r.l. (C.F.:

(OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore,

T.C. rappresentato e difeso, giusta procura allegata al

controricorso, dagli avvocati Filippo Carlo Leone (C.F.: LNE FPP

72SO4 H501F) e Marco Chierichini (C.F.: CHR MRC 72L21 D773X);

– controricorrente – ricorrente in via incidentale –

per la cassazione della sentenza del Tribunale di Velletri n.

2689/2016, pubblicata in data 7 settembre 2016 (e che si assume

notificata in data 15 settembre 2016);

udita la relazione sulla causa svolta alla pubblica udienza in data 7

novembre 2019 dal consigliere Dott. Augusto Tatangelo;

uditi:

il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale

Dott. Soldi Anna Maria, che ha concluso per l’accoglimento del primo

motivo del ricorso principale e dichiarazione di inammissibilità

dell’opposizione agli atti esecutivi, con assorbimento del secondo

motivo del ricorso principale nonchè del ricorso incidentale,

comunque inammissibile;

l’avvocato Marco Chierichini, per la società controricorrente e

ricorrente in via incidentale.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Cooperativa Nuova Edilizia Grottaferrata – N. E.G. S.c.r.l. ha proposto opposizione avverso il precetto di pagamento intimatole da G. Costruzioni Lavori Pubblici S.r.l. sulla base di un titolo esecutivo di formazione giudiziale.

Il Tribunale di Velletri, premesso che era stata proposta sia opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. che opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., ha accolto l’opposizione agli atti esecutivi, dichiarando assorbita ogni ulteriore domanda.

Ricorre G. Costruzioni Lavori Pubblici S.r.l., sulla base di due motivi.

Resiste con controricorso N. E.G. S.c.r.l., che propone a sua volta ricorso in via incidentale condizionata, al quale resiste con controricorso la società ricorrente in via principale.

La società controricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo del ricorso principale si denunzia “Violazione dell’art. 617 c.p.c.”.

Con il secondo motivo del ricorso principale si denunzia “Violazione dell’art. 480 c.p.c.”.

Con l’unico motivo del ricorso incidentale si denunzia “In via subordinata, violazione degli artt. 112 c.p.c., comma 4, per infrapetizione con omessa pronuncia su di una domanda erroneamente dichiarata assorbita. Violazione e falsa applicazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3, art. 1284 c.c. e D.Lgs. n. 231 del 2002, art. 11, comma 1”.

La decisione impugnata va cassata, sia con riguardo alla decisione relativa all’opposizione agli atti esecutivi, sia con riguardo alla conseguente dichiarazione di assorbimento dell’opposizione all’esecuzione.

2. Secondo quanto riferiscono concordemente parte ricorrente e parte controricorrente:

a) il precetto opposto è stato notificato in data 30 luglio 2015;

b) la società intimata ha proposto una prima opposizione agli atti esecutivi, nei successivi venti giorni, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., comma 1, con atto di citazione, facendo valere l’irregolarità del precetto per la mancata indicazione in esso della data di notificazione del titolo esecutivo, ed il relativo giudizio è indicato come tuttora pendente (R.G. 6079/2015 Tribunale di Velletri);

c) il giudizio definito con la sentenza impugnata (RG 2407/2016 Tribunale di Velletri) costituisce invece la fase di merito a cognizione piena di una successiva opposizione, avanzata dalla medesima società intimata, NEG S.c.r.l., dopo l’atto di pignoramento, con ricorso presentato al giudice dell’esecuzione nell’udienza del 3 febbraio 2016.

Secondo la società opponente NEG S.c.r.l., odierna controricorrente, nella seconda opposizione essa non aveva reiterato l’impugnazione del precetto per la mancata indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo, ma aveva avanzato esclusivamente una contestazione relativa all’importo oggetto di intimazione (e segnatamente con riguardo agli interessi), cioè una questione qualificabile esclusivamente in termini di opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c..

Secondo la società opposta G. Costruzioni Lavori Pubblici S.r.l., odierna ricorrente, al contrario, con la seconda opposizione la debitrice, unitamente al motivo di opposizione all’esecuzione, aveva effettivamente reiterato anche l’opposizione agli atti esecutivi per la mancata indicazione nel precetto della data di notificazione del titolo esecutivo, opposizione che però avrebbe dovuto essere dichiarata inammissibile, perchè tardiva.

Il Tribunale, dopo aver dato conto di entrambe le indicate contestazioni, ha deciso nel merito esclusivamente l’opposizione agli atti esecutivi, accogliendola, mentre ha dichiarato assorbita l’opposizione all’esecuzione.

3. L’interpretazione dell’atto introduttivo del presente giudizio effettuata dal giudice del merito è corretta, come emerge dal contenuto dell’atto stesso, del quale sono richiamate del resto nel ricorso e nel controricorso le parti rilevanti.

Con l’opposizione successiva al pignoramento, la società intimata aveva effettivamente reiterato il motivo di opposizione agli atti esecutivi relativo alla regolarità formale del precetto, oggetto della precedente opposizione già tempestivamente proposta ai sensi dell’art. 617 c.p.c., comma 1, oltre ad avanzare un’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comma 2.

4. Va peraltro tenuto presente che è incontestato tra le parti e, comunque, consta a questa Corte, alla stregua degli atti a questa sottoposti, che il primo giudizio di opposizione agli atti esecutivi, introdotto tempestivamente dalla società intimata (ed iscritto al n. 6079/2015 R.G. del Tribunale di Velletri), è tuttora pendente.

Per quanto attiene alla predetta opposizione agli atti esecutivi, quindi, sussiste una situazione di pacifica pendenza, in sede di merito, di un giudizio preventivamente instaurato relativo alla medesima controversia.

Orbene, secondo i principi di diritto affermati da questa Corte, “nell’ipotesi di riproposizione della medesima domanda davanti ad altro giudice, configurandosi un caso nel quale il processo non può trovare svolgimento, qualora la preclusione non sia stata rilevata in sede di merito e la relativa questione venga denunciata in sede di legittimità, sussiste un “error in procedendo” ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, che comporta la cassazione senza rinvio della sentenza inficiata da tale vizio, ex art. 382 c.p.c.” (Cass., Sez. L, Sentenza n. 16659 del 08/08/2005, Rv. 583310 – 01; il principio può trovare ovviamente applicazione anche in caso di riproposizione della medesima domanda davanti al medesimo ufficio giudiziario, laddove non sia stata disposta, come nella specie, la riunione ai sensi dell’art. 273 c.p.c. ed il vizio processuale è comunque rilevabile di ufficio; si vedano anche Cass., Sez. 3, Sentenza n. 3340 del 07/03/2001, Rv. 544519 – 01; Sez. L, Sentenza n. 22252 del 25/11/2004, Rv. 578124 – 01; Sez. U, Sentenza n. 9409 del 11/11/1994, Rv. 488520 – 01; Sez. L, Sentenza n. 5187 del 29/09/1981, Rv. 415984 – 01).

Dunque, in base agli enunciati principi, il giudizio relativo all’opposizione agli atti esecutivi reiterato unitamente alla nuova opposizione all’esecuzione proposta ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comma 2, non avrebbe potuto trovare svolgimento.

Al contrario, nessun impedimento processuale sussisteva in relazione allo svolgimento del giudizio di opposizione all’esecuzione, il quale avrebbe dovuto essere istruito e deciso nel merito dal tribunale.

Di conseguenza, la decisione impugnata, nella parte in cui dichiara l’assorbimento dell’opposizione all’esecuzione, non può ritenersi conforme a legge, come del resto sostenuto dalla società controricorrente nel ricorso incidentale condizionato, che, limitatamente a tale profilo, può quindi trovare accoglimento.

5. In definitiva, la sentenza impugnata va cassata:

a) con riguardo alla decisione (di merito) sull’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 617 c.p.c., perchè la relativa domanda non poteva essere proposta (e ciò sulla base di rilievo di ufficio, ai sensi dell’art. 382 c.p.c., comma 3, preliminare rispetto all’esame degli stessi motivi del ricorso principale);

b) con riguardo alla decisione (di assorbimento) relativa all’opposizione all’esecuzione di cui all’art. 615 c.p.c., perchè, contrariamente a quanto affermato dal tribunale, la relativa domanda non avrebbe dovuto essere dichiarata assorbita, ma esaminata e decisa nel merito, al che dovrà provvedersi in sede di rinvio.

6. La decisione impugnata è cassata, con rinvio al Tribunale di Velletri, affinchè sia esaminata e decisa nel merito la (sola) opposizione all’esecuzione proposta dalla N. E.G. S.c.r.l. ai sensi dell’art. 615 c.p.c., in parziale accoglimento, per quanto di ragione, del ricorso incidentale. Il giudice di rinvio provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte:

pronunciando sul ricorso principale ed in parziale accoglimento del ricorso incidentale, per quanto di ragione, cassa la sentenza impugnata, con rinvio al Tribunale di Velletri, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 7 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 marzo 2020

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