Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6152 del 05/03/2020

Cassazione civile sez. VI, 05/03/2020, (ud. 04/11/2019, dep. 05/03/2020), n.6152

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

Dott. GORGONI Marilena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18690-2019 proposto da:

C.D., elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e

difesa dagli avvocati ANTONIO SCOTTI GALLETTA, MARCO SCOTTI

GALLETTA;

– ricorrente –

contro

CA.NI., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUDOVISI 16,

presso lo studio dell’avvocato ANDREA ZAPPALA’, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato ILARIA NAPOLITANO;

– controricorrente –

contro

DI.BI.GE.;

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 14769/2019 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

di ROMA, depositata il 30/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14/11/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ENZO

VINCENTI.

Fatto

RITENUTO

che C.D. e S.G.M., con ricorso ex artt. 287 e 391 bis c.p.c., hanno chiesto correggersi l’errore materiale contenuto nell’ordinanza n. 14769 del 30 maggio 2019, là dove nel dispositivo, di rigetto del ricorso proposto da Ca.Ni., la parte ricorrente è condannata alle spese nella misura di Euro 6.000,00, “oltre 200,00 di spese generali”, dovendosi intendere “inserita per errore la parola “generali”, volendosi chiaramente riferire la Corte, con riferimento agli Euro 200,00, alle sole spese (cioè vive)”, posto che le spese generali “sono dovute per legge nella misura del 15%, anche indipendentemente da una espressa pronuncia”;

che resiste con controricorso Ca.Ni., mentre non ha svolto attività difensiva D.B.G.;

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380- bis c.p.c., è stata ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale la controricorrente ha depositato memoria;

che il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO

che il ricorso è manifestamente fondato.

E’ principio di diritto, che il Collegio intende ribadire, quello per cui il provvedimento giudiziale di liquidazione delle spese processuali che non contenga la statuizione circa la debenza o anche solo l’esplicita determinazione della percentuale delle spese forfettarie rimborsabili ai sensi della L. n. 247 del 2012, art. 13, comma 10, e del D.M. n. 55 del 2014, art. 2, è titolo per il riconoscimento del rimborso stesso nella misura del quindici per cento del compenso totale, quale massimo di regola spettante, potendo tale misura essere soltanto motivatamente diminuita dal giudice (Cass. n. 9385/20119; cfr. in precedenza, in prospettiva analoga, Cass. n. 13693/2018).

Nell’ordinanza n. 14769/2019 il compenso professionale è liquidato in Euro 6.000,00 e, dunque, le spese generali forfettarie, nella misura del 15% – non essendovi nel medesimo anzidetto provvedimento alcuna motivazione circa la diminuzione di tale percentuale – avrebbero dovuto essere stabilite in Euro 900,00, là dove, invece, la puntuale indicazione di Euro 200,00, pur sempre a titolo di spese, è da riferirsi (come di regola nei provvedimenti di questa Corte a sezioni civili), agli esborsi (o c.d. spese vive), essendo dunque la parola “generali” inserita in dispositivo da reputarsi frutto di mero errore materiale.

La memoria di parte ricorrente non adduce argomenti idonei a scalfire i rilievi che precedono (rispetto ai quali non risulta pertinente il richiamato precedente di cui a Cass., S.U., n. 11348/2013).

Nel procedimento di correzione di errore materiale di cui agli artt. 287 e 391-bis c.p.c., non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali (tra le tante, Cass. n. 21213/2013).

PQM

accoglie il ricorso e dispone che l’ordinanza di questa Corte, Terza Sezione civile, n. 14769 del 30 maggio 2019 venga corretta, nel dispositivo, come segue: dopo l’importo di “200,00 Euro” inserire, in luogo di “di spese generali”, la locuzione “per esborsi”.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della VI-3 Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 14 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 marzo 2020

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