Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5882 del 08/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 08/03/2017, (ud. 25/01/2017, dep.08/03/2017),  n. 5882

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 23402/2015 proposto da:

A.N.M. – AZIENDA NAPOLETANA MOBILITA’, in persona dell’Amministratore

unico e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata

in ROMA, VIA FASANA 21, presso lo studio dell’avvocato MICHAEL LOUIS

STIEFEL, rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE FERRARO;

– ricorrente –

contro

P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, LUNGO TEVERE

PIETRA PAPA 185, presso lo studio dell’avvocato SIMONA DONATI,

rappresentato e difeso dagli avvocati MARCO MOCELLA, DANIELA

MOCELLA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5681/2015 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 16/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 25/01/2017 dal Consigliere Dott. ROSSANA MANCINO.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. con ricorso al Giudice del lavoro di Napoli, l’attuale parte intimata agiva nei confronti dell’Azienda Napoletana Mobilità (A.N.M.) per l’accertamento del diritto a fruire, del “terzo elemento salariale” sulla premessa della nullità, per violazione della normativa inderogabile rappresentata dal D.L. n. 726 del 1984, art. 3, comma 5, conv. in L. n. 863 del 1984, della contrattazione collettiva del 25 luglio 1997 che, da pari data, aveva soppresso la predetta voce salariale, mantenendola per i soli lavoratori già in forza, a tempo indeterminato, alla medesima data;

2. il lavoratore aveva invocato la nullità della clausola collettiva, per violazione della normativa inderogabile rappresentata dal D.L. n. 726 del 1984, art. 3, comma 5, conv. in L. n. 863 del 1984, secondo cui “il contratto di formazione e lavoro è computato nell’anzianità di servizio in caso di trasformazione del rapporto di formazione e lavoro in rapporto a tempo indeterminato”;

3. la sentenza di primo grado, di rigetto della domanda, veniva riformata dalla Corte di appello di Napoli, che accoglieva l’originaria domanda;

4. per la cassazione di tale sentenza propone ricorso la società, affidato ad un articolato motivo, ulteriormente illustrato con memoria con la quale si chiede la rimessione alle Sezioni unite della Corte;

5. il lavoratore ha resistito con controricorso;

6. Collegio ha deliberato di adottare una motivazione semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

7. sulla questione posta dal ricorso, al pari dei ricorsi contrassegnati dai numeri del Ruolo generale 14340, 18199, 18201 del 2015 l’accertamento del diritto dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro (trasformato in rapporto a tempo indeterminato solo successivamente all’entrata in vigore dell’Accordo per il rinnovo del per i dipendenti del settore degli autoferrotranviari siglato il 27 luglio 1997, loro applicabile) a fruire, del “terzo elemento salariale” sulla premessa della nullità, per violazione della normativa inderogabile rappresentata dal D.L. n. 726 del 1984, art. 3, comma 5, conv. in L. n. 863 del 1984, della contrattazione collettiva del 25 luglio 1997 che, da pari data, aveva soppresso la predetta voce salariale, mantenendola per i soli lavoratori già in forza, a tempo indeterminato, alla medesima data – si ritiene necessaria la pronuncia della Sezione quarta, con trattazione in pubblica udienza, in continuità o meno con la precedente decisione di questa Corte, sentenza n. 13496 del 2014.

PQM

La Corte, ritenuti insussistenti i presupposti per la decisione camerale, rimette il ricorso alla quarta Sezione ordinaria della Corte, per la trattazione in pubblica udienza, contestualmente ai ricorsi r.g.nn. 18199 14340 18201 del 2015, decisi con ordinanze nn. del 2016.

Così deciso in Roma, il 25 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 8 marzo 2017

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