Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6091 del 24/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 24/02/2022, (ud. 10/02/2022, dep. 24/02/2022), n.6091

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al n. 1726/2015 R.G. proposto da:

DEGAS INVESTMENTS SRL, (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, quale incorporante di IVELA IMMOBILIARE

SRL (C.F. (OMISSIS)), rappresentata e difesa dall’Avv. ALESSANDRO

TARDIOLA in virtù di procura a margine del ricorso e dall’Avv.

CARLO POLITO in virtù di procura a margine della comparsa di

costituzione in data 10 maggio 2021, elettivamente domiciliata

presso lo studio dell’Avv. Prof. MAURIZIO LEO in Roma, Piazza SS.

Apostoli, 66;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Generale

dello Stato, elettivamente domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi,

12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia, n. 2850/34/14, depositata in data 27 maggio 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 10 febbraio

2022 dal Consigliere Relatore Filippo D’Aquino.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

La società contribuente IVELA IMMOBILIARE SRL, quale società consolidata (all’epoca dei fatti), è risultata destinataria di un avviso di accertamento di primo livello, non oggetto di impugnazione, con il quale è stato rettificato il reddito relativo al periodo di imposta 2005, senza liquidazione dell’imposta, per l’importo di Euro 5.884.211,00;

che, come risulta dalla trascrizione dell’atto impugnato operata dal ricorrente, l’accertamento conseguiva alla ripresa a tassazione delle riserve in sospensione di imposta conseguenti alla “rivalutazione di beni immobili aziendali”, unitamente alle connesse imposte sostitutive versate per Euro 868.848,00, in quanto oggetto di distribuzione ai soci della cessionaria delle suddette riserve (Tibia SRL), società che aveva optato per il regime di trasparenza fiscale;

che risulta dagli atti che la società consolidante DEGAS INVESTMENTS SRL, odierna incorporante della originaria contribuente consolidata e destinataria dell’avviso di secondo livello, ha proposto impugnazione avverso quest’ultimo atto impositivo, con il quale – tra le altre cose – veniva rideterminata l’imposta conseguente all’accertamento di primo livello in oggetto, quantificato in Euro 5.876.478,00 e che la suddetta società consolidante usufruiva – come risulta dalla sentenza impugnata – della riduzione delle sanzioni a termini del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 15;

che la medesima (in allora) consolidante promuoveva, inoltre, istanza di autotutela ex D.M. 11 febbraio 1997, n. 37, in esito alla quale veniva emesso atto di autotutela parziale relativo all’avviso di secondo livello, con il quale – per quanto riguarda le imposte oggetto di accertamento con l’avviso di primo livello, oggetto di riepilogo anche in relazione alle imposte sostitutive versate – è stata scomputata la quota parte di imposta sostitutiva pagata e non utilizzata per Euro 572.169,00 ed e’, invece, stata rigettata l’istanza di autotutela per il residuo importo di Euro 296.679,00 (rispetto agli originari complessivi Euro 868.848,00 di imposte sostitutive versate), in quanto già distribuite ai soci della società cessionaria, atto impugnato dalla società consolidante;

che la società ricorrente procedeva, successivamente, a impugnare una cartella di pagamento, emessa – come risulta dalla sentenza impugnata – a titolo definitivo D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, ex art. 14 per l’importo di Euro 1.737.502,81 “risultante dalla differenza tra il 100% della maggiore imposta IRES e delle sanzioni ad esse collegate, come liquidate con atto di annullamento parziale in autotutela”, oltre importo delle sanzioni ridotte D.Lgs. n. 218 del 1997, ex art. 15; vi si deduceva, oltre alla carenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 11 che l’atto di autotutela parziale contenesse una ulteriore contestazione che si sarebbe dovuta accertare con autonomo avviso di accertamento, anche in forza dell’allegazione di elementi integrativi;

che -come risulta dalla sentenza impugnata – altra analoga cartella veniva impugnata dalla società consolidante;

che la CTP di Milano ha rigettato “i ricorsi riuniti” delle due società contribuenti;

che la CTR della Lombardia, con sentenza in data 27 maggio 2014, ha rigettato l’appello della sola società consolidata, ritenendo non impugnabile l’atto di autotutela, anche in forza del fatto che la società consolidante aveva definito l’avviso di accertamento a termini del D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 15 “pagando i tributi e le sanzioni in misura ridotta”, ritenendo effettuata l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo;

che propone ricorso per cassazione la società contribuente, affidato a cinque motivi, ulteriormente illustrato da memoria, cui resiste con controricorso l’Ufficio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

La società Degas Investments SRL, a seguito della fusione con la società originaria ricorrente, ha proseguito il giudizio senza soluzione di continuità, come da giurisprudenza di questa Corte, ricordata dalla stessa ricorrente in memoria (Cass., Sez. U., 30 luglio 2021, n. 21970);

che la ricorrente ha segnalato la pendenza di altro giudizio, già promosso da Degas Investments SRL (n. 1724/2015 R.G.), chiedendone la riunione;

che si ravvisano elementi di opportunità per una trattazione congiunta dei due giudizi, i quali risultavano (come si deduce dalla sentenza impugnata) già trattati congiuntamente in primo grado, avendo ad oggetto questioni analoghe e inerenti atti impositivi tra loro collegati e che la stessa sentenza impugnata reca nell’intestazione anche un atto impositivo non oggetto di impugnazione nel presente giudizio.

P.Q.M.

Dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa ai fini della trattazione congiunta con la causa n. 1724/2015 R.G..

Così deciso in Roma, il 10 febbraio 2022.

Depositato in Cancelleria il 24 febbraio 2022

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