Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6026 del 04/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 04/03/2021, (ud. 27/10/2020, dep. 04/03/2021), n.6026

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. SCOTTI L.C.G. Umberto – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20781-2019 proposto da:

CURATELA FALLIMENTO (OMISSIS), in persona del Curatore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA RUFFINI 2/A, presso lo studio

dell’avvocato LAROCCA VINCENZO ANNIBALE, rappresentata e difesa

dall’avvocato AIELLO ANTONIO;

– ricorrente –

contro

ALITALIA EXPRESS SPA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, ALITALIA-LINEE

AEREE ITALIANE SPA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, in persona dei

Commissari Straordinari pro tempore, elettivamente domiciliate in

ROMA, VIALE DI VILLA MASSIMO 57, presso lo STUDIO PROFESSIONALE

ASSOCIATO BAKER&MCKENZIE, rappresentate e difese dall’avvocato

PESCATORE LUCA;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 934/2019 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 02/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. DOLMETTA

ALDO ANGELO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – Nel gennaio del 2007, il Fallimento della s.p.a. (OMISSIS) (dichiarato nel luglio 2004, la dichiarazione di insolvenza rimontando al dicembre 2013) ha convenuto avanti al Tribunale di Catanzaro la Alitalia Express s.p.a. e la Alitalia – Linee Aeree Italiane s.p.a., per chiedere, tra le altre cose, la revocatoria ex art. 67 L. Fall., comma 2, di un pagamento. Nel corso del giudizio, Alitalia e Alitalia Express sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria. Dichiarato interrotto il giudizio, questo è stato riassunto dal Fallimento attore nel novembre 2008.

2. – Con sentenza depositata in data 11 luglio 2017, il Tribunale ha respinto la domanda, ritenendo il pagamento in oggetto essere avvenuto fuori dall’ambito del c.d. periodo sospetto.

3. – Il Fallimento della (OMISSIS) ha impugnato la decisione avanti alla Corte di Appello di Catanzaro. Che ha respinto la richiesta con sentenza depositata in data 2 maggio 2019.

4. – Rilevato che l’operazione contestata si collocava all’interno del periodo sospetto, posto che la procedura concorsuale di (OMISSIS) era stata avviata prima della riforma del 2005, la Corte territoriale ha puntualizzato che la domanda di revoca veniva in modo specifico a gravare su un bonifico avvenuto in data 19 marzo 2003: da (OMISSIS) compiuto a “titolo di caparra confirmatoria del contratto di compravendita di due ATR42 di proprietà di Alitalia Express” e da quest’ultima “imputato al pagamento di parte delle prestazioni di addestramento”, di cui a certe fatture.

Fissata questa prospettiva, la Corte calabrese ha rilevato che l'”atto giuridico che viene in rilievo è il contratto avente a oggetto le prestazioni di addestramento rese da Alitalia Express e per le quali questa aveva maturato un credito pari a Euro 613.857,06, portato in compensazione con il minor credito del Fallimento di Euro 480.000,00 avente quale causale la caparra confirmatoria del contratto di compravendita di due ATR42…, contratto oggetto di risoluzione consensuale con correlativo obbligo per Alitalia Express di restituire la somma de qua”.

Di quest’ultimo atto (di risoluzione consensuale del contratto di compravendita dei due ATR42, cioè) – ha proseguito la sentenza – il Fallimento (OMISSIS) non ha chiesto la revocatoria; d’altra parte, appare sicuro che Alitalia Express ha regolarmente adempiuto alla prestazione di addestramento degli equipaggi di (OMISSIS).

“Trattandosi di crediti certi, omogenei ed esigibili” – ha concluso la decisione riferendosi, da un lato, al credito restitutorio della caparra e, dall’altro, al credito per pagamento delle prestazioni addestramento – “essi si sono estinti per compensazione legale dal giorno della loro coesistenza”, in epoca precedente alla dichiarazione di insolvenza della (OMISSIS) s.p.a..

5. – Avverso questa pronuncia presenta ricorso il Fallimento (OMISSIS), affidandosi a un motivo di cassazione.

Resistono, con unico controricorso, Alitalia Express e Alitalia.

6. – Le resistenti hanno depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

7. – Il motivo assume violazione dell’art. 67 L. Fall., comma 2 e art. 56 L. Fall. “per avere ritenuto non revocabile il pagamento della somma di Euro 480.000,00 di cui al bonifico bancario effettuato dal c/c ordinario tratto presso la BNL in presenza di altri crediti della società convenuta da opporre in compensazione”.

Rileva in proposito il ricorrente che “il debito del soggetto che, a seguito di revocatoria fallimentare, sia tenuto alla restituzione di una somma oggetto di pagamento effettuato dal fallito sorge con la sentenza di accoglimento della domanda di revoca e nei confronti della massa dei creditori, con la conseguenza che detto debito non può essere opposto in compensazione con crediti vantati verso il fallito”. Ha dunque errato la Corte calabrese, perchè ha ritenuto “operabile la disposizione dell’art. 56 L. Fall. anche al credito nascente dall’obbligo di restituzione che sarebbe sorto a seguito dell’accoglimento dell’azione revocatoria”.

8. – Il ricorso non può essere accolto.

In effetti, il motivo svolto non si confronta con la ricostruzione della fattispecie concreta che è stata operata dalla sentenza impugnata. Che, per l’appunto, non ha rilevato la sussistenza di una compensazione tra un credito verso il fallito e un credito verso la massa dei creditori, come per l’appunto assume il motivo esposto dal ricorrente.

Per contro, la sentenza ha rilevato la coesistenza di due crediti correnti tra le parti in epoca anteriore alla dichiarazione di insolvenza della (OMISSIS): quindi tra loro reciproci ex art. 1241 c.c. e pure soggetti – in quanto omogenei, liquidi ed esigibili – al disposto dell’art. 1243 c.c., comma 1.

Più in particolare, ha rilevato che il credito del soggetto poi fallito – che veniva in considerazione ai fini della compensazione appena sopra indicata – abbia tratto specificamente la propria origine dalla “risoluzione consensuale” del contratto di compravendita. Questo negozio di scioglimento della compravendita – ha anche aggiunto la Corte territoriale – non è stato fatto oggetto, del resto, di azione revocatoria da parte del Fallimento (OMISSIS).

9. – In conclusione, il ricorso va respinto.

Le spese seguono la regola della soccombenza e vengono liquidate in dispositivo.

PQM

La Corte respinge il ricorso. La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al rimborso, in favore dei controricorrenti, delle spese sostenute per questo giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 14.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi), oltre alle spese forfettarie nella misura del 15% e agli accessori di legge.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione civile – 1, il 27 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 4 marzo 2021

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