Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6043 del 12/03/2010

Cassazione civile sez. III, 12/03/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 12/03/2010), n.6043

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. UCCELLA Fulvio – Consigliere –

Dott. CHIARINI Maria Margherita – rel. Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – Consigliere –

Dott. D’AMICO Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 17264-2005 proposto da:

ERG PETROLI SPA (OMISSIS) in persona del suo Amministratore

Delegato e Legale Rappresentante Ing. G.P.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE GORIZIA 25-C, presso lo

studio dell’avvocato RADIUS RODOLFO, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FALINI GIORGIO giusta delega a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

G.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA BALDO DEGLI UBALDI 272, presso lo studio dell’avvocato

MASSAFRA FERDINANDO, che lo rappresenta e difende unitamente

all’avvocato MASSAFRA POMPILIO giusta delega a margine del ricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 201/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA, 4^

SEZIONE CIVILE, emessa il 18/1/2005, depositata il 02/03/2005, R.G.N.

9063/2002;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/01/2010 dal Consigliere Dott. MARIA MARGHERITA CHIARINI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

DESTRO CARLO che ha concluso per il rigetto.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso del settembre 1996 la Erg Petroli s.p.a. conveniva in giudizio G.A. deducendo di avergli concesso in comodato l’impianto di distribuzione carburanti sito in (OMISSIS) ed in tale contesto gli aveva proposto di locargli i locali per attività di ingrassaggio ed auto lavaggio, che intanto gli concedeva in comodato precario. Successivamente invece il G. si era rifiutato di stipulare il contratto di locazione assumendo che detti locali erano compresi nel contratto di comodato petrolifero. Pertanto la Erg Petroli comunicava la disdetta del contratto di comodato precario e chiedeva l’immediata restituzione di essi.

Il Tribunale accoglieva la domanda.

Con sentenza del 2 marzo 2005 la Corte di appello di Roma riformava la decisione di primo grado, accogliendo l’appello del G. sull’erronea valutazione probatoria dei fatti ed elementi di causa – pag. 4, secondo cpv, della sentenza impugnata – specificati nei punti A, B e C dell’epigrafe della medesima, sulle seguenti considerazioni:

1) detti motivi di appello erano sufficientemente specifici; 2) l’oggetto del comodato di cui alla L. n. 745 del 1970 e al D.P.R. n. 1269 del 1971 è il godimento dell’impianto petrolifero, da intendere come complesso di beni strumentali destinati all’esercizio di un’attività economica, ed il limite all’autonomia privata è la previsione normativa di gratuità della cessione al gestore dell’uso dell’impianto, salvo il compenso per attività non strettamente correlate a tale gestione e purchè non si aggiri la norma; 3) dal contratto (nel marzo 1995), di cessione gratuita dell’uso dell’impianto di distribuzione di prodotti petroliferi non risulta l’intento di rinviare ad una successiva regolamentazione l’uso dei locali richiesti in restituzione; 4) il tratteggio di una parte della superficie della stazione di servizio, in mancanza di legenda, non significa l’esclusione della cessione di uso dei manufatti sulla residua superficie del punto vendita perchè nella cessione del contratto di comodato essi sono ricompresi; 5) infatti il gestore si era obbligato a tenere e condurre accuratamente, per la comodità e la facilità dei servizi ai clienti, tenendoli sempre puliti, le toilettes – e quindi al plurale e perciò anche quello a cui si accede dal complesso di locali adibiti a lavaggio ed ingrassaggio – i marciapiedi ed il piazzale, prevedendo che le riparazioni ed i lavaggi delle macchine avvenissero in appositi locali, di cui perciò egli doveva avere la disponibilità; 6) i testi escussi – assistente di rete e dirigente della Erg e quindi neppure indifferenti – non infirmavano tali risultanze perchè le loro dichiarazioni erano generiche e non corroborate da nessuna prova scritta; 7) il G. all’atto del contratto di comodato si era altresì obbligato, con apposito altro accordo di fornitura, ad utilizzare per ingrassaggio, lubrificazione e grafitaggio esclusivamente i prodotti della Erg “sul punto vendita a lui concesso in uso gratuito” e pertanto, anche in base al principio di buona fede, era da ritenere che il contratto di comodato avesse ad oggetto anche i locali all’uopo destinati, chiesti in restituzione.

Ricorre per cassazione la s.p.a. Erg Petroli cui resiste G. A..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- con il primo motivo la ricorrente deduce:

“Violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione alla eccepita inammissibilità dell’appello spiegato per mancata specificazione dei motivi, in spregio agli artt. 342 e 3434 c.p.c. Difetto di motivazione al riguardo (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.

La Corte di merito ha ritenuto soddisfatto il requisito della specificità dei motivi senza esaminare la reale portata dell’atto e quindi, per fermi principi giurisprudenziali, l’appello era inammissibile.

La censura, apodittica e astratta, formulata richiamando tralaticiamente massime consolidate e priva di qualsivoglia collegamento concreto con l’appello del G., neppure sinteticamente richiamato, ed in relazione al quale invece la sentenza impugnata ha trascritto i punti salienti di esso richiamandoli in epigrafe a fianco delle lettere A, B e C, è inammissibile.

2.- Con il secondo motivo deduce: “Violazione e falsa applicazione degli artt. 324, 346 e 112 c.p.c. Contrasto con il giudicato interno su un punto decisivo della controversia. Difetto di motivazione – Motivazione erronea, insufficiente e contraddittoria in relazione ai vizi anzidetti ed in particolare, con riferimento alla portata dell’avverso appello e alle relative conseguenze (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.

La motivazione della sentenza di primo grado era fondata sulla circostanza che la planimetria allegata al contratto di comodato petrolifero non comprendeva i locali accessori destinati ad autolavaggio ed ingrassaggio di cui la Erg Petroli aveva richiesto la restituzione. Questo risultato grafico non era contestato i dal G. che aveva confusamente impugnato l’interpretazione delle clausole contrattuali nel loro complesso. Quindi incontestatamente la planimetria allegata al contratto non comprendeva detti locali e poichè l’oggetto di esso era espressamente individuato, per comune volontà contrattuale, proprio nei locali indicati nella planimetria, sottoscritta dalle parti, con tratteggio in rosso, su tale punto decisivo si era formato il giudicato. Invece la Corte di merito ha ripetutamente messo in discussione i risultati grafici di tale planimetria, affermando anche che la fotocopia non riportava il colore rosso del tratteggio ed anche valutando le testimonianze ha ritenuto “presunto” detto tratteggio.

Il motivo è infondato.

Ed infatti, come emerge dalla narrativa, la sentenza impugnata ha evidenziato le molteplici ragioni – nn. 2, 3, 5 e 7 – per le quali ha interpretato il contratto di comodato gratuito di impianto petrolifero – come imperativamente richiesto dalla legge – comprensivo dei locali richiesti in restituzione, a prescindere quindi dalla equivoca planimetria tratteggiata in rosso, priva di legenda (punto 4 riassunto in narrativa), e che perciò non costituisce punto decisivo.

La motivazione e immune da vizi logici e giuridici, e pertanto il motivo va respinto.

3.- Con il terzo motivo deduce: “Violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione al D.P.R. n. 1265 del 1971, art. 19.

Violazione dell’art. 2697 c.c..

Contraddittoria motivazione sul punto (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.

La Corte di merito, dopo aver correttamente affermato che a norma del D.P.R. n. 1265 del 1971, art. 19, il comodato gratuito comprende soltanto l’uso di apparecchiature ed attrezzature di impianto di distribuzione di carburanti ed immobili destinati al ricovero del gestore e dei clienti e al deposito dei prodotti, potendo poi le parti accordarsi per eventuali oneri correlati ad attività non connesse strettamente alla distribuzione, ha in concreto contraddittoriamente ritenuto che i locali adibiti ad ingrassaggio e lavaggio delle macchine fossero invece collegati alla distribuzione dei carburanti tanto da non prevedere nessun compenso per il loro uso, in tal modo interpretando il principio di gratuità oltre la norma violando gli oneri probatori attribuendoli alla Erg per superare la presunta gratuità.

Il motivo è infondato.

La Corte di merito ha, nei punti 3, 5 e 7 riassunti in narrativa. Ha ampiamente indicato le ragioni per cui le parti hanno stabilito di ritenere compresi nell’uso in comodato gratuito anche i locali non strettamente legati alla distribuzione del carburante.

Pertanto le critiche si risolvono in un’ inammissibile richiesta di nuova valutazione di merito in questa sede.

4.- Con il quarto motivo la ricorrente deduce: “Ulteriore violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. in ordine all’asserito onere probatorio gravante sull’appellata Erg petroli. Motivazione gravemente erronea ed insufficiente”.

Erroneamente la Corte di merito ha addossato alla Erg l’onere di provare il comodato precario dei locali chiesti in restituzione mentre spettava al G. provare il comodato gratuito, tanto più in base alla circostanza pacifica che la planimetria li escludeva dall’oggetto di esso.

La censura è assorbita dal rigetto del motivo che precede.

5.- Con il quinto motivo deduce: “Violazione e falsa applicazione dell’art. 116 c.p.c. Erronea ed illogica 1 motivazione in ordine alla valutazione delle prove espletate (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.

Il comodato precario può esser provato anche con testimoni, essendo a forma libera ed oltre che dalle circostanze suesposte, la prova era data anche dalle testimonianze assunte, erroneamente interpretate e in violazione del giudicato interno sulla più volte citata planimetria quale oggetto del comodato gratuito.

Il motivo è inammissibile.

Ed infatti si risolve nella richiesta di una più appagante valutazione delle prove testimoniali in relazione alle quali la Corte di merito ha anche evidenziato la qualità dei testi, incidente sulla loro attendibilità.

6.- Con il sesto motivo la Erg lamenta: “Violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione agli artt. 1362 e segg.

c.c.. Difetto di motivazione. Motivazione insufficiente e illogica (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.

I giudici di appello hanno violato i criteri ermeneutici perchè a fronte dell’interpretazione letterale della clausola avente ad oggetto l’individuazione dei locali in comodato gratuito – quelli tratteggiati in rosso nella planimetria – ha adottato criteri succedanei, neppure ben indicati, salvo quello di chiusura di buona fede.

Il motivo è assorbito dalle ragioni indicate nel rigetto dei motivi che precedono.

7. – Con il settimo motivo deduce: “Violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c.”.

Per il principio della soccombenza in relazione alle censure suesposte, le spese non potevano esser liquidate a favore del G..

Il motivo è infondato.

In applicazione del principio della soccombenza la condanna della Erg alle spese di appello è corretta.

Concludendo il ricorso va respinto e la ricorrente condannata a pagare le spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente a pagare le spese del giudizio di cassazione pari ad Euro 1.700 di cui Euro 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 12 marzo 2010

 

 

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