Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5812 del 22/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 22/02/2022, (ud. 11/02/2022, dep. 22/02/2022), n.5812

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10761-2021 proposto da:

P.A., F.G., rappresentati e difesi dall’avvocato

Gianfranco Cori;

– ricorrenti –

contro

CONDOMINIO (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro

Lupi;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 695/2020 del GIUDICE DI PACE di VELLETRI,

depositata il 21/10/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’11/02/2022 dal Consigliere ANTONIO SCARPA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

P.A. e F.G. hanno proposto ricorso articolato in due motivi (violazione dell’art. 295 c.p.c. e dell’art. 112 c.p.c.) avverso la sentenza del Giudice di pace di Velletri n. 695/2020, pubblicata il 21 ottobre 2020.

Resiste con controricorso il Condominio (OMISSIS).

Il Giudice di pace di Velletri ha rigettato l’impugnazione di deliberazione assembleare del Condominio (OMISSIS) approvata il 28 aprile 2016, in relazione all’appostazione nel bilancio 2016 di un debito pari ad Euro 977,56 imputato ai condomini P.A. e F.G..

Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso potesse essere dichiarato inammissibile, con la conseguente definibilità nelle forme di cui all’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 1), il Presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Il Condominio (OMISSIS) ha presentato memoria di mero rinvio al controricorso.

A seguito della riforma di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, l’unico rimedio impugnatorio ordinario ammesso (se si esclude la revocazione per motivi ordinari) avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace nell’ambito del limite della sua giurisdizione equitativa necessaria (come quella in esame) è l’appello a motivi limitati, previsto dall’art. 339 c.p.c., comma 3. L’art. 360 c.p.c., comma 1, prevede, del resto, l’esperibilità del ricorso per cassazione soltanto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado, mentre la sentenza equitativa del giudice di pace non è né una sentenza pronunciata in grado di appello né una sentenza pronunciata in unico grado (atteso che e’, sia pure per motivi limitati, appellabile e, dunque, è sentenza di primo grado). Ne’ rileva l’art. 111 Cost., comma 7, in quanto la sentenza del giudice di pace pronunciata nell’ambito della giurisdizione equitativa, e’, come detto, appellabile per motivi limitati, e non rientra, pertanto, tra le sentenze ed i provvedimenti aventi natura di sentenza in senso c.d. sostanziale, per cui non sia previsto alcun mezzo di impugnazione (Cass. Sez. 6 – 2, 28/05/2020, n. 10063; Cass. Sez. 3, 04/06/2007, n. 13019).

Il ricorso va perciò dichiarato inammissibile, con condanna in solido dei ricorrenti a rimborsare al controricorrente le spese del giudizio di cassazione nell’importo liquidato in dispositivo.

Sussistono i presupposti processuali per il versamento – ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater -, da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per l’impugnazione, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna in solido i ricorrenti a rimborsare al controricorrente le spese sostenute nel giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 700,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 11 febbraio 2022.

Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2022

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