Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5900 del 04/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 04/03/2021, (ud. 02/12/2020, dep. 04/03/2021), n.5900

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. SCOTTI Umberto L.C.G. – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3197-2018 proposto da:

Z.X., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato COSIMO CASTRIGNANO’;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

avverso il decreto della QUESTURA di BRINDISI, depositato il

05/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 02/12/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA

ACIERNO.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

In data 5/11/2017, il Questore della Provincia di Brindisi ha notificato al cittadino cinese Z.X. decreto con il quale gli si intimava di lasciare il territorio dello Stato Italiano entro sette giorni dalla notifica. Tale provvedimento è stato emanato all’esito dei 45 giorni di trattenimento presso il CPR di (OMISSIS) (BR), disposto con precedente decreto del Prefetto della Provincia di (OMISSIS) notificato contestualmente al decreto di espulsione.

Avverso il provvedimento del Questore ha proposto ricorso per Cassazione il cittadino straniero. Il Ministero intimato ha depositato controricorso.

Preliminarmente all’esposizione dei motivi di ricorso, il Collegio ne rileva l’inammissibilità, posto che il provvedimento del Questore, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., non è ricorribile in sede di legittimità, non essendo un provvedimento giurisdizionale.

In conclusione, la Corte dichiara inammissibile il ricorso. Le spese processuali seguono la soccombenza.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente a rifondere al Ministero dell’Interno le spese di lite che liquida in Euro 2.100,00 oltre alle spese prenotate a debito.

Sussistono i requisiti processuali per l’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

Così deciso in Roma, il 2 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 4 marzo 2021

 

 

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