Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5828 del 03/03/2020

Cassazione civile sez. trib., 03/03/2020, (ud. 02/10/2019, dep. 03/03/2020), n.5828

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. MUCCI Roberto – Consigliere –

Dott. MELE Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16908-2017 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona Direttore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

Contro

CCB SRL;

– intimato –

avverso la sentenza 3/2017 della COMM. TRIBUTARIA II GRADO di

BOLZANO, depositata il 02/01/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

02/10/2019 dal Consigliere Dott. FRANCESCO MELE.

Per la cassazione della sentenza della commissione tributaria

regionale di Bolzano n. 2/2017 depositata il 2.1.2017, non

notificata.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 2

ottobre 2019 dal relatore cons. Francesco Mele.

Fatto

RILEVATO

Che:

– CCB srl (società esercente attività di costruzioni residenziali e non) proponeva ricorso avverso provvedimento di diniego di rimborso IVA per l’anno 2011 per Euro 253.546,00, provvedimento motivato con la carenza di operatività ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 30.

– Nel contraddittorio tra le parti -essendosi regolarmente costituita l’Agenzia delle Entrate- la commissione tributaria provinciale di Bolzano accoglieva il ricorso sul rilievo che la società contribuente avesse superato per l’anno 2009 il test di operatività di cui alla menzionata legge -e pertanto non poteva essere ritenuta non operativa nel triennio 2009/2011- e nella convinzione che la costruzione (oggetto dell’attività sociale) non potesse essere ultimata e utilizzata per produrre ricavi entro il 2009 e che l’impossibilità di produrre ricavi nel biennio successivo fosse dovuta al rallentamento intervenuto nell’ultimazione dell’immobile.

– Avverso detta sentenza proponeva appello la Agenzia delle Entrate evidenziando come il credito in contestazione -anno 2011- dipendesse essenzialmente dall’acquisizione in leasing di un terreno edificabile e dai costi di costruzione di un fabbricato commerciale destinato ad essere venduto o locato e come la società avesse prodotto, al riguardo, solo la dichiarazione di inizio lavori del 2008, le fatture di acquisto riferite agli anni 2009/2011, oltre ai bilanci societari dal 2007 al 2011; l’ufficio appellante rilevava inoltre che -in relazione al test di operatività- la società si era basata sui dati del triennio 2007/2009 (pretendendo di escludere dai relativi calcoli, gli oneri pluriennali e i costi di costruzione, in quanto non ancora atti a generare ricavi), mentre invece si sarebbe dovuta fondare sui dati del triennio 2009/2011 e nei relativi calcoli avrebbero dovuto essere inclusi i costi di acquisto in leasing e quelli di costruzione (contabilizzati e inseriti a bilancio come immobilizzazioni immateriali); dopo avere aggiunto che i ricavi presunti emergenti dal test di operatività del triennio 2009/2011 erano pari ad Euro 69.441,45 a fronte di ricavi realmente conseguiti di Euro 7,67 -così risultando essere la società non operativa; assenza di operatività risultante anche con riguardo al triennio 2007/2009- concludeva rilevando che la società non aveva mai prodotto ricavi degni di nota a far tempo dalla sua costituzione (anno 2006).

– Si costituiva anche in tale grado di giudizio la parte che insisteva per la conferma della sentenza appellata, rilevando in particolare che l’importo di Euro 9.381,00 (anno 2007), escluso dai ricavi dall’ufficio perchè ritenuto relativo a rimborso spese effettuate dalla società e successivamente fatturate, avrebbe, invece, dovuto essere considerato quale componente ordinario di gestione e quindi rientrare nel calcolo di operatività; insisteva nel sostenere l’esclusione -dal computo- dei costi pluriennali in quanto relativi ad anticipi effettuati alla società di leasing per immobilizzazioni in corso.

– Con la sentenza sopra indicata, la CTR di Bolzano rigettava l’appello.

– Per la cassazione della predetta sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso affidato ad un unico motivo.

– Parte intimata non si è costituita.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

– Il ricorso consta di un unico motivo che denuncia “Violazione e falsa applicazione della L. n. 724 del 1994, art. 30, comma 1, lett. c) e commi 4 e 4bis, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.”.

Il ricorso non è ammissibile.

– La CTR -che ha confermato la sentenza di primo grado di accoglimento del ricorso della contribuente- ha motivato la decisione richiamando innanzi tutto la normativa di cui alla L. n. 724 del 1994, art. 30, quanto alla considerazione della non operatività della società a ragione dell’essere la somma complessiva dei ricavi inferiore alla somma degli importi che risultano applicando il 15 % al valore delle altre immobilizzazioni anche in locazione finanziaria, con la precisazione che i ricavi e i proventi nonchè i valori dei beni e delle immobilizzazioni vanno assunti in base alle risultanze medie dell’esercizio e dei due precedenti, con la previsione infine che può la società, in presenza di oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi, richiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive.

– Su tale premessa, il giudice dell’appello si è quindi occupato delle immobilizzazioni in corso oggetto della controversia -acquisizione in leasing finanziario di un terreno edificabile e alla costruzione di un complesso commerciale destinato alla successiva rivendita o locazione e non ancora ultimato per ragioni di carattere finanziario- per escludere che le immobilizzazioni siano idonee a produrre alcun tipo di ricavo, anche alla luce della circolare 25 del 4.5.2007 dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, in forza della quale la CTR ha pure precisato che le società che hanno in patrimonio solo immobilizzazioni in corso sono esonerate dall’onere di presentazione delle disposizioni antielusive.

– La ricorrente ha dato conto della motivazione della sentenza -sopra riassunta- riportandola per esteso nel ricorso; tuttavia, per come risulta confezionato il motivo di cui consta il ricorso, non è possibile rinvenire la censura indirizzata alla sentenza: è denunciata la violazione la falsa applicazione di norme di legge, non sono però indicate le affermazioni in diritto presenti nella sentenza della CTR che si assumono in contrasto con predette norme.

– Da quanto esposto deriva la inammissibilità del ricorso.

– Nessuna pronuncia deve rendersi in punto spese dal momento che la parte intimata non si è costituita.

P.Q.M.

Dichiara il ricorso inammissibile.

Così deciso in Roma, il 2 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA