Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6075 del 09/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 09/03/2017, (ud. 14/12/2016, dep.09/03/2017),  n. 6075

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16451/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

CASSA DI RISPARMIO DELLA SPEZIA SPA, in persona del Presidente e

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA DELLA SCROFA 57, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE

PIZZONIA, che la rappresenta e difende unitamente agli avv.ti

GIUSEPPE RUSSO CORVACE, CRISTIANO CAUMONT CALMI, giusta procura a

margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 599/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di GENOVA del 6/11/2013, depositata l’08/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 14/12//2016 dal Cons. Rel. Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. il giudizio ha ad oggetto un avviso di rettifica e liquidazione della maggiore imposta di registro relativa a contratto di cessione di ramo d’azienda del 19/12/2006, sottoposto a condizione sospensiva;

2. il Collegio ha disposto l’adozione di motivazione semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

3. il motivo proposto (violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 23, commi 1 e 4, nonchè art. 43, comma 1, lett. a), risulta inammissibile sia per difetto di autosufficienza – con riguardo al contenuto del contratto in questione – sia perchè non individua la statuizione della sentenza impugnata che violerebbe le norme indicate, sia, infine, perchè veicola una censura di merito incompatibile con la funzione propria del giudizio di legittimità (Cass. 959/15, 14233/15);

4. risultando soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato, in quanto amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (Cass. S.U. n. 9338/14; conf. Cass. sez. 4-L, n. 1778/16 e 6-T n. 18893/16).

PQM

dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrcnte, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 10.000,00 per compensi, oltre Euro 200,00 per esborsi, spese forfettarie (15%) ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 9 marzo 2017

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