Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5924 del 03/03/2020

Cassazione civile sez. VI, 03/03/2020, (ud. 10/10/2019, dep. 03/03/2020), n.5924

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15515-2018 proposto da:

A.G.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIUSEPPE

AVEZZANA 31, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRA FLAUTI,

rappresentato e difeso dall’avvocato RENATO PAPARO;

– ricorrente –

contro

UNIONE DI BANCHE ITALIANE SPA, in persona del Procuratore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA DELLA LIBERTA’

13, presso lo studio dell’avvocato AGOSTINO GESSINI, rappresentata e

difesa dall’avvocato GIANMARIO PAROLA;

– controricorrente –

Contro

A.P.P.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 455/2018 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 13/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. GRAZIOSI

CHIARA.

La Corte:

Fatto

RILEVATO

che:

Con ordinanza ex art. 702 bis c.p.c. del 17 giugno 2016 il Tribunale di Cuneo accoglieva la domanda ex art. 2901 c.c. proposta dall’allora Banca Regionale Europea S.p.A. – ora Unione di Banche Italiane S.p.A. -, dichiarando nei suoi confronti inefficace il contratto del 19 maggio 2014 con cui A.P.P. aveva venduto al fratello A.G.L. la sua quota di proprietà di un appartamento e un garage siti in (OMISSIS).

A.G.L. proponeva appello, cui la banca resisteva, e che la Corte d’appello di Torino rigettava con sentenza del 13 marzo 2018.

A.G.L. ha depositato ricorso – illustrato anche con memoria -, da cui si è difesa con controricorso Unione di Banche Italiane S.p.A.

Diritto

RITENUTO

che:

Il ricorso, così come rubricato, verrebbe a denunciare violazione e falsa applicazione degli artt. 2901,2697,2727 e 2729 c.c. “e norme correlate” nonchè violazione e falsa applicazione degli artt. 115,116 e 132 c.p.c. “e norme correlate”; denuncerebbe altresì motivazione inesistente e/o apparente e omesso esame di fatti decisivi.

In realtà, il suo contenuto consiste, ictu oculi, nella illustrazione di una serie di valutazioni fattuali alternative rispetto a quelle operate dal giudice di merito, perseguendo così, in modo inequivoco, una radicale revisione della quaestio facti da parte del giudice di legittimità, e quindi inammissibilmente travalicando i confini della giurisdizione di questa Suprema Corte.

La violazione delle norme sulle presunzioni non è, in particolare, dedotta secondo i criteri indicati da Cass., Sez. Un., n. 1785/18 (par. 4.10 e ss).

Il ricorso pertanto deve essere dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente alla rifusione delle spese del grado – liquidate come da dispositivo – alla controricorrente; sussistono altresì D.P.R. n. 115 del 2012 ex art. 13, comma 1 quater, i presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso articolo, comma 1 bis.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente a rifondere alla controricorrente le spese processuali, liquidate in complessivi Euro 5600, oltre a Euro 200 per gli esborsi e al 15% per spese generali, nonchè agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 10 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA